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Amianto: minaccia inopportuna

minaccia Amianto
Amianto

Diamo uno sguardo più attento all’amianto e scopriamo come uccide

Nel XXI sec, e dopo quasi 30 anni dalla proclamazione ufficiale riguardo la minaccia dell’amianto, migliaia di persone, ogni anno, muoiono a causa di neoplasie asbesto correlate.

Ebbene sì, è inaccettabile, ma la realtà è questa e la possiamo leggere ovunque: negli archivi, nelle tabelle statistiche e nelle parole delle persone che raccontano storie di familiari, amici, persone vittime della connivenza istituzionale.

A morire sono coloro che hanno dignitosamente lavorato quei manufatti di cemento misto ad amianto.

Sono morti coloro che hanno vissuto accanto ai copertoni edilizi fatti di eternit, sono morti e muoiono coloro che hanno vissuto e vivono talvolta, lavorando a contatto con quelle subdole fibre di polveri sottili, ignari di un destino segnato.

Un destino segnato, perché l’asbesto è così: ha un tempo di incubazione lungo: 15, 30, 40 anni e poi ci si ammala per sempre.

Minaccia predominante dell’amianto

Una minaccia predominante, che oggi è certezza inconfutabile, sebbene qualcuno riesca ancora a mettere in dubbio l’effetto nocivo che questo materiale ha sulla salute.

Considerate le notevoli qualità vantaggiose dal punto di vista edilizio ed economico, l’uso dell’amianto come materiale altamente versatile, è stato per lungo tempo protagonista indiscusso di innumerevoli manufatti edilizi. Si è partiti dal rivestimento isolante delle tubature, passati per le coperture dei fabbricati arrivando a costituire persino parte dell’industria tessile.

Le fibre di amianto hanno conosciuto il periodo di massima espansione e il boom di attività estrattiva in concomitanza con il periodo post-bellico della seconda metà del secolo XX. Eppure, dopo appena vent’anni, giunge la prima direttiva che ne vieta l’applicazione in campo edilizio.

Sarà necessario attendere l’anno 1992 per la normativa che ne vieterà l’estrazione e l’utilizzo in qualsiasi campo. Un tempo lunghissimo, che ad oggi non si è comunque rivelato proficuo ai fini di una terapia preventiva.

Numerosi avvenimenti di decessi, casi strettamente correlati all’esposizione massiva alle fibre di amianto continuano a verificarsi. Il problema più grande cui non si riesce a far fronte in maniera decisiva è la bonifica.

Questo accade nonostante la presenza costante di diverse associazioni, che da anni combattono in causa a fianco dei cittadini. Il prezzo da pagare è troppo alto, anche fosse solo una vita, questa non può reggere il peso dell’omertà e dell’indifferenza di molte istituzioni.

Minaccia amianto: incidenza epidemiologica

Nel nostro paese, l’incidenza epidemiologica delle malattie asbesto correlate è un numero sempre crescente.

Le statistiche rendono difficile il tentativo di percepire uno spiraglio di luce. Tuttavia, parlarne è fondamentale; denunciare si rivela la strada essenziale nel perseguire l’obiettivo: la disfatta delle neoplasie amianto correlate.

Il mesotelioma della pleura è la tipologia di cancro più diffusa tra le vittime: costituisce il 93% dei casi registrati nell’Archivio Nazionale Mesoteliomi.

Una percentuale che potrebbe non rivelare molto, fino a quando non si tramuta in numeri concreti: si tratta di poco più di 12.000 persone, colpite dal tumore della pleura. 12.000 su 15.845 casi di tumore asbesto correlato.

I concetti che ruotano attorno ad un fatto di cronaca così attuale, sono tanti e imprescindibili dalla storia. Ma non solo da quella parte di storia che inizia con la nascita della Repubblica Italiana. L’amianto è un materiale costituito da minerali e la sua storia affonda le radici in un’epoca ancestrale in ragione della quale ci sembra incredibile accettare che si possa ancora morire a causa delle polveri sottili.

