Il Tribunale di Velletri ha riconosciuto in via definitiva lo status di vittima del dovere a Nunzio Santucci, ex tenente colonnello dell’Aeronautica Militare originario di Albano Laziale esposto a nanoparticelle di metalli pesanti, amianto ed uranio impoverito.
La sentenza, divenuta definitiva il 15 luglio, ha accertato il collegamento tra il carcinoma gastrico che ha colpito l’ex ufficiale e le particolari condizioni ambientali e operative affrontate durante le missioni internazionali svolte in Kosovo nell’ambito dell’operazione Joint Guardian.
Oltre trent’anni di servizio nell’Aeronautica Militare
Nel corso della sua carriera, Nunzio Santucci ha prestato servizio per oltre trent’anni nell’Aeronautica Militare, ricoprendo incarichi operativi e di comando.
Tra gli incarichi svolti figura quello di comandante di compagnia presso il Ministero della Difesa a Roma. Successivamente ha assunto il comando del Gruppo Difesa dell’aeroporto di Djakovica, in Kosovo, con il compito di garantire la sicurezza del contingente italiano impegnato nella missione internazionale.
Il Tribunale: la malattia è collegata alle missioni nei Balcani
Secondo quanto stabilito nella sentenza, il carcinoma gastrico è riconducibile alle particolari condizioni ambientali incontrate durante il servizio nei Balcani.
Il provvedimento richiama la presenza, nelle aree operative, di contaminazione da amianto, nanoparticelle di metalli pesanti e residui di munizionamento contenente uranio impoverito.
La diagnosi e gli interventi chirurgici
Nel 2013 all’ex ufficiale è stato diagnosticato il tumore.
La malattia ha reso necessario un primo intervento di gastrectomia subtotale, con l’asportazione di una parte dello stomaco. Negli anni successivi Santucci ha affrontato altri due interventi chirurgici per trattare le complicanze legate alla patologia.
Attualmente convive con gli esiti della malattia e continua a sottoporsi ai controlli previsti dal percorso di cura.
Le condizioni operative ricostruite nel processo
Tra gli elementi valutati dal Tribunale vi sono anche le testimonianze raccolte durante il procedimento.
Secondo quanto emerso, il personale militare operava in un aeroporto ancora segnato dai bombardamenti del 1999, con la presenza di mezzi distrutti, residuati bellici, polveri e terreni interessati dalle esplosioni.
La consulenza tecnica d’ufficio ha definito quel contesto “particolarmente provante ed eccezionale rispetto alle ordinarie condizioni di servizio”, evidenziando inoltre che il territorio risultava diffusamente contaminato da nanoparticelle generate dalle esplosioni di materiale bellico contenente uranio impoverito.
Riconosciuto lo status di vittima del dovere – amianto, metalli pesanti e uranio impoverito
La sentenza ha riconosciuto a Nunzio Santucci lo status di vittima del dovere e un’invalidità permanente complessiva pari al 65%.
Il provvedimento prevede il diritto alla speciale elargizione, agli arretrati maturati, agli assegni vitalizi e all’inserimento nella graduatoria nazionale delle vittime del dovere.
Secondo quanto riportato nella decisione, il valore economico complessivo dei benefici riconosciuti potrebbe essere pari a circa 300 mila euro.
Il principio affermato dalla sentenza
La decisione ribadisce che, nei casi riguardanti patologie tumorali insorte in militari impiegati in aree caratterizzate da particolari condizioni ambientali e operative, è necessario accertare l’effettivo svolgimento del servizio in tali contesti e la successiva insorgenza della malattia.
Una volta dimostrati questi elementi, la sentenza richiama il principio della presunzione del collegamento tra esposizione e patologia, salvo prova contraria da parte dell’amministrazione.
Il commento dell’Osservatorio Nazionale Amianto
L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale dell’ex ufficiale, ha commentato così la decisione del Tribunale:
“Dietro questa sentenza non c’è soltanto un importante principio giuridico. C’è la storia di un ufficiale che ha dedicato oltre trent’anni della propria vita allo Stato e che oggi porta sul proprio corpo le conseguenze di quelle missioni. Il tribunale ha riconosciuto una verità che per troppo tempo è rimasta senza risposta: Nunzio Santucci si è ammalato servendo il proprio Paese. Questa decisione restituisce dignità a lui e rappresenta un precedente importante per tutti i militari che hanno operato nei Balcani e attendono ancora giustizia”.



