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sabato, Agosto 15, 2026
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Liberare l’Unione Europea dall’amianto

Ezio Bonanni, conferenza Europa
Ezio Bonanni

Il Sottosegretario all’Ambiente Salvatore Micillo, con delega alle bonifiche, ha incontrato ieri una folta delegazione di imprenditori e rappresentanti di categoria. Accompagnati da  alcuni amministratori locali della regione Toscana. 

L’ONA è pronta a promuovere una conferenza Europea

Era presente il consigliere regionale Giacomo Giannarelli, a suo tempo candidato presidente della Regione Toscana.
I temi discussi hanno riguardato  lo stato di alcune produzioni regionali interessanti temi ambientali. La situazione delle bonifiche di SIN e SIR e le  situazioni critiche in atto generate dalla presenza di amianto. 
Il Sottosegretario On.Le Salvatore Micillo ha esteso l’invito all’ ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, era presente il Presidente avv. Ezio Bonanni e l’arch. Giampiero Cardillo

L‘ illustre ospite, intervenendo sui punti in discussione che interessano L’ONA (bonifiche e amianto), ha rimarcato la costante attività del Ministero per il risanamento del territorio e ha soggiunto di seguire costantemente,attraverso gli Accordi di Programma, l’evoluzione della situazione dei quattro SIN toscani. 

Ha poi assicurato che il Ministro dell’Ambiente, Gen. Sergio Costa, attraverso il DDL Cantiere Ambiente, continuerà a tenere il tema della bonifica territoriale fra le priorità della sua agenda. 

Circa il flagello dell’amianto il Sottosegretario Micillo e i suoi esperti collaboratori hanno ribadito la volontà di trovare una soluzione al grave problema, che si manifesta in tutta la sua complessità sull’intero territorio nazionale. 

Per combattere l’amianto occorre essere prudenti

Una complessità che induce alla prudenza nello stimare tempi moderatamente lunghi per ottenere risultati tangibili nelle aree SIN, SIR ed anche nelle altre numerosissime giacenze conosciute e ancora sconosciute, pubbliche e private.

L’avv. Ezio Bonanni é intervenuto elencando con dovizia di particolari la situazione toscana circa le bonifiche ancora in fase di caratterizzazione e di Accordo di Programma (non ancora operativi).

Ha poi descritto in breve la situazione che riguarda l’amianto contenuto in edifici pubblici e privati, che non trova ancora vie di soluzione concrete ed efficaci.  In particolare si è soffermato sulla condizione di rischio amianto nelle scuole, e di molti siti industriali, nella Regione Toscana, come nel resto di Italia.

Il Presidente dell’ONA ha poi lamentato la situazione non ancora chiara circa i prepensionamenti di maestranze lungamente esposte all’amianto. Ha, inoltre, esposto la posizione dell’ONA circa la situazione dei risarcimenti a favore di chi é stato duramente colpito dall’esposizione all’amianto. 

E i risultati della Commissione di Lavoro amianto?

Infine ha chiesto al cortese ospite notizie circa l’esito della Commissione di lavoro sull’amianto, voluta recentemente dal Ministro Costa, cui l’ONA ha partecipato attivamente, inviando il 27 giugno scorso un proprio elaborato-proposta redatto a firma congiunta Bonanni-Cardillo. 

Il Sottosegretario Micillo ha promesso il suo cortese interessamento presso il Presidente della Commissione Guariniello perché si tenga al più presto una riunione collegiale per l’integrazione e lo scarto delle proposte pervenute da tutti i Commissari.

L’arch. Cardillo si associa all’avv. Bonanni nell’accogliere con gratitudine l’interesse del Sottosegretario per i lavori della Commissione di riforma della legislazione sull’amianto e in generale per la grande e sincera disponibilità che il Ministero mostra di avere sul grave problema dei veleni che devastano ampi territori del Paese. 