La tutela della salute e la necessità di bonifica

La tutela della dignità personale si è tramutata, e da diritto ineccepibile è divenuta battaglia. La salubrità degli ambienti di vita dovrebbero far parte di quei doveri istituzionali la cui ottemperanza, spesso sottovalutata, non può essere circoscritta e ridotta a mere assicurazioni.

Oggi, ciò di cui necessita il lavoratore, e prima di tutto la persona, è il diritto alla prevenzione. Eppure, sembra che la prevenzione risieda in rare qualità. Prevenire richiede troppa attenzione e irrealizzabile sagacia. Sembra più probabile che la cura risulti il metodo più redditizio e produttivo.

In questo guazzabuglio insanabile di fatti di cronaca che fanno scalpore, rabbia e tristezza, dove la salvaguardia della dignità umana non trova posto perché occupati irrimediabilmente da futili necessità, assistiamo inermi all’involuzione.

Lasciando scorrere il declino culturale, ignari, ci dimentichiamo di ciò che conta realmente. Passivi, lasciamo che ci chiudano gli occhi e laddove non ci riescono, che ci tappino le bocche. Concatenato al nostro diritto di vivere dignitosamente, c’è il nostro dovere di fermarci, riflettere e agire, investendo i nostri sentimenti e la moralità accantonata.

C’è bisogno di rumore, di far sentire la propria voce, redimere le anime delle vittime della reticenza ed evitare ulteriori immoralità.

Anna Silvestrini

“Vaccini scegliere con coscienza”

Vaccini
Vaccini

Vaccini, assemblea pubblica per discutere sulla libertà di scelta

“Vaccini: scegliere con coscienza” è il titolo dell’assemblea pubblica organizzata dall’Associazione Riprendiamoci il Pianeta – Movimento Resistenza Umana il 25 febbraio, a Roma presso l’Hotel Portamaggiore.

L’incontro, con la presenza di diversi relatori, esponenti del mondo sanitario e legale,  è l’occasione per informare e sensibilizzare i presenti sul tema dei vaccini e della libertà di scelta in ambito terapeutico. Un tema fortemente dibattuto dalle varie realtà politiche e sociali, a seguito dell’introduzione della Legge 73 del 2017 (Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale), ovvero il decreto Lorenzin.

Tra i relatori della tavola rotonda Ezio Bonanni che, in qualità di Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, da tempo chiede il rispetto della Costituzione per la tutela dei diritti all’istruzione e alla libera scelta in campo terapeutico. Uno dei punti salienti della posizione assunta da Bonanni è la mancata possibilità di scelta dei genitori, senza rimettersi passivamente al decreto Lorenzin. La Legge 73/2017, infatti, impone l’obbligatorietà dei vaccini per l’iscrizione dei figli a scuola.

L’assenza di qualsiasi epidemia di carattere urgente e i principi costituzionali di libertà di determinarsi anche rispetto a cure mediche (art. 32 Costituzione) pone l’evidenza di evitare qualsiasi forma di obbligatorietà sanzionata, rispetto a un numero abnorme di vaccini. “L’obbligo ci può essere solo se è il medico a prescrivere i vaccini, privi di metalli pesanti ed additivi. Soprattutto va rispettato il rapporto medico-paziente e, quindi, l’obbligo di una prescrizione individuale dei vaccini in base alla condizione psico-fisico del paziente. In ogni caso non si può arrivare a comprimere il diritto alla libera istruzione”, ha affermato il Presidente Bonanni in precedenti interventi sulla tematica dei vaccini.

L’ONA non prende posizione in merito

Inoltre, il Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto si è posto il problema sui “danni che i vaccini possono comunque provocare, per chi è ipersensibile, ovvero nel caso di reazioni per gli adiuvanti e conservanti. Tanto è vero che c’è un dato legislativo inoppugnabile costituito dalla legge 210/92, che fa esplicito riferimento e ha il titolo Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni”.

