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venerdì, Giugno 19, 2026

Discarica abusiva a Bassano Romano (VT): sequestrato possibile amianto in area agricola

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In una vasta area agricola sono stati trovati rifiuti pericolosi, tra cui amianto. La zona è inoltre interessata a uno scarico illecito di reflui industriali. È quanto emerso a Bassano Romano, in località Fonte del Grillo, durante un’operazione condotta dai Carabinieri Forestali.

Gli accertamenti hanno permesso di individuare un deposito incontrollato di rifiuti pericolosi e non pericolosi distribuiti su una superficie di circa 455 metri quadrati, per un volume complessivo stimato in circa 455 metri cubi.

Tra i rifiuti anche materiale contenente amianto

Nel terreno ispezionato dai militari erano presenti numerose tipologie di rifiuti abbandonati. Tra questi pneumatici fuori uso, materiali ferrosi, legname, plastica, rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche come frigoriferi, forni a microonde e scaldabagni, oltre a materiali ingombranti e residui provenienti da attività di demolizione.

Particolare attenzione è stata riservata ai resti di una copertura ondulata che, secondo i primi accertamenti, potrebbe essere riconducibile a materiale contenente amianto. Si tratta di una circostanza che richiederà ulteriori verifiche tecniche per stabilire l’effettiva composizione del materiale rinvenuto.

Individuato anche uno scarico industriale non autorizzato

Nel corso delle verifiche è stato inoltre accertato un presunto scarico diretto sul terreno di reflui industriali non autorizzati. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli scarichi proverrebbero da un’azienda zootecnica specializzata nell’allevamento ovino presente nella stessa proprietà.

La presenza di reflui industriali dispersi direttamente sul suolo rappresenta una potenziale fonte di contaminazione ambientale, con possibili conseguenze per il terreno e per le risorse idriche sotterranee.

Denunciato il presunto responsabile

Le attività investigative si sono concluse con l’identificazione del presunto autore dell’abbandono dei rifiuti e dello scarico illecito. Nei suoi confronti è scattata una denuncia a piede libero.

Le ipotesi di reato contestate riguardano l’abbandono di rifiuti pericolosi e lo scarico non autorizzato di acque reflue industriali. La posizione dell’indagato dovrà ora essere valutata dall’autorità giudiziaria nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

Avviate le procedure di bonifica dell’area

Parallelamente all’attività investigativa sono state attivate le procedure previste dalla normativa ambientale per la messa in sicurezza e il ripristino del sito.

Gli interventi riguarderanno la rimozione dei rifiuti, il loro corretto recupero o smaltimento e il ripristino dello stato originario dei luoghi. Tutte le comunicazioni necessarie sono state trasmesse agli enti e alle autorità competenti.

Operazione coordinata da Carabinieri Forestali, Asl e Arpa Lazio

L’attività è stata eseguita dai Carabinieri del Gruppo Forestale di Viterbo, attraverso il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale e il Nucleo Forestale di Vejano.

Alle operazioni hanno collaborato anche la sezione veterinaria della Asl e i tecnici di Arpa Lazio. L’intervento rientra nei controlli finalizzati alla tutela del territorio e alla prevenzione degli illeciti ambientali.

I rischi ambientali e sanitari legati ai rifiuti abbandonati

I Carabinieri Forestali evidenziano come l’abbandono incontrollato di rifiuti e lo scarico illecito di reflui industriali costituiscano una grave violazione delle norme ambientali e una minaccia concreta per l’ecosistema e la salute pubblica.

Queste condotte possono provocare l’inquinamento del suolo e del sottosuolo e favorire la contaminazione delle falde acquifere attraverso il fenomeno della percolazione, compromettendo la qualità delle risorse naturali.

“Tra gli aspetti più preoccupanti vi è la possibile presenza di amianto. Quando materiali contenenti questa sostanza si deteriorano o si frammentano, possono liberare fibre microscopiche nell’ambiente. L’esposizione a tali fibre è riconosciuta dalla comunità scientifica come un fattore di rischio per gravi patologie” – Ha commentato la notizia l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Fonte: Viterbo Today

 

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