Ha poi soggiunto che il quadro operativo emerso dalla discussione, riguardante la situazione Toscana, dimostra quanto urgente sia poter disporre di Istituzioni in grado di immaginare e mettere in azione procedimenti assai diversi da quelli oggi possibili, gravate come sono da troppi ostacoli procedurali, che rendono assai difficoltoso raggiungere il solo stadio pre-operativo.

Quali ostacoli intralciano la bonifica?

Stadio operativo  che spesso  naufraga in un mare di conflitti, ripensamenti e incongruenze istituzionali, sino a dover imporre il Commissariamento che, però, elimina solo in minima parte l’incastro perfetto delle contraddittorie competenze che si scatenano in ogni fase del processo.

Amianto
Amianto

L’arch. Cardillo ha escluso che l’aumento del numero  attuale di discariche autorizzate per l’amianto possa essere la soluzione. Occorre che le discariche vecchie e nuove diventino delle aziende di trattamento finale per l’inertizzazione. Utilizzando i numerosi brevetti italiani oggi reperibili e premiando sul piano fiscale, previdenziale e anche sul piano urbanistico chi voglia impegnarsi nel trasformare la discarica affidatagli in una azienda produttiva, magari sostenuto da concorrenti provvidenze nazionali ed EU.

L’arch. Cardillo ha sottolineato come uno dei convenuti abbia contato in tredici anni il tempo occorso per addivenire alla mera caratterizzazione di uno dei SIN- SIR toscani, mentre In soli 10 anni, alla fine del secolo scorso, é stata interamente bonificata e rigenerata  in Germania l’ inquinatissima Valle della Ruhr, grande come una regione.

In quella circostanza le Istituzioni e le imprese private operative, di progettazione e di ricerca sono riuscite a coagulare un metodo di lavoro concertato e innovativo, fortemente sburocratizzato.

Bonifica amianto: il caso della Germania

Un metodo che ha premiato con profitti ragguardevoli gli ingenti investimenti privati applicati nell’area, donando alla Germania un territorio rinato all’attività turistica, museale, produttiva e artistica, premiata in campo internazionale, con un modesto concorso di fondi pubblici.

Un sistema pubblico-privato di nuova concezione, ripetibile si vuole sperare, ove concorrano sia la volontà della parte pubblica di rigenerare un territorio perduto e socialmente critico che rappresenta un costo rilevante e non un cespite per l’erario, sia l’interesse degli investitori che beneficiano, anzitutto, della valorizzazione di terreni dal valore attuale nullo, recuperati alla produzione di ricchezza e al miglioramento deciso dell’antropologia sociale, che genera ricchezza privata e pubblica.

Perciò, se si vuole trasformare la bonifica in una rigenerazione attiva del territorio, occorre saper premiare il capitale privato investito con previsioni certe di valorizzazione fondiaria, della quale in seconda istanza, nel lungo termine, tutta la Nazione ne beneficerà.  

Se é vero che chi ha inquinato deve bonificare, é anche vero che non sempre é ragionevole immaginare di poter rintracciare colpevoli solvibili nell’attualità, perché possano sostenere l’onere associato ai procedimenti troppi lunghi e incerti, anche con il concorso di fondi pubblici, che immancabilmente si disperdono nelle maglie di conflitti e di eterogenei scopi politico-istituzionali troppo spesso incoercibilmente contrapposti. 

L’arch. Cardillo ha poi esemplicato con il numero ragguardevole di piccoli giacimenti di amianto nei condomini romani costruiti prima del ‘92, con incolpevoli co-proprietari e con i chilometri di condotte d’acqua di cui nessun ente locale o di gestione potrà sostenerne  la sostituzione, a meno di un insopportabile premio tariffario.

assistenza ona

Premiamo con fantasia un capitale che rischia

Nel lavoro della Commissione di riforma della legislazione L’ONA ha prodotto ipotesi di lavoro legislativo che rendano possibile ciò che non é ragionevolmente possibile far scaturire dall’applicazione delle norme e dei modus operandi attuali.