Vaccini

Tuttavia, l’ONA, attraverso i suoi rappresentanti, non vuole assumere alcuna posizione di contrarietà all’obbligo vaccinale, ma vuole porre l’attenzione sulla necessità di discutere altre tematiche rilevanti che condizionano la salute dei cittadini. Come l’esposizione all’amianto, la fibra killer presente nelle strutture scolastiche o ospedaliere, è la principale causa del mesotelioma. La battaglia legale dell’Avv. Bonanni sulla necessità di implementare la bonifica delle strutture è un percorso ancora ricco di ostacoli, che mira al riconoscimento dei mancati diritti ai malati di patologie asbesto correlate, vittime delle esposizioni ad amianto e i loro familiari.

La tavola rotonda dei relatori presenti alla conferenza è quindi l’occasione di presentare al pubblico partecipante un ampio quadro prospettico dei benefici e degli svantaggi della somministrazione dei vaccini.

INPS condannata dal Tribunale di Siracusa

Siracusa petrolchimico
Siracusa petrolchimico

L’ONA sconfigge l’amianto ancora una volta

Grazie al Tribunale di Siracusa che condanna l’INPS ad accreditare le maggiorazioni amianto ad un ex lavoratore del petrolchimico di Priolo Gargallo. Ancora una volta l’Avv. Ezio Bonanni non si è fermato avanti a niente, scopriamo i dettagli di questa ennesima vittoria. L’Osservatorio Nazionale Amianto è ormai uno dei punti di riferimento e di forza per tutti coloro che hanno avuto la malaugurata sorte di imbattersi nella problematica amianto.

Oggi punteremo la nostra attenzione su un’altra importante vittoria, il Tribunale di Siracusa, Sezione Lavoro, condanna l’INPS di Siracusa ad accreditare le maggiorazioni amianto in favore di P. S., lavoratore del petrolchimico di Priolo Gargallo, che così può essere collocato in prepensionamento.

Sono state accolte le tesi dell’Avv. Ezio Bonanni e smentite quelle dell’INPS, che nega la presenza di amianto nel petrolchimico di Priolo Gargallo e che è stata condannata.

Affermazione alquanto assurda visto che questo non sembrerebbe un caso isolato, ma bensì si è rivelato solo un tassello di un mosaico ben più grande che forse le istituzioni stesse tentennano a contenere.

Tutelare i diritti di chi è esposto all’amianto

«Debbo innanzitutto ringraziare l’Avv. Ezio Bonanni e il suo collaboratore, Avv. Alessandro Scuderi, per la brillante vittoria ottenuta in Tribunale che mi permette di avere l’accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto, e quindi un aumento della pensione. Infatti, se avessi avuto il riconoscimento prima, avrei potuto godere anche del prepensionamento, però siccome c’è stato il rigetto da parte dell’INPS ho dovuto fare causa e se non ci fosse stata la caparbietà dell’Avv. Ezio Bonanni probabilmente non avrei ottenuto questo risultato».

Sono queste le parole di chi ha avuto occasione di lavorare in contatto diretto con la morte stessa, solo che in questi casi essa non si presenta con la classica falce e vestita di nero ma bensì si presenta sottoforma di amianto.

«Mi chiedo come sia possibile ancora ad oggi che l’INPS neghi la presenza di amianto nel petrolchimico di Priolo Gargallo e il giusto riconoscimento del prepensionamento e dell’aumento della pensione per i lavoratori del petrolchimico di Priolo Gargallo, rispetto al quale abbiamo dimostrato la presenza di amianto. Attiveremo anche un’azione di risarcimento a carico dell’INPS che, rigettando le domande di accredito delle maggiorazioni amianto dei lavoratori, di fatto viola una legge dello Stato. La condotta illegittima è dimostrata dalla sentenza del Tribunale, che ha sconfessato il rigetto delle domande amministrative. L’INPS è stata condannata» dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Intervento del Signor Vicario e dell’On.le Pippo Gianni

