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Amianto a Milano, bonificata area in via Redaelli

Amianto, ARPAT Toscana
Amianto

Da qualche settimana i cittadini avevano segnalato la presenza di materiale contenente amianto in via Redaelli a Milano. Ieri, giovedì 17 aprile, è stata effettuata la bonifica presso la zona Bande Nere a Lorenteggio, vicino al Liceo scientifico Vittorini.
 Secondo quanto comunicato da Milano Today, le segnalazioni sono state effettuate oltre che dai cittadini, anche dalla polizia locale e dal consigliere del Municipio 7 di Fratelli d’Italia Stefano Gorgoglione. 

L’intervento di Amsa effettuato già in precedenza

La società preposta ai rifiuti di Milano Amsa, ha fatto presente di avere effettuato con impegno dei sopralluoghi tecnici in precedenza. Tuttavia l’intervento in sicurezza è stato possibile solo giovedì in quanto ci sarebbero state, costantemente nei pressi del posto, delle auto in sosta. Ciò avrebbe impedito la liberazione dello spazio dal pericoloso materiale.

Cosa fare in caso di individuazione di amianto

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, presieduta dall’Avv. Ezio Bonanni, è al fianco dei cittadini per la segnalazione gratuita dei siti contaminati. Ha inoltre istituito la Guardia Nazionale Amianto, avente la funzione di guardia ambientale nazionale. L’Associazione si erge come coscienza vigile, presidio etico e civile, impegnata nella difesa di valori come la salute, la dignità della persona e la tutela dell’ambiente. Questi non possono essere barattati con nessun interesse economico. La sua missione è quindi un’opera di resistenza morale, il punto di equilibrio dove si intersecano verità scientifica, giustizia giuridica e sociale.

Una delle più grandi tragedie del nostro tempo

Simbolo dell’avidità cieca e del progresso incosciente, l’amianto ha segnato con la malattia e con la morte il corpo vivo della nostra società.
La salute, secondo la filosofia greca antica di Ippocrate e Galeno, non è semplice assenza di malattia, ma armonia dell’essere umano con l’universo.
Dietro ogni malato di mesotelioma, ogni famiglia distrutta, c’è la violazione della sacralità dell’essere umano.
Tuttavia in un mondo che dimentica in fretta, l’occhio che osserva di ONA rappresenta un luogo etico in cui si difende la vita.

“Le informazioni riportate in questo articolo hanno scopo informativo e non costituiscono accuse o giudizi verso persone o aziende.”

Guerra contro l’amianto: Vittoria per ex militare morto di mesotelioma

Avv. Ezio Bonanni, amianto
Avv. Ezio Bonanni

Un killer che non lascia scampo, un assassino che non impugna coltelli, non spara, non urla. Discreto come la polvere, senza ritegno non chiede permesso, non si fa notare. L’amianto è capace di aspettare decenni prima di uccidere, una volta che ti è entrato dentro indossando la maschera composta dalle fibre tragiche del progresso, un dono avvelenato che si insidia nell’espressione esistenziale per eccellenza: il respiro.

Soldato in prima linea contro questa “metafora del male moderno” come da lui stesso è definita, è l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ ONA – Osservatorio Nazionale Amianto. Una guerra che sta vincendo conquistando sempre più battaglie contro l’asbesto e per le vittime del dovere, per le quali è impegnato da oltre trent’anni.
Vittorie che avvengono nel contesto delle aule dei Tribunali, ma “non si dovrebbe arrivare a far causa per il riconoscimento della dignità umana”, afferma Bonanni.

Giustizia per il marinaio ucciso dall’amianto

Numerosi sono i cantieri navali e le basi arsenalizie e le navi di vecchia generazione, contaminati dall’amianto. Ciò ha provocato una tragedia di malattie asbesto correlate. Una di queste storie riguarda un ex militare di origini pugliesi, morto per mesotelioma nel 2020. Ora la sentenza del Tribunale di Trani risuona come il Bollettino della Vittoria di Diazana memoria contro la morte.