In particolare si é cercato di ipotizzare un quadro normativo per raggiungere lo scopo di veder concorrere  ingenti capitali per investimenti. Al fine di eliminare la coperta troppo corta dei fondi pubblici per rigenerare territori avvelenati, eliminare grandi reti di manufatti in amianto composto, eliminare centinaia di migliaia di micro-siti palesi o ancora nascosti attorno a noi. 

Occorre saper premiare  con fantasia legislativa e amministrativa il capitale che rischia nella rigenerazione ambientale. Assicurando tempi e quantità certe di remunerazione in qualsiasi forma (ritorno per gestione, premio urbanistico, premio fiscale, co-finanziamento garantito) al di là del naturale rischio d’impresa.

Gli obiettivi dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’ONA si è fatto promotore della organizzazione della conferenza Europea sul rischio amianto. In piena collaborazione con il Vicepresidente del Parlamento Europeo, Fabio Massimo Castaldo. Politico illuminato, attento alle problematiche ambientali e al fianco dell’ONA nella tutela delle vittime. In chiave evidentemente preventiva e poi nella diagnosi precoce, nelle terapie migliori, e nella tutela dei diritti delle vittime.

Amianto
Amianto

“La lungimiranza politica dell’On.Le Fabio Massimo Castaldo, lo ha portato a condividere l’iniziativa dell’ONA di una conferenza europea sull’amianto. In questo modo i problemi verranno affrontati in una conferenza Europea. Occorre porre al centro dell’agenda della politica e delle istituzioni europee, il tema amianto, a partire dagli strumenti tecnico normativi e legislativi, finanziari e fiscali, per potere, tutti insieme, in una sinergia sia nella ricerca, sia nella industrializzazione dei sistemi di inertizzazione sicura e per una normativa comunitaria uniforme che preveda un Fondo Vittime Amianto su base europea, su modello del Fondo Vittime Amianto in Francia, che in parte è stato importato anche in Italia, anche se con assenza delle necessarie risorse economiche e di strumenti tecnico normativi, adeguati alla deflazione del contenzioso” – dichiara il presidente ONA.

Il programma ONA e la necessità di un protocollo EU

Nel corso della conferenza, si potranno presentare tutte le proposte di ONA. Per una organizzazione su base regionale UE, sia per agganciare la ricerca anche alle istituzioni tedesche e francesi, sia, in generale, ad organizzazioni più efficienti.

La grande Impresa Federale Europea è proprio questo. Tema per tema superare per patti EU le difficoltà dei Paesi, di fronte a temi e problemi. Come quello dell’amianto, che hanno un contenuto globale, soprattutto dal punto di vista finanziario.

Il programma ONA (Progetto ONA), presuppone la necessità di un protocollo EU delle discariche protette per ogni regione in Italia, come nel resto d’Europa. Un registro tumori europeo, con la precisione di quello tedesco; creazione di centri medici EU, con personale di tutti i Paesi.

A cura dell’avv. Ezio Bonanni e il Gen. Giampiero Cardillo

Un brutto anniversario

Pineta Castel Fusano
Pineta Castel Fusano

Ieri l’orizzonte ad ovest della Capitale era listato a lutto da una lunga scia tra il rosa ed il grigio piombo, una processione infinita di verdi anime innocenti, di centinaia di migliaia di pini, di lecci, piante di corbezzolo, lentisco, corbezzolo fenicio…

LA PINETA DI CASTEL FUSANO? VOLATA VIA!

Centinaia di varietà di piante e milioni tra animali ed insetti che da millenni e secoli facevano da sipario tra Roma e il Mare Nostrum – da Enea e Turno a Coriolano, da Settimio Severo ai Papazzurri, ai Sacchetti, ai Chigi sono volati via tutti su nel cielo, sulle ali dello scirocco, in un amen.

Chi mai ci potrà restituire quel che è andato perso dal punto di vista morale, visto che la morte del Parco più importante di Roma era annunciata? Il mese scelto dagli assassini seriali era ed è rimasto quello di luglio dal 2000, quando la prima aggressione criminale portò alla distruzione di 280 ettari di verde sui 350 colpiti dalle fiamme.

