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sabato, Dicembre 13, 2025

Ezio Bonanni. Riflettori accesi sulla lotta contro l’amianto in Italia

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“Non si tratta solo di risarcire le vittime. Si tratta di riconoscere che siamo dentro un fallimento culturale, prima ancora che giuridico. L’amianto è il simbolo di una civiltà che ha scelto il profitto sopra la vita umana.”

Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni prima dell’intervista con Radio Lazio Sud per la trasmissione “Riflettori Accesi”, che verrà trasmessa l’8 giugno alle 21:00.

La voce della giustizia contro l’amianto

Avvocato, fondatore e presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), Ezio Bonanni è una figura complessa e polarizzante, che ha saputo coniugare rigore giuridico, passione civile e un raro sguardo sistemico. Ma per capire davvero il significato del suo impegno contro l’amianto, è necessario andare oltre il diritto.

La sua narrazione si distacca dal consueto attivismo legale. Bonanni non parla solo di norme o sentenze, ma di un immaginario collettivo distorto, in cui istituzioni e politica dovrebbero cooperare per rendere possibile la bonifica del mondo.

Una logica da scardinare

L’omertà sociale e istituzionale che ha riguardato la storia dell’amianto può essere letta come un meccanismo di rimozione collettiva, simile a quello che in antropologia si osserva nei casi di “morte accettabile” o “sacrificio del corpo produttivo”. Bonanni rifiuta con veemenza questa logica.

Nonostante il bando dell’amianto in Italia nel 1992 (Legge 257/1992), l’eredità della sua produzione e uso è ancora largamente visibile, sia in termini sanitari che socioculturali. Ciò rende l’amianto una ferita sociale dove chi è colpito subisce traumi intergenerazionali.

In questo contesto fatto di opacità, da oltre due decenni, Bonanni ha affrontato migliaia di procedimenti legali, ottenendo condanne storiche e risarcimenti per migliaia di vittime. “Ma la vera sfida” afferma lui stesso, “è culturale”:

Una posizione etica che si rifà non solo alla giurisprudenza, ma a un’idea di giustizia sostanziale, in cui il diritto è anche memoria, riparazione, pedagogia civile.
Si auspica l’adozione di una governance integrata che unisca epidemiologia, scienze sociali e diritto ambientale, con coinvolgimento attivo delle comunità locali.

Oltre l’attivismo tecnico

“L’amianto non è solo una sostanza. È un crimine sociale e culturale, è il nodo simbolico di un’intera civiltà industriale, che ha sacrificato vite umane in nome del profitto. Io non voglio solo vincere cause. Voglio che un giorno le generazioni successive possano dire: ‘abbiamo imparato la lezione’. Perché l’amianto è solo il primo nome di una lunga lista di cecità collettive. E bisogna bonificare, restituire dignità alle vittime, andare avanti.” Ha affermato Bonanni.

In fondo, è questa la più radicale forma di giustizia.

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