L’uomo ha prestato servizio nella Marina Militare come radiotelegrafista, dal 13 luglio 1962 al 31 luglio 1964, a bordo di navi di vecchia generazione. Esposto alle fibre cancerogene, avrebbe respirato fibre di amianto 24 ore al giorno e nel 2013 si ammalò del “cancro dell’amianto” contro cui ha combattuto fino alla morte, nel febbraio 2020.

Importanti traguardi ottenuti, ma non finisce qui

Dopo aver ricevuto la terribile diagnosi, il militare ha chiesto il riconoscimento della causa di servizio e dello status di “Equiparato a vittima del dovere”, con i conseguenti benefici di legge. Solo dopo il decesso, grazie all’operato dell’avv. Ezio Bonanni e il supporto dell’ONA, la vedova e i figli orfani hanno ottenuto il riconoscimento con la sentenza del Tribunale di Trani. Secondo quanto dichiarato, il ministero della Difesa dovrà corrispondere alla vedova la speciale elargizione e i ratei arretrati, per un totale di circa 400mila euro, oltre al vitalizio mensile di circa 2.400 euro.

A circa 5 anni dalla scomparsa del militare, abbiamo ottenuto giustizia. Oltre al riconoscimento di vittime del dovere, ora che la sentenza è passata in giudicato, possiamo procedere ad un ulteriore giudizio di risarcimento del danno. In ogni caso continuiamo il nostro impegno in favore delle vittime dell’amianto e delle vittime del dovere”, ha affermato Ezio Bonanni.

Una vicenda non ancora conclusa

Agli orfani è stato negato il diritto al risarcimento in quanto non nel carico fiscale al momento del decesso del padre e adesso dovranno rivolgersi al Tribunale Civile per ottenere l’integrale ristoro dei danni. Sia riguardanti la perdita parentale sia quelli da lutto.

Il vero orrore dell’amianto

In Italia, secondo quanto dichiarato dall’Avv. Ezio Bonanni di Ona, ci sarebbero ancora 40 milioni di tonnellate di amianto ancora da bonificare.

Quanto vale un respiro?

Roma–Vallo di Adriano: paracadutista Trabucco sul passo della memoria

Pasquale Trabucco
Pasquale Trabucco

Tutto pronto per l’azione attivista dannunziana del capitano Pasquale Trabucco, presidente del “Comitato del 4 Novembre”. Il 22 aprile alle 7:30 partirà per un viaggio a piedi lungo 2600 km: da Castel Sant’Angelo a Roma fino al confine della Scozia al Vallo di Adriano. In onore del 4 novembre e per le vittime del dovere. Da anni impegnato per il ripristino della festività, persa con le riforme degli anni ’70, già nel 2018 intraprese una traversata a piedi di 1.700 km dal Trentino alla Sicilia.

il logo ona sulla maglia di Pasquale Trabucco che indosserà durante la traversata di 2600 km da Roma fino al confine con la Scozia

Le parole di Trabucco, Ufficiale dell’Esercito Italiano in congedo

“In queste immagini c’è tutto. Il peso dello zaino e quello della Storia, il cammino che unisce epoche e popoli, il passo che non si ferma. Il 22 aprile alle 7:30 partirò dal Mausoleo di Adriano (Castel S. Angelo) per un viaggio di 75 tappe a piedi fino al Vallo di Adriano. Attraversando Italia, Francia, Inghilterra e Scozia. Un viaggio per ricordare i fanti di ogni tempo, dai legionari romani fino ai soldati di oggi. Ma anche un cammino civile, per far luce sulle ferite ancora aperte della nostra Repubblica: il 4 novembre, l’Unità Nazionale, il sacrificio delle Forze Armate, e il giusto riconoscimento alle vittime del dovere.

