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Mesotelioma e amianto: autopsia disposta dopo morte di 75enne

polmoni, mesotelioma
polmoni, mesotelioma (foto free da Pixabay )

La Procura ha disposto l’autopsia sul corpo di un 75enne di  di Cam­pa­gna Lupia (VE) deceduto per mesotelioma pleurico. Aperto un fascicolo per accertare le eventuali cause dell’esposizione all’amianto.

Autopsia disposta dopo il decesso di un uomo colpito da mesotelioma

La Procura ha disposto l’esecuzione dell’autopsia sul corpo di un uomo di 75 anni, residente nel Veneziano, deceduto il 24 giugno. Il provvedimento ha comportato il rinvio delle esequie per consentire gli accertamenti medico-legali.

L’inchiesta è stata avviata per chiarire le possibili cause dell’esposizione che potrebbe aver determinato l’insorgenza della patologia.

La diagnosi e la malattia

Secondo quanto ricostruito, l’uomo aveva iniziato ad accusare, nei mesi scorsi, difficoltà respiratorie, dolore toracico e versamento pleurico. Dopo gli accertamenti clinici eseguiti in ospedale, i medici avevano diagnosticato un mesotelioma pleurico, una forma tumorale frequentemente associata all’esposizione alle fibre di amianto.

La malattia è rapidamente progredita fino al decesso, avvenuto dopo circa due mesi di ricovero e cure.

Gli accertamenti della Procura

Dopo la segnalazione del caso da parte della struttura sanitaria, la Procura competente ha aperto un fascicolo disponendo l’esame autoptico, affidato a uno specialista in anatomia patologica.

L’obiettivo degli accertamenti è ricostruire le possibili circostanze che potrebbero aver determinato l’eventuale esposizione all’amianto e verificare se emergano profili di responsabilità.

L’esposto della famiglia

I familiari dell’uomo, assistiti da un legale, hanno presentato un esposto chiedendo che vengano accertate eventuali responsabilità. È stato inoltre nominato un consulente medico-legale di parte che seguirà gli accertamenti disposti dall’autorità giudiziaria.

Le indagini sono ancora nella fase preliminare e non risultano, al momento, responsabilità accertate. Saranno gli esiti dell’autopsia e della successiva perizia medico-legale, il cui deposito è previsto nei prossimi mesi, a fornire ulteriori elementi utili per l’inchiesta.

Fonte: Corriere della Sera

Amianto nelle scuole: citata ONA dal prof. Maggi de “Il Collegio”

amianto e scuole (Foto free di StockSnap da Pixabay)
amianto e scuole (Foto free di StockSnap da Pixabay)

Per il professor Andrea Maggi la priorità della scuola italiana è la bonifica dell’amianto e lo fa citando i dati dell’Osservatorio Nazionale Amianto presieduto dall’Avv. Ezio Bonanni. 

Amianto nelle scuole: la priorità resta la bonifica

Per il professor Andrea Maggi, docente noto al grande pubblico anche per la partecipazione televisiva al reality Il Collegio, il tema dell’edilizia scolastica dovrebbe tornare al centro del dibattito nazionale.

Maggi richiama i dati diffusi dall’Osservatorio Nazionale Amianto APS, secondo i quali, a settembre dello scorso anno, sarebbero ancora circa 2.500 le scuole in attesa della completa bonifica. Una situazione che, a suo avviso, merita un intervento prioritario per garantire ambienti più sicuri a studenti e personale.

Edilizia scolastica e carenza di personale

Nel suo intervento, il professore evidenzia anche le difficoltà organizzative che interessano molte scuole italiane. I poli scolastici sono sempre più grandi e complessi da gestire, mentre dirigenti scolastici, personale amministrativo, tecnico e ausiliario risultano spesso insufficienti rispetto alle esigenze degli istituti.

A questo si aggiunge, secondo Maggi, la progressiva riduzione del personale docente, legata al calo demografico. Una diminuzione che, però, non tiene conto della crescente complessità delle classi e delle diverse necessità educative degli studenti.

Il problema del caldo nelle scuole

Tra i temi affrontati dal docente c’è anche quello delle alte temperature negli edifici scolastici. Maggi osserva che l’emergenza climatica rende sempre più difficili le attività didattiche durante i mesi più caldi.

Secondo i dati citati dal professore, soltanto una piccola parte degli istituti italiani dispone di impianti di climatizzazione. In queste condizioni, svolgere lezioni o esami durante l’estate può diventare particolarmente impegnativo sia per gli studenti sia per il personale scolastico.

Particolare attenzione viene riservata anche alle scuole dell’infanzia, aperte fino alla fine di giugno, che secondo Maggi dovrebbero essere tra le prime a essere dotate di sistemi di raffrescamento.