Interviene anche il Sig. Calogero Vicario, coordinatore ONA Onlus regione Sicilia, il quale preannuncia una forte mobilitazione dell’associazione e dichiara:

«Ritengo indispensabile che chi
nega i diritti dei lavoratori e poi viene smentito in Tribunale risponda del suo operato: mi chiedo, com’è possibile che le domande di benefici amianto vengano sempre rigettate e poi il Tribunale sconfessi questi rigetti? Chiediamo che ci sia un atto di indirizzo ministeriale che sani questa discriminazione in danno dei lavoratori siciliani, costretti ogni volta a fare causa per avere la tutela dei loro diritti».

Interviene anche il Dott. On.le Pippo Gianni, già Sindaco di Priolo e parlamentare regionale e nazionale e autorevole componente del Comitato Tecnico Scientifico Nazionale dell’ONA, il quale dichiara:

«I lavoratori esposti e vittime dell’amianto debbono avere il riconoscimento dei loro diritti, primi tra tutti il prepensionamento e comunque i benefici amianto ex art. 13 comma 8 L. 257/92, oltre all’istituzione del centro di riferimento regionale per la cura delle patologie asbesto correlate presso l’ospedale Muscatello di Augusta».

Interviene anche il Sig. Fabio La Ferla, il quale dichiara:

«Mio padre è morto proprio per patologia asbesto correlata – mesotelioma – e quindi mi suona strano che l’INPS neghi i benefici amianto ai lavoratori del petrolchimico perché così nega la presenza di amianto. Per fortuna, grazie all’Avv. Ezio Bonanni, anche la Magistratura siracusana, dopo la Corte di Appello di Roma (sempre su causa vinta dall’Avv. Ezio Bonanni) ha potuto accertare che fu usato amianto senza misure di sicurezza e quindi la colpevolezza della dirigenza, che io farò valere per la morte di mio padre, che peraltro l’INAIL ha riconosciuto che è avvenuta per motivi professionali, però io lotto affinché tutte le vittime abbiano giustizia. Per tali motivi, in qualità di componente del comitato tecnico ONA Sicilia, sono tra i promotori, insieme a tutti i componenti dell’associazione Osservatorio Nazionale Amianto e alle vedove, orfani, uccisi dall’amianto utilizzato anche dalle imprese di Stato, della grossa manifestazione che si farà a Palermo. E’ ora di finirla in questo comportamento delle grandi imprese del nord, e mi riferisco a quelle imprese che, appartenenti allo Stato, fanno utile in Sicilia e il PIL lo fanno risultare in Lombardia o nel Lazio, additando la nostra bella terra come l’ultima, e invece importando da noi veleni, morte e cancri. Noi vittime ci dobbiamo mobilitare e quindi, attraverso l’ONA, ottenere giustizia».

Parole forti, a tratti potrebbero sembrare addirittura colme di rancore, del tutto giustificate se parliamo della Sicilia, regione in cui la popolazione continua a morire giorno dopo giorno assieme alle speranze di un cambiamento radicale.

Dichiarazione della Signora Tiziana Blanco

«La vittoria di oggi è dovuta soprattutto all’Avv. Ezio Bonanni che da anni si espone in prima persona contro l’amianto dando così la speranza che qualcosa potrà cambiare. Ma il cambiamento dovrebbe iniziare in primis dai Comuni più colpiti da questo male. La Regione Sicilia sta morendo e non pensa a sensibilizzare le persone alla problematica amianto. La gente è stanca e soprattutto rassegnata al fatto che le cose così debbano andare. Questo non deve assolutamente accadere. Ringraziamo quindi l’Ona e il suo Presidente per la vittoria ottenuta grazie al Tribunale di Siracusa ma soprattutto ringraziamo l’Avv. Ezio Bonanni per darci continuamente la forza di lottare».