Questo non è un viaggio privato: è una marcia di memoria, di verità e di giustizia. Per chi è caduto, per chi è stato dimenticato, per chi continua a servire in silenzio. Ogni tappa si concluderà presso un monumento ai caduti o un sito romano presente sul territorio. A chi vorrà raggiungermi lungo la strada, camminare insieme per un tratto, condividere pensieri, storie o semplicemente offrire un segno di ospitalità, sarò felice di accogliere l’incontro“, ha affermato Trabucco.

Il mandato simbolico al Circo Massimo

Il 21 Aprile alle ore 10:30, presso il Circo Massimo, Trabucco riceverà il mandato simbolico per raggiungere il Vallo. Gli verrà consegnato insieme al Gruppo Storico Romano, da uno dei più apprezzati rievocatori al mondo dell’Antica Roma. Si tratta del francese Valerio Bello, interprete eccellente da vent’anni dell’imperatore Adriano.
Il mandato consiste in un passaporto simbolico ed in una pergamena. Per l’occasione ci saranno 2mila rievocatori provenienti da quattordici nazioni.

La conferenza stampa del 16 aprile

Iniziativa presentata presso il Campidoglio alla Sala Laudato Sì in occasione della conferenza stampa per la rievocazione del Natale di Roma.
“Questa impresa, che preferisco non definirla come tale, riflette la mia passione per Roma”, ha dichiarato Trabucco.

Il 4 Novembre contro l’amianto

Il 4 novembre terminava la Prima Guerra Mondiale. Per onorare i caduti in difesa della Patria, nella stessa data il 1921 ebbe luogo la tumulazione del “Milite Ignoto”, all’Altare della Patria a Roma.
“È un giorno che dovrebbe essere riconosciuto per il sacrificio degli italiani caduti durante la Grande Guerra”, ha dichiarato Trabucco.
Grazie alla sua abnegazione e al sostegno popolare, nel 2024, con legge 1 marzo 2024, n. 27, il 4 novembre è stato ufficialmente ripristinato come giorno di celebrazione, seppur senza lo status di festività lavorativa. 

Il cammino performativo di Trabucco: voce e significato

L’attraversamento di Trabucco percorre secoli, culture, il tempo. Castel Sant’Angelo, fortezza e mausoleo, è il simbolo di ciò che si erige per resistere alla morte. Il “camminatore” segue la spina dorsale dell’antica Roma, toccando le città, le rovine e i volti delle vittime del dovere fino al confine dell’Impero. 2.600 chilometri per ricordarci che non si cammina solo con i piedi, ma con le domande e le azioni estreme. Una performance che ha il sapore dell’epica, della testimonianza, del sacrificio. Una liturgia laica dedicata alle vittime del dovere, per contrastare il rumore della cronaca che soffoca il silenzio della memoria. Ogni passo di Trabucco è un atto di giustizia poetica, un inno lento e faticoso che traccia una linea invisibile portando con sé l’eco di chi è morto dando tutto sé stesso alla Patria. Trabucco restituisce loro voce utilizzando il linguaggio più antico: quello dei piedi sulla Terra.

Indosserà sulla maglia il logo di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto

Trabucco indosserà una maglia con il logo di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto.
Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e dell’Osservatorio Vittime del Dovere. continua il suo impegno ai fini della tutela della salute e della dignità umana dalle aule dei Tribunali fino al vallo di Adriano in Inghilterra. “Si ripercorre quindi in chiave storica, culturale e sociale la difesa dei diritti consacrati dall’Art. 32 della Costituzione, ancorati nei diritti fondamentali della persona. L’attività lavorativa non può quindi avvenire in contrasto con questi valori” ha affermato Bonanni.


Videomaker: Patrizio Taormina

 

Processo Eternit: Schmidheiny, condanna ridotta a 9 anni e 6 mesi

Stephan Schmidheiny
Stephan Schmidheiny

“Dopo anni di battaglie legali, finalmente una sentenza che da’ voce alle vittime dell’amianto e riconosce la gravita’ di quanto accaduto.  La decisione della Corte e’ una vittoria della memoria, della dignita’ e della verita’. A chi ha lottato per anni, spesso nel silenzio, va oggi il nostro rispetto piu’ profondo”. L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, è intervenuto in merito alla sentenza emessa dalla Corte d’Assise d’Appello di Torino, che ha confermato la condanna nei confronti del magnate svizzero Stephan Ernst Schmidheiny del caso Eternit. La pena è stata ridotta a 9 anni e 6 mesi, dopo che i giudici hanno escluso la sussistenza di alcune accuse. Tra le parti civili anche l’Ona, rappresentato dall’avvocato Andrea Ferrero Merlino.

