L’Inail ha pubblicato il 26 giugno una nuova fact sheet dedicata alla direttiva europea 2023/2668 sull’amianto e alla tutela dei lavoratori esposti alle fibre cancerogene nei luoghi di lavoro.
La direttiva europea 2023/2668 è stata pubblicata il 30 novembre 2023 sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. Il provvedimento modifica la direttiva 2009/148/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti dall’esposizione all’amianto durante il lavoro.
Cosa cambia con la direttiva europea 2023/2668 sull’amianto
La nuova normativa europea introduce modifiche e integrazioni alle misure già previste per la tutela della salute dei lavoratori.
L’obiettivo della direttiva è rafforzare la prevenzione del rischio amianto e migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro in cui sono presenti materiali contenenti asbesto.
Tra gli aspetti più importanti della direttiva rientrano il rafforzamento delle misure di prevenzione, l’aggiornamento delle procedure di controllo dell’esposizione e una maggiore tutela sanitaria per i lavoratori esposti. Oltre al miglioramento delle attività di monitoraggio e gestione del rischio.
I contenuti della fact sheet in sintesi
Amianto, milioni di lavoratori ancora esposti in Europa
Nonostante il bando dell’amianto nell’Unione Europea sia entrato in vigore nel 2005, il rischio di esposizione continua a interessare milioni di lavoratori.
Secondo le stime della Commissione europea, nei Paesi membri sono ancora esposti all’amianto tra 4,1 e 7,3 milioni di lavoratori. La maggior parte di questi è soggetta a esposizioni sporadiche e a bassa intensità, spesso durante attività di manutenzione o ristrutturazione di edifici realizzati prima del divieto della sostanza cancerogena.
I settori maggiormente esposti al rischio amianto
La nuova direttiva evidenzia che l’esposizione all’amianto non riguarda esclusivamente le imprese specializzate nelle bonifiche.
Tra i settori considerati a rischio figurano:
- l’edilizia e le ristrutturazioni;
- la demolizione di edifici;
- la gestione dei rifiuti contenenti amianto;
- il settore estrattivo e le cave di Pietre Verdi;
- la realizzazione di gallerie ferroviarie e autostradali;
- le attività di manutenzione industriale;
- la lotta antincendio e la gestione delle emergenze;
- lo smantellamento di navi, piattaforme petrolifere e mezzi di trasporto.
L’ampliamento del campo di applicazione rappresenta una delle principali innovazioni introdotte dalla direttiva europea 2023/2668.
Amianto, il 78% dei tumori professionali nell’Unione Europea
La direttiva europea richiama un dato particolarmente significativo: le fibre di amianto rappresentano la principale causa di tumori professionali nell’Unione Europea.
Secondo il documento, il 78% delle neoplasie riconosciute come malattie professionali nei Paesi membri è infatti legato all’esposizione all’amianto. I costi diretti per assistenza sanitaria e perdita di produttività sono stimati tra i 4 e i 7 miliardi di euro ogni anno, mentre i costi indiretti potrebbero raggiungere i 334 miliardi di euro annui.
Le tre forme di esposizione all’amianto
La direttiva europea 2023/2668 distingue tre diverse modalità di esposizione alle fibre di amianto.
La prima è l’esposizione attiva, che riguarda i lavoratori impegnati direttamente nelle attività di bonifica e rimozione dei materiali contenenti amianto.
La seconda è l’esposizione passiva, che interessa chi opera nelle vicinanze di lavorazioni che generano polvere di amianto oppure lavora in edifici dove sono presenti materiali degradati.
Infine vi è l’esposizione secondaria, che coinvolge i familiari dei lavoratori esposti attraverso le fibre trasportate sugli abiti o sui capelli dopo il turno di lavoro.
Nuovi obblighi per i datori di lavoro
La direttiva introduce nuovi adempimenti per i datori di lavoro.
