Parco lineare Porto Vecchio a Trieste, apertura slitta 2027
Possibile slittamento dell’apertura al 2027 del parco lineare nel Porto Vecchio di Trieste. Parte del più ampio progetto di rigenerazione urbana Porto Vivo, i lavori sono in corso dal 2025. L’obiettivo era quello di trasformare circa tre chilometri di area portuale in uno spazio pubblico verde con percorsi pedonali, piste ciclabili e installazioni paesaggistiche.
Inizialmente i lavori erano previsti per essere completati entro la fine del 2026. Questo secondo il contratto che prevede 630 giorni consecutivi di attività. Tuttavia, aggiornamenti più recenti indicano un possibile slittamento dell’apertura al 2027. Soprattutto per garantire una gestione accurata di tutte le fasi tecniche e di sicurezza.
Sicurezza, materiali e condizioni di cantiere
Una delle principali sfide che gli addetti ai lavori devono affrontare riguarda la bonifica e la gestione di materiali complessi nelle vecchie aree portuali. Tra cui situazioni che richiedono specifici standard di sicurezza, come nel caso ci fosse amianto. Questo tipo di verifica è fondamentale in progetti di recupero urbano di aree industriali storiche come quella del Porto Vecchio, e viene seguito con attenzione dalle autorità competenti.
Inoltre, condizioni ambientali come maree e fenomeni meteo-marini occasionalmente intense possono influenzare i tempi di avanzamento delle opere, richiedendo aggiustamenti nel cronoprogramma.
Obiettivo: uno spazio verde per cittadini e visitatori
Il parco lineare, concepito come un vero e proprio “nastro verde urbano”, collegherà diverse parti della città, migliorando l’accessibilità al waterfront e offrendo uno spazio dedicato alla natura, alla mobilità dolce e al tempo libero. Il progetto comprende piantumazioni, aree pedonali e ciclabili, elementi d’acqua e zone attrezzate per lo sport e il relax.
Questa trasformazione del Porto Vecchio – Porto Vivo è uno dei progetti di rigenerazione urbana attivi più significativi per Trieste, riconosciuto anche nel contesto internazionale dell’urbanistica e dello sviluppo sostenibile
Biancavilla, riattivati servizi prevenzione fluoro-edenite
All’ospedale Maria Santissima Addolorata di Biancavilla riprendono le attività dedicate alla prevenzione e al monitoraggio delle patologie legate all’esposizione a fibre di fluoro-edenite, nell’ambito del Sito di Interesse Nazionale (SIN). Con la riattivazione del Focal Point e dell’ambulatorio di Pneumologia, la struttura ospedaliera rafforza i percorsi di diagnosi precoce e informazione sanitaria, come previsto dal Piano di intervento straordinario coordinato dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Catania.
La fluoro-edenite è un minerale di recente scoperta con una struttura asbestiforme. Come tutti i minerali di questo tipo, conosciuti sotto il nome di minerali di amianto, causa gravi danni alla salute, infiammazioni gravi e cancro.
Ambulatorio di pneumologia: prevenzione e screening
L’ambulatorio, inserito nell’unità di Medicina dell’ospedale, offre prestazioni pneumologiche complete. Possono accedere gratuitamente i cittadini residenti a Biancavilla, tra i 40 e i 70 anni, con storia di esposizione a fluoro-edenite, inseriti nel protocollo SIN approvato dalla Regione Siciliana e segnalati dal medico di medicina generale.
Il percorso diagnostico comprende un colloquio anamnestico strutturato, visita specialistica pneumologica e accertamenti strumentali. Tra cui spirometria computerizzata
Durante le visite vengono fornite anche informazioni sulle misure di prevenzione per ridurre i rischi legati all’esposizione alle fibre aerodisperse. L’ambulatorio è operativo ogni venerdì mattina, dalle ore 8.30 alle 11.30, al primo piano del plesso B.
Focal Point: informazione e promozione della salute
In contemporanea con l’attività ambulatoriale, è attivo anche il Focal Point, che svolge un ruolo fondamentale nell’informazione sui rischi ambientali e nella promozione della prevenzione primaria. I cittadini possono ricevere indicazioni su comportamenti sicuri, misure di tutela della salute e aggiornamenti sulle iniziative del SIN.
Il percorso diagnostico e assistenziale è supportato dal Dipartimento di Radiologia dell’ospedale, garantendo un approccio integrato secondo le linee guida del protocollo SIN.
Un passo importante per la comunità
Il sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno, ha commentato positivamente la riattivazione dei servizi. Un passo significativo per la salute pubblica. Infatti consentirà una diagnosi precoce delle patologie e offrirà un presidio sanitario vicino ai cittadini, con qualità e sicurezza.
Il primo cittadino ha sottolineato l’importanza di un presidio informativo locale. Infatti Focal Point è uno strumento essenziale per diffondere consapevolezza sui rischi connessi alla fluoro-edenite e per promuovere la prevenzione.
