Dopo 13 anni di battaglie legali arriva la sentenza definitiva: il Tribunale di Pesaro riconosce il nesso tra esposizione all’amianto e malattia professionale.
Un’importante decisione della magistratura segna un nuovo passo nella tutela delle vittime dell’amianto. Il Tribunale di Pesaro ha riconosciuto come “vittima del dovere” un Maresciallo dell‘Arma dei Carabinieri deceduto a soli 56 anni per mesotelioma pleurico, accertando che la patologia è stata provocata dall’esposizione alle fibre di amianto durante gli anni di servizio.
La sentenza conclude una lunga vicenda giudiziaria e dispone il riconoscimento dei benefici previsti dalla normativa a favore degli eredi, per un valore complessivo, secondo una stima dell‘Avv. Ezio Bonanni dell’Osservatorio Nazionale Amianto superiore ai 500 mila euro.
Mesotelioma causato dall’amianto durante il servizio
Il sottufficiale ha prestato servizio nell’Arma dei Carabinieri fino al 2002, svolgendo numerose attività operative nel corso della propria carriera.
Tra gli episodi più significativi figura l’intervento successivo alla strage di via dei Georgofili, a Firenze, del 27 maggio 1993. In quelle ore drammatiche partecipò alle operazioni di soccorso tra le macerie, in un contesto nel quale risultavano presenti anche materiali contenenti amianto dispersi dall’esplosione.
Secondo quanto accertato nel procedimento, quella non sarebbe stata l’unica occasione di esposizione. La consulenza tecnica disposta dal Tribunale ha infatti ricostruito un’esposizione protratta nel tempo anche all’interno delle caserme, durante le esercitazioni e attraverso l’utilizzo di materiali contenenti amianto impiegati, all’epoca, nelle operazioni di manutenzione delle armi.
Gli accertamenti medico-legali hanno quindi riconosciuto il nesso causale tra l’esposizione professionale e l’insorgenza del mesotelioma che ha provocato il decesso del militare.
Il riconoscimento di vittima del dovere
Dopo la morte del Maresciallo, la moglie e i figli hanno avviato un lungo percorso giudiziario per ottenere il riconoscimento dei diritti previsti dalla legge.
Con la decisione definitiva, il Tribunale ha dichiarato il militare “vittima del dovere”, riconoscendo un’invalidità pari al 100% derivante dalla patologia contratta durante il servizio.
La pronuncia ha inoltre condannato il Ministero dell’Interno a corrispondere agli eredi le prestazioni economiche previste dalla normativa, tra cui:
- la speciale elargizione prevista per le vittime del dovere;
- gli assegni vitalizi spettanti agli aventi diritto;
- gli arretrati maturati negli anni.
Ezio Bonanni: una sentenza che tutela chi ha servito lo Stato
Ad assistere la famiglia è stato l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), da anni impegnato nella tutela delle vittime dell’esposizione all’amianto appartenenti alle Forze Armate e alle Forze di Polizia.
Secondo Bonanni, “la decisione del Tribunale rappresenta un importante riconoscimento non solo per la famiglia del Maresciallo, ma anche per tutti i militari e gli appartenenti alle Forze dell’Ordine che hanno contratto gravi patologie dopo essere stati esposti all’amianto durante il servizio.”
L’avvocato sottolinea come “la sentenza riaffermi il principio secondo cui lo Stato deve garantire piena tutela a coloro che hanno sacrificato la propria salute nell’adempimento del dovere istituzionale.”
E continua: “Il mesotelioma pleurico è una delle malattie maggiormente associate all’inalazione delle fibre di amianto e può manifestarsi anche molti anni dopo l’esposizione, rendendo particolarmente complesso il percorso di riconoscimento dei diritti delle vittime e dei loro familiari.”
L’impegno dell’Osservatorio Nazionale Amianto
L’Osservatorio Nazionale Amianto continua a fornire assistenza alle vittime dell’esposizione professionale all’amianto, offrendo consulenza legale e medico-legale per il riconoscimento delle malattie asbesto-correlate e dei benefici previsti dalla legge.
L’associazione mette inoltre a disposizione un servizio gratuito di orientamento per lavoratori, militari e familiari che intendono verificare la propria posizione e ottenere tutela.