La decisione della Corte di Appello di Torino sul Processo Eternit

“Dopo la sentenza della Corte D’Assise di Novara che aveva deciso di considerare i fatti non piu’ come omicidio volontario, ma come omicidio colposo aggravato causato da gravi violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro (sapendo che il rischio di morte era concreto), per la morte di 392 persone delle quali 62 lavoratori dell’Eternit e 330 persone che vivevano nelle zone vicine alla fabbrica e condannato l’industriale svizzero, la Corte di Assise di Appello di Torino rende giustizia ai tanti i morti per mesotelioma e le altre patologie asbesto correlate che hanno colpito nel corso del tempo gli operai e gli abitanti delle zone limitrofe alla Eternit”.

Le dichiarazioni  del segretario regionale di Rifondazione Comunista

Riportiamo le parole di Alberto Deambrogio:

“La condanna a nove anni di reclusione per Stephan Schmidheiny al processo Eternit bis di Torino rappresenta un punto importante nella lunghissima vicenda riguardante l’amianto. Come noto i lavoratori e le lavoratrici e i cittadini e le cittadine di Casale Monferrato hanno ingaggiato una determinatissima, coraggiosa e inesausta battaglia non solo per ottenere giustizia, ma per imporre davanti all’opinione pubblica del nostro Paese un’idea di civiltà e moralità ben precise e alternative a quelle che hanno caratterizzato l’attività di Schmidheiny e dell’Eternit: il valore del lavoro vivo, della vita di una comunità contro il disvalore astratto e criminale del profitto”.

“Il fatto che la riduzione della pena rispetto al primo grado sia dovuto alla prescrizione di reati molto gravi, non può che indurre una profonda amarezza, esattamente perché ancora una volta chi, pur avendo responsabilità gravissime, riesce ad approfittare di limiti del nostro sistema giudiziario e normativo. Su questo la riflessione è d’obbligo e dovrebbe coinvolgere, cosa finora non fatta a sufficienza, la politica, spesso lontana sideralmente da tali problemi”.

“Chi ancora pensa che l’affermazione di un alternativo modo di produrre, di stare insieme, di rispettare l’ambiente sia necessaria deve oggi grande riconoscenza alla battaglia piena di forza e dignità, che non esce sconfitta dal Tribunale di Torino.

Le considerazioni di Legambiente

“Legambiente esprime, nonostante tutto, soddisfazione per la sentenza della Corte D’assise di Torino. Affermano Stefano Ciafani, Presidente di Legambiente Nazionale. Alice De Marco, Presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta e Vittorio Giordano, Presidente del Circolo Legambiente Verdeblu di Casale Monferrato. E’ stata riconosciuta la colpa, la corresponsabilità dell’imputato per le morti per mesotelioma, la corresponsabilità per una ferita ancora aperta sul territorio casalese. Ancora oggi si muore per mesotelioma legato all’esposizione all’amianto, a Casale ma non solo”. Ha affermato Legambiente.

 

Amianto a Istanbul: allarme salute tra cantieri urbani

Turchia
immagine luna e cielo stellato notturno

Il problema amianto è una piaga internazionale. Secondo quanto dichiarato su Turkiyetoday, nel quartiere Kadıköy di Istanbul, sono crescenti le preoccupazioni tra i residenti per i rischi legati all’esposizione all’amianto. In questo periodo numerosi sono i lavori effettuati per la trasformazione urbana, ma alcuni abitanti avrebbero denunciato gravi mancanze nelle misure di sicurezza ambientale e dubbi sulla trasparenza delle operazioni di demolizione.

