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giovedì, Gennaio 8, 2026

Petah Tikva: amianto vicino ad una scuola e i genitori tengono i figli a casa

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Come più volte sottolineato dall’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, il problema della presenza di amianto nelle scuole (e in zone limitrofe), è diffuso in ambito nazionale ed internazionale.

Un esempio internazionale

Un’ondata di preoccupazione ha colpito la periferia di Tel Aviv a Petah Tikva. I genitori degli studenti di una scuola elementare hanno deciso di tenere i propri figli a casa per un mese. La ragione è la scoperta casuale della presenza di amianto nel terreno vicino all’istituto. L’asbesto, noto per i rischi gravi che comporta per la salute, è stato individuato inizialmente durante i lavori di costruzione di una nuova strada nelle vicinanze della scuola. Successive analisi, però, hanno confermato la presenza della sostanza persino più vicino ai confini del plesso scolastico, generando forte apprensione tra le famiglie.

La scoperta ha subito innescato timori legittimi sulla sicurezza dei bambini e sulla possibilità di esposizione ad un materiale classificato come cancerogeno. Ed ha portato molte famiglie a prendere una decisione drastica ma prudente: evitare di mandare i figli a scuola fino a chiarimenti ufficiali e interventi di bonifica.

La risposta del Comune di Petah Tikva

Il Comune di Petah Tikva, tuttavia, ha smentito qualsiasi negligenza, dichiarando di aver seguito le procedure standard previste per la gestione di situazioni simili. Le autorità locali hanno sottolineato che i lavori di costruzione della strada erano stati monitorati e che l’amianto è stato rilevato come parte di controlli ambientali di routine.

Il caso ha portato a una riflessione più ampia sull’importanza di adattare protocolli rigidi per la tutela della salute dei minori. Anche perché il minimo ritardo nella comunicazione può aumentare l’ansia e spingere le famiglie a prendere decisioni autonome per proteggere i propri figli.

Impatto sulla routine scolastica e sulla comunità

La decisione dei genitori di tenere i figli a casa ha avuto un impatto immediato sulla vita quotidiana delle famiglie e sulla routine scolastica. Per un mese, le lezioni sono state sospese per molti studenti, costringendo i genitori a organizzare soluzioni alternative . Sebbene la misura abbia creato disagi, le famiglie hanno ritenuto che la priorità fosse proteggere la salute dei minori, prevenendo qualsiasi rischio legato all’esposizione all’amianto.

Oltre all’impatto pratico, la vicenda ha alimentato un dibattito più ampio sulla sicurezza ambientale nelle aree urbane in crescita come Petah Tikva. La scoperta della sostanza tossica ha spostato l’attenzione sulle problematiche legate alla presenza di infrastrutture vecchie o materiali storici che possono diventare pericolosi durante lavori di costruzione o ristrutturazione. Molti esperti sottolineano come sia fondamentale implementare controlli costanti e comunicazioni tempestive per evitare che situazioni simili generino panico e interruzioni prolungate nella vita scolastica.

Prossimi passi e misure di sicurezza

Le autorità locali hanno assicurato che verranno effettuate ulteriori analisi per determinare l’entità della contaminazione e definire un piano di bonifica efficace. L’obiettivo principale è garantire un ritorno sicuro dei bambini a scuola. Nel frattempo, i genitori rimangono vigili e continuano a monitorare la situazione, collaborando con le istituzioni per assicurarsi che qualsiasi intervento sia eseguito secondo standard di sicurezza elevati.

Questa vicenda sposta l’attenzione sull’importanza di una gestione proattiva delle aree scolastiche e dei terreni soprattutto in contesti urbani dove la presenza di vecchi materiali da costruzione può rappresentare un rischio concreto.

Fonte: Haaretz

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