Fonte: Biancavilla Oggi
Proposta sostituzione condotte idriche in cemento-amianto
Nel dibattito che precede l’approvazione della Legge di Stabilità regionale, torna al centro l’attenzione sulle infrastrutture idriche più obsolete. Una parte della rete potrebbe ancora composta da condotte in cemento-amianto installate diversi decenni fa. L’età media molto elevata di queste tubature le renderebbe più vulnerabili al deterioramento, con conseguenti criticità operative per il servizio idrico.
A dichiararlo sono i consiglieri Enrico Bullian (Patto per l’Autonomia) e Diego Moretti (Pd) su Il Goriziano.
Gli interventi normativi pregressi
La ricognizione prevista dalla legge regionale 13/2023
Negli ultimi anni sono già state avviate alcune iniziative per affrontare l’obsolescenza delle condotte. La legge regionale 13/2023, all’articolo 4, comma 21, prevede infatti che venga effettuata una ricognizione completa delle tubature in cemento-amianto. La consegna del documento finale, sarebbe attesa proprio in questo periodo.
Le iniziative assunte nel 2024
Nel luglio 2024, la Giunta regionale aveva inoltre approvato un ordine del giorno che impegnava la Regione, insieme ad AUSIR e ai gestori, a valutare possibili forme di sostegno economico e tecnico per gli interventi di sostituzione delle condotte più datate. Si tratta di un passaggio preliminare utile a definire una strategia di investimento a lungo termine.
Le nuove proposte per il triennio 2026–2028
Un piano da 70 milioni per la sostituzione delle condotte obsolete
In vista della nuova sessione di bilancio, sono presentati due emendamenti che puntano a dare continuità alle iniziative già intraprese. Le proposte prevederebbero uno stanziamento complessivo di 70 milioni di euro nel triennio 2026–2028. L’obiettivo è sostenere i gestori nelle operazioni di sostituzione delle condotte in cemento-amianto dove necessario e, allo stesso tempo, contribuire in maniera concreta alla riduzione delle perdite idriche.
Una rete idrica più efficiente e sicura
Bonifica amianto e fotovoltaico: transizione in Piemonte
Transizione. Un programma regionale in Piemonte prevede la rimozione delle coperture contenenti amianto e l’installazione di nuovi sistemi fotovoltaici. Si punta quindi alla rigenerazione degli edifici industriali attraverso interventi congiunti di sicurezza e produzione di energia rinnovabile.
Un piano di riqualificazione su larga scala
In Piemonte è in corso un ampio programma di bonifica e modernizzazione che interessa circa 200 immobili a uso industriale. L’iniziativa, del valore complessivo di 25 milioni di euro, prevede la rimozione e sostituzione delle coperture contenenti asbesto con il fotovoltaico. Il progetto è promosso da un operatore specializzato in soluzioni energetiche per il settore commerciale e industriale, con interventi distribuiti nelle province di Torino, Alessandria, Cuneo, Vercelli, Biella e Asti.
Come si articolano gli interventi
Modello basato sul diritto di superficie
Il programma si fonda sulla cessione del diritto di superficie. I proprietari degli immobili mettono a disposizione la copertura dei capannoni, mentre gli investitori realizzano e gestiscono gli impianti fotovoltaici senza costi diretti per le imprese proprietarie. Si tratta di un modello contrattuale che consente di avviare interventi di riqualificazione anche su ampie superfici, riducendo l’impatto economico sulle aziende coinvolte.
La prima fase del programma
La fase iniziale, avviata nell’autunno 2025, include 41 immobili e un investimento di circa 9 milioni di euro. In questa fase è prevista la rimozione, entro la primavera 2026, di un totale stimato di 12 tonnellate di materiali contenenti amianto. Contestualmente, verranno installati i primi impianti fotovoltaici destinati a generare energia per il fabbisogno delle strutture o per la rete.
La seconda fase e gli interventi successivi
Una seconda tranche di interventi riguarderà ulteriori 80 immobili e prevede la rimozione di circa 28 tonnellate di amianto. Per questa parte del programma è previsto un investimento stimato di 16 milioni di euro, con conclusione entro la fine del 2026.
Parallelamente, il piano include anche immobili che non presentano coperture contenenti materiali pericolosi: in questi casi, l’intervento riguarda direttamente l’installazione di impianti fotovoltaici ad alta efficienza.
Approfondimento: cosa significa “affittare il tetto”
La cessione del diritto di superficie
Quando si parla di “affittare il tetto” per la realizzazione di impianti fotovoltaici, ci si riferisce alla concessione del diritto di superficie, disciplinata attraverso un atto notarile. Il proprietario consente a un soggetto terzo di utilizzare la copertura dell’edificio per un periodo compreso, generalmente, tra i 20 e i 30 anni. Durante questa fase, la superficie concessa non può essere utilizzata dal proprietario per altri scopi.
Opzioni al termine del contratto
Alla scadenza dell’accordo, il proprietario dispone solitamente di due possibilità:
- richiedere la rimozione dell’impianto a cura e spese dell’investitore;
- acquisire l’impianto fotovoltaico installato, utilizzandone la capacità residua senza ulteriori costi di cessione.
Fonte: Rai News