Queste sono le parole della Sig.ra Tiziana Blanco portavoce del Presidente dell’Ona per la Regione Sicilia. Una donna segnata dal dolore di esser rimasta anch’essa orfana a causa della fibra killer, e che spera di ottenere giustizia, ora che l’INPS è stata condannata.

Riconoscere i diritti di chi per anni ha messo a repentaglio la propria vita pur di lavorare onestamente è sicuramente una priorità assoluta, ma a volte bisognerebbe soffermarci anche su quello che è il disegno generale della situazione, bisognerebbe spronare le istituzioni ad educare la popolazione a non arrendersi, a combattere l’amianto con azioni di bonifica e con tanta prevenzione.

Leopoldo Di Vico Vittima del dovere

Leopoldo Di Vico
Leopoldo Di Vico

É terminata oggi una lunga battaglia giuridica che si è conclusa con il riconoscimento dell’ex luogotenente Leopoldo Di Vico, come Vittima del Dovere. I famigliari saranno risarciti con 225mila € di speciale elargizione e un assegno mensile di circa 1.500 €.

Si è conclusa oggi quella che sembrava una battaglia dalla quale i famigliari di Leopoldo Di Vico, sarebbero usciti tristemente sconfitti.

Invitiamo chi non conosce la storia di Leopoldo Di Vico a leggere un nostro  articolo, che vede protagonista il luogotenente, cui sono state voltate le spalle proprio da chi ha difeso e servito con tanto onore e dedizione.

La storia di Leopoldo Di Vico, eroe moderno

Un uomo descritto da tutti come un eroe che si è distinto in plurime occasioni; era stato insignito di sei elogi scritti, due encomi, nominato Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, con facoltà di fregiarsi delle relative insegne con Decreto del 27 dicembre 2008 e registrato all’Albo dei Cavalieri al n° 24178 Serie V.

Impegnato in missioni importanti, in particolare in Kosovo, era stato esposto ad amianto e altri agenti cancerogeni che gli avevano provocato il tumore uroteliale che lo ha ucciso il 16 marzo 2015, all’età di 58 anni, dopo 4 anni di agonia.

Oggi l’Avv. Ezio Bonanni presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, nonché legale della famiglia Di Vico, è riuscito a far ottenere il riconoscimento di Vittima del Dovere con annesso risarcimento per i famigliari pari a 225mila euro di speciale elargizione e un assegno mensile di circa 1.500 euro.

Riconoscimento dello status di Vittima del dovere

«Ho saputo in questo momento che l’Amministrazione della Difesa ha accolto le tesi dell’Avv. Ezio Bonanni – dichiara Mario Di Vico, figlio di Leopoldo – peraltro sostenute anche nel ricorso al TAR del Lazio contro l’iniziale delibera che aveva negato a mio padre il riconoscimento della causa di servizio e la qualità di vittima del dovere. Una vittoria della legalità e della giustizia che dà dignità alla memoria di mio padre. Mio padre è morto all’età di 58 anni dopo quattro anni di agonia. Era un uomo forte, alto più di un metro e novanta, una massa di muscoli, un granatiere, luogotenente dell’Esercito Italiano, impegnato in missione all’estero, tra cui Kosovo e Albania. Ha svolto il suo servizio con lealtà e onore, esposto ad amianto, benzene, fumi di saldatura, polvere da sparo, uranio impoverito: un ambiente infernale di guerra, che gli ha provocato il tumore uroteliale che è stato la causa della sua morte. Nel momento della nostra disgrazia l’unica persona che ci è stata accanto è stato l’avv. Ezio Bonanni che ha sempre creduto in questo risultato e ha combattuto in silenzio, con caparbietà e pazienza, ed è giunto al risultato. Quando mio padre era ancora in vita ci sono stati dei tentativi quantomeno penosi di farlo desistere: ricordo una riunione in Senato dove lui fu presente con l’avv. Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e gli venne detto: “si tratta di una battaglia persa, non vincerai mai contro lo Stato”. E venne aggiunto: “Di Vico morirà e anche le altre vittime dell’amianto continueranno a morire”. Dico a tutte le altre vittime e a tutte le vedove e agli altri orfani come me – conclude commosso mario Di Vico – che bisogna avere fiducia nella giustizia e continuare a combattere al fianco dell’Osservatorio Nazionale Amianto. Continuerò comunque ad agire perché coloro che hanno provocato la morte di mio padre rispondano perché ci sia giustizia»