Prima dell’avvio di lavori di demolizione, manutenzione o ristrutturazione sarà obbligatorio verificare la presenza di amianto negli edifici, nelle navi, negli aeromobili e negli impianti costruiti prima del divieto dell’utilizzo della sostanza.
Qualora durante i lavori vengano rinvenuti materiali contenenti amianto non individuati in precedenza, le attività dovranno essere immediatamente sospese fino all’adozione delle necessarie misure di sicurezza.
Inoltre, prima dell’inizio delle attività a rischio, il datore di lavoro dovrà trasmettere una specifica notifica agli organi di vigilanza territorialmente competenti indicando tipologia di intervento, numero dei lavoratori coinvolti, quantità di amianto presente e misure adottate per ridurre il rischio di esposizione.
Limite di esposizione ridotto di dieci volte
Tra le novità più importanti introdotte dalla direttiva europea vi è la drastica riduzione del limite di esposizione professionale all’amianto.
Il valore massimo consentito passa infatti da 0,1 a 0,01 fibre per centimetro cubo, con un limite dieci volte inferiore rispetto a quello precedentemente previsto dalla normativa europea.
Dal 21 dicembre 2029 diventerà inoltre obbligatorio utilizzare tecniche di analisi più avanzate, come la microscopia elettronica SEM e TEM, capaci di rilevare anche le fibre ultrasottili che non possono essere individuate con i metodi tradizionali.
Formazione obbligatoria e dispositivi di protezione
La direttiva prevede l’obbligo di utilizzare dispositivi di protezione individuale adeguati in tutte le attività che comportano un rischio di esposizione all’amianto.
Viene inoltre rafforzata la formazione obbligatoria dei lavoratori, che dovrà essere calibrata sulle specifiche mansioni svolte e comprendere anche l’addestramento all’uso dei DPI di terza categoria.
Per gli addetti alle demolizioni e alle bonifiche sarà inoltre necessario acquisire competenze specifiche sull’utilizzo delle tecnologie e delle attrezzature finalizzate a limitare la dispersione delle fibre durante le lavorazioni.
Sorveglianza sanitaria e registro degli esposti
Una delle novità più rilevanti riguarda la sorveglianza sanitaria.
La direttiva stabilisce infatti che tutti i lavoratori esposti all’amianto, anche in caso di esposizioni sporadiche e di bassa intensità, debbano essere sottoposti a controlli medici periodici e iscritti nel Registro degli esposti.
La misura consentirà di migliorare la ricostruzione delle esposizioni professionali e di agevolare il riconoscimento delle malattie asbesto correlate.
Registro di tutte le malattie asbesto correlate
La nuova normativa introduce inoltre l’obbligo per gli Stati membri di istituire registri che comprendano tutte le patologie correlate all’amianto e non soltanto i casi di mesotelioma.
Nel registro confluiranno quindi tutte le malattie asbesto correlate riconosciute dalla normativa europea, migliorando il monitoraggio epidemiologico e le attività di prevenzione sanitaria.
Le nuove regole già recepite in Italia
Le disposizioni della direttiva europea 2023/2668 sono già state recepite in Italia attraverso il decreto legislativo 213/2025, che ha modificato il Titolo IX del decreto legislativo 81/2008 in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Le nuove misure puntano ad aumentare la tracciabilità delle esposizioni professionali e a rafforzare la tutela della salute dei lavoratori che operano nei settori maggiormente esposti al rischio amianto.
Dove consultare la fact sheet Inail
La fact sheet “La direttiva europea 2023/2668: la protezione dei lavoratori contro i rischi dall’esposizione all’amianto” è stata pubblicata dall’Inail nel 2026 ed è disponibile esclusivamente online attraverso il portale ufficiale dell’Istituto.
Per informazioni è possibile contattare l’Inail all’indirizzo dedicato alla comunicazione istituzionale.
L’Osservatorio Nazionale Amianto da sempre si batte per la tutela delle vittime dell’amianto e i loro famigliari.