Una possibile riforma del calendario scolastico

Solo dopo aver affrontato le criticità legate all’edilizia scolastica, secondo il docente, si potrebbe valutare una revisione del calendario delle lezioni.

Tra le ipotesi citate figura un modello simile a quello australiano, caratterizzato da quattro periodi di attività scolastica intervallati da pause di due settimane. Una proposta che, secondo Maggi, dovrebbe comunque confrontarsi con le esigenze organizzative delle famiglie, chiamate a gestire i figli durante i periodi di sospensione delle lezioni.

La sicurezza come priorità

Nel suo intervento, Andrea Maggi ribadisce che la sicurezza degli edifici scolastici dovrebbe rappresentare il primo obiettivo degli investimenti pubblici. Solo dopo aver garantito strutture sicure e adeguate, conclude il docente, sarà possibile affrontare in modo efficace le altre riforme che riguardano il sistema scolastico italiano.

Fonte: Il Gazzettino

Bonifica amianto ex Copredil a Pesaro: al via i lavori nell’area di via Labriola

Fibre di amianto, Ex Mirtex
Fibre di amianto ( ph wikipedia commons)

Sono ufficialmente partiti gli interventi di bonifica e rimozione dell’amianto nell’area dell’ex Copredil, situata in via Labriola, nel quartiere Pantano di Pesaro. L’operazione costituisce un nuovo passo nel percorso di messa in sicurezza di un’area da tempo al centro dell’attenzione dei residenti e dell’amministrazione comunale.

L’intervento rientra in un più ampio progetto di riqualificazione urbana della zona.

Lavori attesi da anni

L’amministrazione comunale ha evidenziato che la bonifica dell’amianto è un intervento importante per migliorare il decoro urbano, la sicurezza e la qualità dell’area. I lavori arrivano dopo una prima fase di rimozione dei materiali pericolosi effettuata nell’ottobre dello scorso anno nell’edificio che si affaccia tra via Giolitti e via Solferino.

La nuova fase riguarda invece i capannoni di via Labriola, in particolare quelli più vicini alle abitazioni.

Le richieste del quartiere

L’intervento segue le segnalazioni presentate nel tempo dai residenti e le richieste avanzate dal Consiglio di Quartiere. Nei giorni scorsi il sindaco Andrea Biancani e l‘assessora all’Ambiente Maria Rosa Conti hanno effettuato un sopralluogo insieme ai rappresentanti del quartiere per verificare l’avvio delle operazioni.

Negli ultimi anni il Comune, in collaborazione con l’Azienda Sanitaria, ha continuato a monitorare le condizioni dell’area, intervenendo quando necessario per limitare i rischi legati alla presenza dei materiali contenenti amianto.

Quanto dureranno i lavori

La fase attualmente in corso dovrebbe concludersi nell’arco di circa due settimane. Successivamente gli interventi interesseranno gli altri edifici presenti nel sito, con l’obiettivo di completare i lavori nei prossimi mesi.

L’amministrazione ha inoltre assicurato che continuerà a seguire l’andamento monitorando ogni fase dell’intervento affinché venga concluso nel rispetto delle norme di sicurezza e della tutela della salute pubblica.

Fonte: Comune di Pesaro

Eternit, Corte d’Appello di Napoli conferma condanna Schmidheiny per omicidio colposo

I locali della ex Fibronit di Bari messi in sicurezza dall'amianto
I locali della ex Fibronit di Bari messi in sicurezza dall'amianto

La Corte d’Assise d’Appello di Napoli ha confermato la condanna a tre anni e sei mesi nei confronti dell’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny nel procedimento relativo alla morte di Antonio Balestrieri, ex operaio dello stabilimento Eternit di Bagnoli. L’accusa riguarda il reato di omicidio colposo in relazione all’esposizione prolungata all‘amianto.

La decisione della Corte d’Appello

La pronuncia arriva dopo il recente intervento della Corte di Cassazione che, lo scorso 10 maggio, aveva annullato una precedente sentenza d’appello emessa a Torino nei confronti dello stesso imprenditore. Quel provvedimento aveva alimentato dubbi sull’esito degli altri procedimenti ancora pendenti in diverse sedi giudiziarie.

Con la decisione di Napoli, invece, i giudici hanno confermato integralmente la condanna pronunciata in primo grado per il caso di Antonio Balestrieri, lavoratore dell’ex stabilimento Eternit di Bagnoli deceduto, secondo quanto accertato nel processo, a causa dell’esposizione all’amianto.

Il commento dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Riguardo la sentenza ha commentato l‘avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

 “La sentenza ci conforta un po’, dopo la delusione del primo grado, le cui richieste dei Pubblici Ministeri sono state in gran parte disattese. Confidiamo che la Corte di Cassazione possa confermare questa condanna e quindi rendere giustizia alle vittime e ai loro familiari”. Ha affermato Bonanni.

