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Amianto, pubblicato oggi nuovo catalogo INAIL 2026: esposizione professionale e non professionale

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Pubblicato oggi martedì 13 ottobre 2026 il nuovo Catalogo INAIL delle principali occasioni di esposizione professionale e non professionale ad amianto, realizzato nell’ambito delle attività scientifiche dell’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro.

La pubblicazione aggiorna le conoscenze raccolte attraverso il Registro Nazionale dei Mesoteliomi (ReNaM). Inoltre, offre indicazioni utili per riconoscere le possibili fonti di esposizione e migliorare le strategie di prevenzione.

Catalogo INAIL 2026: perché è importante

Il nuovo catalogo raccoglie informazioni sulle circostanze in cui lavoratori e cittadini possono essere entrati in contatto con l’amianto.

Il documento si basa sui dati raccolti dai Centri Operativi Regionali (COR), che partecipano alle attività di sorveglianza epidemiologica coordinate scientificamente dall’INAIL.

L’obiettivo è ampliare le conoscenze sulle esposizioni già note. Allo stesso tempo, la pubblicazione prende in esame situazioni meno comuni, che possono essere difficili da individuare durante la ricostruzione della storia lavorativa e personale.

Queste informazioni sono fondamentali. Infatti, conoscere le possibili fonti di esposizione aiuta a individuare i rischi, orientare gli approfondimenti sanitari e promuovere interventi di prevenzione più efficaci.

Amianto e salute: quali sono i rischi

“L’amianto è un materiale fibroso che, se deteriorato o lavorato in modo da liberare fibre nell’aria, può determinare un rischio per la salute in caso di inalazione.

L’esposizione è associata a gravi patologie, tra cui il mesotelioma e alcune forme di tumore polmonare. Una caratteristica rilevante di queste malattie è il lungo periodo di latenza, che può arrivare a diversi decenni tra l’esposizione e la comparsa dei sintomi.

Per questo motivo, la sorveglianza sanitaria ed epidemiologica rimane importante anche a distanza di molti anni dal divieto di utilizzo dell’amianto.” Ha affermato l‘Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

I settori professionali interessati dall’esposizione

Il catalogo prende in considerazione numerosi comparti produttivi. Alcuni sono storicamente associati all’impiego dell’amianto. Lo abbiamo visto spesso con le numerose sentenze portate avanti dall’ONA.

 Cantieristica navale e manutenzione delle imbarcazioni

In passato, l’amianto è stato utilizzato in diverse applicazioni navali, soprattutto per le sue proprietà isolanti e resistenti al calore.

Le possibili occasioni di esposizione riguardavano, tra gli altri, gli interventi di installazione, riparazione e manutenzione. Le attività potevano coinvolgere tubisti, elettricisti, falegnami di bordo e altri addetti ai lavori.

Industria automobilistica e sistemi frenanti

Un altro ambito riguarda la produzione e la manutenzione dei veicoli.

In passato, alcuni componenti, come guarnizioni, materiali isolanti e parti dei sistemi frenanti, potevano contenere amianto. Le lavorazioni meccaniche e la sostituzione dei componenti rappresentano quindi attività da considerare nella ricostruzione delle esposizioni storiche.

La valutazione dei singoli casi richiede comunque informazioni specifiche sui materiali utilizzati, sul periodo di lavoro e sulle mansioni svolte.

Edilizia e manufatti in cemento-amianto

L’edilizia costituisce uno degli ambiti più rilevanti per la presenza di materiali contenenti amianto.

Coperture, tubazioni, pannelli e altri manufatti installati negli anni passati possono essere ancora presenti negli edifici. Di conseguenza, gli interventi di ristrutturazione, demolizione o manutenzione devono essere pianificati con attenzione.

Prima di intervenire su materiali sospetti, è opportuno rivolgersi a professionisti qualificati. Tagliare, forare o rimuovere autonomamente un manufatto può favorire la dispersione delle fibre.

Agricoltura, pesca e attività rurali

Anche il settore agricolo e quello della pesca possono essere coinvolti nella ricostruzione delle esposizioni.

Le situazioni da esaminare comprendono la presenza di materiali contenenti amianto negli edifici rurali, nelle attrezzature e in alcune imbarcazioni. Inoltre, l’analisi storica può richiedere verifiche sull’utilizzo di specifici materiali impiegati nei processi produttivi.