Era il 4 di luglio di diciassette anni fa e allora ci si accorse che le prese d’acqua per il sistema antincendio erano state sabotate ad arte, che c’erano stati inneschi sistemici, ma anche che all’interno del parco della pineta Castel Fusano c‘erano presenze abusive inquietanti…

Dopo gli incendi si sono ripetuti puntualmente ogni anno a luglio dal 2002 al 2005 e poi nel 2008, quando gli ettari distrutti furono ottanta. In tutti questi anni, sino alla catastrofe di ieri, si sono accumulate discariche, insediamenti abitativi di clandestini ovunque, prostituzione, assenza di manutenzione e sorveglianza.Pineta Castel Fusano

Terre aride e fumanti per zombi

Quello che era fin dall’antichità un paradiso terrestre o se preferite una selva con satiri e ninfe. Popolata da cinghiali, caprioli, cervi, lepri, istrici, e ricci, riserva di caccia dal 1277. È ridotta oggi ad una sterminata landa fumante di 916 ettari, in cui gli zombi trovano il loro habitat naturale.

Questa è la conseguenza dell’eccesso di burocrazia, di economia, di tolleranza, di superficialità e di menefreghismo. Vi ricordate quando da scolari si andava ad interrare ognuno una pianticella per la “Festa degli Alberi” ? Bene, adesso è ritornata la vecchia tradizione con una piccola variante, quella orribile e suicida di “FESTA AGLI ALBERI”.

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

assistenza ona

  

Tasche vuote, tasche piene, l’Europa in commissione

Europa
Europa

Ecco, questa riflessione mi  nasceva davvero spontanea, giusto un anno fa ed ancora  si continua con la fiera dell’ipocrisia. Il nostro Governo rischia la crisi giorno per giorno ed anche adesso che il Parlamento Europeo partorisce con difficoltà il suo vertice operativo. 

Vogliamo ulteriormente parlare del nulla?

La nuova Presidente, Ursula von der Leyen, ex ministra tedesca della difesa, nobile di casato e d’intenti, parte forte di carattere, con un risicato ma mirato consenso, espressione di una Unione in sofferenza per mal di pancia e di testa o peggio per patologie di origine genetica. 

Il Parlamento Europeo cessa la sua funzione e delega i suoi poteri il momento stesso in cui genera la Commissione e le affida il ruolo di Governo e nomina il Presidente della Banca Centrale Europea, la politica francese ex ministro dell’economia, Christine Madeleine Odette Lagarde.

Se il Parlamento, espressione diretta degli elettori europei abdica all’inizio del suo mandato, che cosa ne consegue, se non il primato della burocrazia sulla politica? Fatalmente continueremo a soffrire dei mali e dei problemi già noti, difficilmente usciremo dalle secche in cui la nave Italia è finita nei fatali anni novanta. 

Com’è possibile continuare a teorizzare da destra, come da sinistra, che la soluzione della catastrofe migratoria sta nel respingimento in porti sicuri libici, piuttosto che nella pelosa accoglienza italica o in quella diffusa in una parte dell’Europa?

Il problema sta nella distruzione degli equilibri africani

Il problema è a monte ed è storico, consolidato, incancrenito dalle demenziali azioni di chi ha distrutto gli equilibri africani, per interessi vergognosi, contrabbandati come un sostegno ad una ipotetica giovane democrazia.

Europa
Europa

Ed a proposito di democrazia, cosa pensate che sia percepibile al centro, quello scomparso, un tempo democristiano o nella vecchia sinistra come quella ancora rappresentata da combattenti e reduci di quelli che furono i veri socialisti , prima turatiani e poi nenniani, piuttosto che dagli eredi nostalgici di quel che fu movimento sociale di almirantiana memoria?

Macché, ce la smazziamo con il buon senso comune che ci porta a virare ed orientare con progressione geometrica il consenso ed il potere di governo verso chi, senza freni inibitori congeniti, fa uno più uno, due. E’ disarmante, ma è così, con tutte le conseguenze del caso.