Confermata anche la richiesta di risarcimento

La Corte ha inoltre confermato la fondatezza della richiesta di risarcimento avanzata dall’Osservatorio Nazionale Amianto, costituitosi parte civile nel procedimento con l’avvocato Flora Abate.

In una nota diffusa dall’associazione viene richiamato quanto emerso nel corso del processo riguardo alle modalità di utilizzo dell’amianto all’interno dello stabilimento.

“Il processo – spiega la nota dell’Osservatorio – ha evidenziato come l’uso dell’amianto fosse senza cautele, privo di confinamento e con le maestranze ignare e sprovviste di mezzi di protezione. Sia all’interno dello stabilimento che all’esterno c’era amianto in sacchi di juta privi di chiusura ermetica scaricati dalle navi senza che i lavoratori fossero a conoscenza del rischio. Gli operai si ammalavano di asbestosi, perché avevano i polmoni pieni di polvere, che si riempivano di liquido pleurico, quello del mesotelioma. E così, giorno dopo giorno, i necrologi all’ingresso dello stabilimento, e nelle zone circostanti del quartiere Bagnoli, a Pozzuoli e al Vomero. Così uno ad uno, gli operai sono tutti deceduti, e poi anche i loro familiari, perché lavavano le tute, o perché respiravano le polveri dai capelli e dalla pelle”.

Il procedimento resta aperto

La conferma della condanna rappresenta un ulteriore passaggio del lungo iter giudiziario legato ai casi Eternit. La decisione della Corte d’Appello di Napoli potrà essere oggetto di eventuale ricorso in Cassazione, che sarà chiamata a pronunciarsi in via definitiva sul procedimento.

Vittima del dovere: Tribunale riconosce nesso tra amianto e tumore (I grado)

Avv. Ezio Bonanni intervistato da Luigi Abbate, Ex Ilva
Avv. Ezio Bonanni intervistato da Luigi Abbate

Il Tribunale di Siracusa ha riconosciuto Salvatore Legnosecco come vittima del dovere. Il luogotenente della Marina Militare, originario di Augusta, è morto nel 2020 a causa di un tumore al polmone che, secondo ONA, sarebbe stato provocato dall’esposizione professionale all’amianto durante gli anni di servizio.

La notizia è stata resa nota dall’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), che ha seguito il procedimento avviato dalla moglie Assunta Restivo e dai figli Vanessa e Antonino.

Si tratta quindi di una sentenza di primo grado, al momento non definitiva.

Riconosciuti i benefici per le vittime del dovere

Secondo quanto riferito dall’ONA, il Tribunale ha accolto il ricorso dei familiari e avrebbe disposto il riconoscimento dei benefici previsti dalla normativa sulle vittime del dovere.

Tra le misure riconosciute figurano:

  • la speciale elargizione;
  • i vitalizi arretrati;
  • ulteriori benefici economici previsti dalla legge.

Oltre 40 anni nella Marina Militare

Salvatore Legnosecco era entrato nella Marina Militare nel 1975 e aveva terminato il servizio nel 2017.

Per circa 29 anni aveva lavorato a bordo di diverse unità navali, svolgendo le mansioni di elettricista e successivamente di capo elettricista.

La consulenza tecnica conferma il legame con l’amianto

Nella sentenza viene richiamata anche la consulenza tecnica disposta dal Tribunale di Siracusa.

Secondo quanto riportato dall’ONA, gli esperti hanno individuato un possibile collegamento tra la lunga esposizione ai materiali contenenti amianto presenti negli ambienti di lavoro e la malattia che ha causato il decesso del sottufficiale.

L’intervento durante l’incendio sulla Nave

Il provvedimento ricostruisce inoltre un episodio avvenuto durante il servizio a bordo di una Nave.

In quell’occasione Legnosecco intervenne durante un incendio, contribuendo alle operazioni di contenimento delle fiamme. Per il suo intervento ricevette anche un encomio.

Accolto il ricorso dei familiari

Il procedimento si è concluso con l’accoglimento del ricorso presentato dalla famiglia del militare, nonostante l’opposizione dell’Avvocatura dello Stato.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, attraverso il presidente  e legale della famiglia Avv. Ezio Bonanni, ha espresso soddisfazione per la decisione del Tribunale di Siracusa.

Lo staff ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto assiste tutte le vittime dell’amianto e le loro famiglie, offrendo supporto legale e medico gratuito. Lo staff ONA è composto dall’Avv. Veronica Scigliano, dall’Avv. Lidiana Belfiore, dall’Avv. Giorgia Cicconi, dalla Sig.ra Francesca Piredda e dalla Dott.ssa Federica Pacca, che operano al fianco delle persone esposte e dei familiari per la tutela dei loro diritti.