Amianto e certificazioni sospette

Il sospetto dei cittadini è relativo a possibili irregolarità nella rimozione dell’amianto. Secondo la fonte, tra le accuse anche il presunto acquisto illecito di certificazioni di bonifica da parte di imprese edili, che eviterebbero così i costi della rimozione sicura del materiale.

“In molti casi, gli appaltatori pagano semplicemente per ottenere un certificato che attesti la bonifica, senza rimuovere effettivamente l’amianto,” avrebbe dichiarato Inci Canakci, residente di lunga data nella zona, in un’intervista a T24. “Il nostro quartiere è diventato invivibile a causa della polvere e del rumore causati dalle demolizioni continue. E non ci sono controlli seri da parte del comune.”

Canakci ha anche parlato delle conseguenze sulla sua salute: “Mi è stata diagnosticata l’asma lo scorso anno. Il mio medico mi ha detto che l’inquinamento dell’aria potrebbe peggiorare la situazione. Anche solo una fibra di amianto inalata può essere pericolosa. Sono convinta che molti degli edifici demoliti contengano amianto.”

La risposta del Comune: “Abbiamo eseguito le procedure”

Utku Yavuz, a capo dell’Ufficio per il Risanamento Urbano del Comune di Kadıköy, ha respinto con decisione queste accuse, affermando che dal 2014 la normativa impone a tutte le imprese l’obbligo di presentare un rapporto ufficiale da parte di ditte specializzate prima di procedere con la demolizione.

“Non viene rilasciato alcun permesso di demolizione senza una certificazione che attesti la rimozione dell’amianto o l’assenza dello stesso,” ha chiarito Yavuz. “Queste regole valgono per tutto il distretto, non solo per Bağdat Avenue.”

Tuttavia, ha ammesso che potrebbe verificarsi criticità nei controlli: “Utilizziamo cisterne d’acqua per ridurre la polvere, ma con circa 90 cantieri attivi, non possiamo garantire la presenza costante del nostro personale. In caso di segnalazioni, interveniamo con squadre tecniche o la polizia municipale.”

Rischi per la salute e accuse di favoritismi politici

Il dottor Sedat Urkmez, pneumologo, ha sottolineato la gravità della situazione: “L’inalazione di polveri da demolizione, soprattutto se contenenti amianto, può avere effetti devastanti.”

Nel frattempo, aumenta la frustrazione tra i residenti per la presunta mancanza di controlli efficaci. “C’è un edificio in demolizione nella mia strada, e la polvere è insopportabile,” ha aggiunto ancora Canakci. “Ho chiamato il comune quindici volte. Mi hanno detto che stavano usando l’acqua per abbattere la polvere, ma ho visto solo un operaio con un tubo da giardino che spruzzava su una montagna di detriti.”

Preoccupazioni ambientali crescenti

Le critiche non si limitano alla questione dell’amianto. I residenti lamentano anche la distruzione di spazi verdi in nome della speculazione edilizia. “Hanno abbattuto 50-60 alberi in un’area verde che non aveva subito alcun danno strutturale. Ora ci stanno costruendo un palazzo di 14 piani,” ha raccontato Canakci. “Non si tratta più di sicurezza o rischio sismico: è solo una corsa al profitto.”

Infine, Canakci ha lanciato un appello: “Quello che sta accadendo qui sarebbe considerato una violazione dei diritti umani in Europa. Ma noi siamo lasciati a soffrire in silenzio.”

In Italia, punto di riferimento per la lotta all’amianto è l’Avvocato Ezio Bonanni dell’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto che ha dichiarato: “la guerra all’amianto è una metafora della lotta per un mondo migliore. Questo pericoloso killer è un dramma per l’intero pianeta.”

“Le opinioni dei residenti riportate nell’articolo rappresentano percezioni personali e non costituiscono accertamenti giudiziari. Il Comune ha fornito dichiarazioni ufficiali in merito alle procedure di sicurezza.”