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sabato, Aprile 18, 2026

Amianto, allarme ONA: in Puglia oltre settemila vittime

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L’emergenza amianto continua a lasciare un segno profondo in Puglia, una delle regioni italiane più colpite dalle conseguenze sanitarie dell’esposizione alle fibre. Secondo l’Osservatorio Nazionale Amianto, il bilancio delle morti legate a patologie asbesto-correlate supera ormai le settemila unità, un dato che evidenzia una crisi sanitaria e ambientale ancora lontana dall’essere risolta.

I numeri dell’amianto in Puglia

I dati diffusi dall’ONA delineano uno scenario drammatico. A partire dai primi anni Novanta, migliaia di cittadini pugliesi hanno perso la vita per malattie riconducibili all’amianto. Tra queste, il mesotelioma e il tumore del polmone rappresentano le principali cause di decesso. Le aree maggiormente colpite restano quelle di Taranto e Bari, dove per decenni hanno operato grandi poli industriali e militari con massiccio utilizzo di materiali contenenti amianto.

Secondo i dati raccolti dall’ultimo Registro Nazionale dei Mesoteliomi (VIII ReNaM), che monitora i casi di mesotelioma in Italia  afferma che la Puglia figura fra le regioni con un numero significativo di diagnosi di mesotelioma. I casi registrati nella regione ammontano a oltre 1.800 tra il 1993 e il 2021 secondo le tabelle ufficiali pubblicate.

“La Puglia rappresenta un epicentro dell’emergenza amianto, con cluster di casi concentrati in quartieri urbani, dove la contaminazione storica dell’aria e dei suoli ha determinato un forte impatto sanitario e sociale.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA.

L’avvocato è stato recentemente protagonista di una storica sentenza della quale abbiamo recentemente parlato. Il Tribunale Civile di Roma ha stabilito che il ministero della Difesa deve risarcire Paola Maria Santospirito, residente a Taranto, moglie di un luogotenente della Marina Militare, con oltre 65.000 euro perché si è ammalata di gravi problemi polmonari a causa dell’asbesto che il marito ha portato a casa tramite le divise da lavoro. Il giudice ha riconosciuto che le fibre di amianto e altri cancerogeni presenti sulle navi e negli arsenali non colpiscono solo chi lavora direttamente, ma possono contaminare anche i familiari attraverso vestiti, pelle e capelli.

Le previsioni per il 2026

Le stime per il futuro non sono rassicuranti. Nel corso del 2026, sempre secondo l’Osservatorio Nazionale Amianto, in Puglia potrebbero emergere centinaia di nuovi casi di patologie asbesto-correlate. Con un numero molto elevato di esiti mortali. La presenza di siti industriali dismessi e di strutture militari contaminate continua ad essere un pericolo serio per la salute pubblica. Urgenti gli interventi di bonifica e prevenzione.

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