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domenica, Settembre 27, 2026

Edilizia scolastica e amianto: fondi per bonifica e messa in sicurezza

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Il decreto firmato da Giuseppe Valditara assegna le risorse dell’otto per mille statale a interventi urgenti nelle scuole: tra le opere finanziabili anche la bonifica degli elementi contenenti amianto, insieme alla messa in sicurezza sismica, ai solai e al ripristino degli edifici non agibili.

La sicurezza degli edifici scolastici torna al centro degli interventi finanziati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Il ministro Giuseppe Valditara ha firmato il decreto del 21 agosto 2026 che disciplina l’utilizzo delle risorse dell’otto per mille dell’IRPEF destinate alla gestione statale.

Il provvedimento riguarda complessivamente 114.498.620,84 euro, riferiti alle annualità 2023 e 2024. Le risorse sono destinate a interventi urgenti e indifferibili necessari per garantire il diritto allo studio in edifici scolastici sicuri e adeguati.

Amianto nelle scuole, la bonifica tra gli interventi finanziabili

Il decreto inserisce espressamente la bonifica di elementi contenenti asbesto tra gli interventi di manutenzione straordinaria finanziabili.

La misura comprende anche il successivo ripristino funzionale delle parti bonificate. Quindi sia la rimozione del materiale e sia la possibilità intervenire sull’edificio dopo la bonifica per restituire funzionalità agli spazi interessati.

Il tema dell’amianto rimane particolarmente rilevante per il patrimonio edilizio più datato. Il livello di rischio dipende dallo stato di conservazione del materiale e dalle condizioni che possono determinarne il deterioramento.

Per questo gli interventi devono essere preceduti dalle necessarie valutazioni tecniche e realizzati secondo le procedure previste dalla normativa.

Non solo amianto: le altre priorità del decreto

La bonifica dell’amianto rappresenta una delle categorie previste dal provvedimento, ma non costituisce l’unica destinazione delle risorse.

Il decreto stabilisce infatti una graduatoria di priorità per gli interventi urgenti. Si parte dalle opere necessarie dopo eventi sismici, calamitosi o eccezionali, per arrivare agli interventi di miglioramento e adeguamento sismico.

Sono inoltre previsti finanziamenti per il ripristino degli edifici dopo il crollo di solai e controsoffitti e il recupero delle condizioni di agibilità dopo la chiusura disposta dall’autorità competente. Oltre la messa in sicurezza di solai e controsoffittiie gli interventi indispensabili per garantire la continuità delle attività didattiche.

Oltre 114 milioni dall’otto per mille

Un elemento importante riguarda l’origine delle risorse.

Il decreto utilizza fondi provenienti dalla quota dell’otto per mille dell’IRPEF a diretta gestione statale. Per le annualità 2023 e 2024, la disponibilità complessiva indicata nel provvedimento ammonta a 114.498.620,84 euro.

La somma viene suddivisa in tre grandi aree territoriali, ossia nord sud e grandi isole.

La normativa prevede infatti una distribuzione in parti di pari importo tra le tre aree geografiche individuate dal decreto.

Quanto può ricevere un singolo intervento

Il provvedimento stabilisce anche un limite per ciascuna opera.

Il contributo massimo riconoscibile per ogni intervento è di 1 milione di euro. L’individuazione dei progetti avverrà attraverso uno o più avvisi pubblici gestiti dalla Direzione generale competente del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

La selezione terrà conto di alcuni criteri. Tra questi figurano la popolazione scolastica coinvolta, l’età dell’edificio, l’eventuale assenza di alternative per garantire la continuità didattica e la mancanza di altri finanziamenti pubblici destinati alla stessa tipologia di intervento.

Edilizia scolastica, il ruolo degli enti locali

Gli interventi riguardano edifici scolastici di proprietà pubblica e saranno attuati nell’ambito delle competenze degli enti locali.

Il decreto nasce infatti dalla necessità di sostenere interventi urgenti sull’edilizia scolastica, utilizzando risorse che la normativa destina alla ristrutturazione, al miglioramento, alla messa in sicurezza, all’adeguamento antisismico e all’efficientamento degli immobili destinati all’istruzione.

La procedura prevede una fase di selezione dei progetti. Non tutti gli edifici scolastici interessati da criticità riceveranno quindi automaticamente un finanziamento.

Sicurezza nelle scuole, dalla prevenzione alla bonifica

La sicurezza degli edifici scolastici comprende diversi livelli di intervento.

Il decreto considera, infatti, sia le emergenze legate a eventi eccezionali sia le condizioni strutturali degli immobili. La prevenzione del rischio di cedimento di solai e controsoffitti, l’adeguamento antisismico e la bonifica dei materiali contenenti amianto rientrano in una strategia più ampia di manutenzione del patrimonio scolastico.

Nel caso dell’amianto, l’obiettivo degli interventi finanziabili è la bonifica degli elementi che lo contengono e il successivo ripristino delle parti interessate.

Amianto nelle scuole, perché la manutenzione resta centrale

La questione dell’amianto negli edifici scolastici è stata spesso affrontata nei convegni dell’Osservatorio Nazionale Amianto presieduto dall’Avv. Ezio Bonanni.

Il monitoraggio dello stato degli edifici, la corretta manutenzione e l’individuazione dei materiali eventualmente presenti sono elementi fondamentali per stabilire quando sia necessario intervenire.

“La bonifica dell’amianto nelle scuole, quando tecnicamente necessaria, deve essere eseguita da soggetti qualificati e secondo le procedure previste dalla normativa. La gestione corretta del materiale durante rimozione, trasporto e smaltimento è infatti parte integrante dell’intervento.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni commentando la notizia.

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