La documentazione delle attività svolte e dei luoghi frequentati può contribuire a individuare circostanze che, a prima vista, potrebbero sembrare poco rilevanti.

Le esposizioni meno conosciute: elettrodomestici, uffici e riciclaggio

Uno degli aspetti di interesse del catalogo riguarda le possibili esposizioni in contesti diversi da quelli tradizionalmente considerati a rischio.

Le ricostruzioni possono comprendere, per esempio, interventi su vecchie apparecchiature termiche, caldaie, compressori e altri dispositivi contenenti componenti isolanti o guarnizioni di materiali oggi non più utilizzati.

Sono inoltre rilevanti le attività svolte nel settore editoriale, negli uffici pubblici e nell‘industria del riciclaggio, quando la storia dei luoghi di lavoro o dei materiali trattati suggerisce possibili contatti con l’amianto.

È importante precisare che la citazione di un settore o di un’apparecchiatura non dimostra, da sola, la presenza di amianto in ogni prodotto della stessa categoria. L’eventuale contaminazione deve essere verificata caso per caso.

Esposizione familiare e non professionale all’amianto

L’amianto non è stato presente soltanto negli ambienti di lavoro. In determinate circostanze, l’esposizione può essersi verificata anche al di fuori dell’attività professionale.

Un esempio riguarda il possibile contatto indiretto con fibre trasportate a casa sugli indumenti da lavoro di persone impiegate in attività esposte. Si parla, in questi casi, di esposizione familiare o domestica.

Esistono inoltre situazioni legate a lavori svolti nel tempo libero, alla manutenzione di edifici e alla frequentazione di ambienti nei quali erano presenti materiali contenenti amianto.

La ricostruzione di queste circostanze può essere complessa, soprattutto quando sono trascorsi molti anni. Per questo motivo, il catalogo attribuisce importanza alla raccolta di informazioni sulla storia personale, familiare e lavorativa.

Nuovo questionario anamnestico: cosa cambia

Tra gli aspetti metodologici approfonditi nell’edizione 2026 figura l’aggiornamento degli strumenti utilizzati per raccogliere le informazioni sui possibili contatti con l’amianto.

Il questionario anamnestico consente di ricostruire mansioni, luoghi di lavoro, attività svolte e altre circostanze potenzialmente rilevanti.

L’aggiornamento mira a migliorare l’individuazione delle esposizioni meno documentate. Inoltre, punta a rendere più completa la raccolta delle informazioni nei casi in cui la fonte di esposizione non sia immediatamente riconoscibile.

Prevenzione dell’amianto: quali comportamenti adottare

La prevenzione resta fondamentale, soprattutto negli edifici e negli impianti realizzati quando l’amianto era ancora ampiamente utilizzato.

Per ridurre i rischi è consigliabile seguire alcune indicazioni:

  • Non danneggiare i materiali sospetti: evitare di tagliare, forare o rompere manufatti che potrebbero contenere amianto.
  • Richiedere una valutazione qualificata:in caso di dubbi, rivolgersi a tecnici competenti per identificare il materiale e valutarne le condizioni.
  • Affidare gli interventi a imprese specializzate: le operazioni di bonifica devono rispettare le procedure e le disposizioni previste dalla normativa.
  • Ricostruire la storia lavorativa: per gli approfondimenti sanitari, documentare mansioni, periodi di impiego e luoghi frequentati può essere utile.
  • Consultare fonti ufficiali: i documenti dell’INAIL e le indicazioni delle autorità sanitarie rappresentano riferimenti importanti per orientarsi.

Dove consultare il catalogo INAIL 2026 sull’amianto

Per approfondire le informazioni sulle esposizioni professionali e non professionali è consigliabile consultare la pubblicazione integrale attraverso il sito istituzionale dell’INAIL.

Il documento è u punto di riferimento per chi si occupa di salute e sicurezza sul lavoro, ricerca epidemiologica, prevenzione e ricostruzione delle esposizioni pregresse.

Per le valutazioni relative a singoli edifici, ambienti o attività lavorative, è comunque necessario considerare le caratteristiche specifiche del caso e avvalersi di professionisti qualificati.

 

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