L’azione di tutela dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Dal canto suo il presidente dell’ONA e legale della famiglia Di Vico ringrazia l’Amministrazione «per avere attentamente riesaminato il caso e di avere, con correttezza, riconosciuto (anche se in ritardo), la causa di servizio e la qualità di vittima del dovere del luogotenente Leopoldo Di Vico. Questo provvedimento – aggiunge Bonanni – ridà almeno in parte dignità alla morte del luogotenente Leopoldo Di Vico, che ha dedicato la sua vita a tutti noi in qualità di militare impegnato in missioni all’estero».

In questo momento, l’Osservatorio Nazionale Amianto ripensa a tutte le vittime dell’amianto e di altri cancerogeni nelle Forze Armate e rinnova l’appello perché ci sia, ora e nel futuro, un maggiore impegno nella bonifica e nella tutela della salute.

Novità per i benefici amianto destinati ai Ferrovieri

Ferrovieri dello stato
Ferrovieri dello stato

Novità in materia di benefici amianto per i ferrovieri dello stato

Si è diffusa proprio in questi ultimi giorni una notizia che riguarda i ferrovieri dello stato come classe di lavoratori.

L’ INPS ha infatti stabilito con il messaggio 696 del 15 febbraio 2018, dando attuazione agli emendamenti dell’ultima finanziaria del governo nazionale, che i ferrovieri dello stato potranno fare domanda per richiedere il bonus amianto o prepensionamento amianto entro e non oltre il 2 marzo.

I lavoratori esposti ad amianto del settore produttivo dei rotabili ferroviari (un limitato numero di lavoratori) possono accedere ai benefici amianto purché depositino la domanda entro il 2 marzo 2018.

L’INPS, con messaggio 696 del 15 febbraio 2018, ha dato finalmente attuazione alla normativa specifica nel settore.

Possono accedere a questo beneficio solo coloro che hanno operato nel settore della produzione di materiale rotabile ferroviario per determinate lavorazioni a contatto con amianto. Il governo agevola solo quei lavoratori esposto ad amianto del settore dei rotabili ferroviari, che hanno svolto le loro mansioni senza protezione.

Questi lavoratori hanno diritto ai benefici previdenziali di cui all’art. 13 comma 8 L. 257/92, per il periodo di durata della bonifica dei materiali di amianto e per i 10 anni successivi al termine dei lavori.

L’unica condizione è quella di continuità del rapporto di lavoro in essere al momento delle suddette operazioni di bonifica.

Il beneficio è quello dell’1,25 per i periodi di esposizione. I lavoratori devono allegare la dichiarazione del datore di lavoro che attesti la presenza del lavoratore nel sito produttivo esposto ad amianto e il periodo di effettuazione di detti lavori e le domande saranno accolte nei limiti di spesa.

Un’opportunità riservata a pochi lavoratori

Ha fatto notizia il fatto che questa si tratta di una misura, un’opportunità, che verrà data a pochi lavoratori, al più probabilmente ai soli dipendenti della Breda di Pistoia.

Non si comprende la motivazione che abbia spinto le istituzioni a formulare questo tipo di eccezione,  i lavoratori dovrebbero infatti esser messi tutti sullo stesso piano.

“Chiediamo che queste norme, con il coefficiente 1,5, vengano applicate a tutti i lavoratori italiani esposti ad amianto, ferme restando tutte le altre misure”

dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, schierato come sua norma dalla parte di chi da solo non riesce a combattere la piaga dell’amianto, o semplicemente chi da solo non riesce a gridare a voce alta i propri diritti.