Europa: in che paese viviamo?

Viviamo in un Paese in cui ormai fare il sindaco equivale a guidare la moto senza casco e se per caso i ladri ti entrano in casa, ti conviene essere gentile con bel “welcome” e con un enfatico “thanks!” a fine razzia. Dove le sentenze si rispettano e dove se prima ti sballano e poi ti stuprano in gruppo, i giudici devono comunque applicare le attenuanti ai tuoi carnefici.

Un Paese in cui i beni confiscati alla criminalità vengono lasciati abbandonati alle mercé degli sciacalli, salvo assegnarli alla collettività una volta distrutti . Un Paese vocato al masochismo, afflitto alternativamente da incendi e alluvioni, dissesti e disastri idrogeologici annunciati, per pura insipienza e indifferenza al concetto di programmazione e prevenzione.

Dove i vulcani sono una grazia di dio ed i terremoti una manna dal cielo, con cui si convive e da cui non ci si difende con cautela, ma ci si offre confidando nella buona sorte e nella clemenza appunto degli dei.

Un Paese in cui la compagnia di bandiera aerea e le ferrovie dello Stato rischiano il declassamento per ragioni di economia, come la Guardia Forestale e di Finanza, perché ce lo chiede l’Europa, fregandocene delle conseguenze sul nostro complicato sistema territoriale e sociale.

Paese in cui si sopprimono le unità ospedaliere ed i medici si riposano nel weekend, mentre patologie e pazienti li attendono pazientemente, rassegnati e comunque onerosi, a rischio nei nosocomi. Un Paese in cui la burocrazia esasperata ed esasperante rallenta e blocca, ruba la vita a chi tenta di operare e intraprendere, salvo le sentenze non sempre a proposito dei TAR.

Europa
Europa

Paese che pensa ai privilegi degli altri

Un Paese in cui tutti parlano dei privilegi degli altri, senza goderne di propri, in cui la giustizia è bradipesca,  ma può anche essere un fulmine di guerra ed assolutamente a tempo, dipendente come indipendente da ogni cosa, da notizie come da intuizioni e teorie, categoria intangibile nella lotta contro i privilegi e parametro per lo stesso appannaggio riservato al Presidente della Repubblica.

Un Paese in cui il Presidente della Repubblica viene rispettato come figura garante, ma non è espressione diretta della volontà popolare, ma è piuttosto frutto del compromesso tra le parti politiche, che spesso non sopravvivono alla sua elezione.

Paese in cui i burosauri, i califfi, i manager pubblici sono difficilmente in sintonia con i governi, che si avvicendano, creando dilaceranti disarmonie e complicanze demenziali per il sistema delle funzioni, come capita ai livelli regionali e territoriali tra gli amministratori eletti e i dirigenti, senza il cui consenso e firma nulla è possibile e da cui i tempi biblici per il funzionamento della pubblica amministrazione.

Un Paese in cui l’azienda di Stato delle radiotelecomunicazioni è sottoposta a vigilanza parlamentare, ma è da sempre libera di cooptare una quantità mostruosa di raccomandati non necessariamente del massimo livello professionale, salvo avvalersi del canone obbligatorio, fornire programmi originali e in diretta soltanto per una parte dell’anno ed avvalersi di produzioni esterne, piuttosto che di precari e format acquistati sul mercato internazionale, salvo imbonire i cittadini italiani con quiz, ciarpame vario e pubblicità proprio nelle ore di maggiore fruizione.

Un Paese, in cui qualcuno ancora crede alla befana e spera che, dopo le visite di Minniti , come di Salvini, la Libia torni ad essere quella unificata “manu militari” e con i coloni, nella prima metà del secolo scorso , da Giolitti a Mussolini e dai governatori Amelio e Balbo, passando per il pugno di ferro di Graziani…

Europa: un Paese meta di trasmigrazioni nel Mediterraneo

Un Paese che è da sempre destinazione predestinata dei traffici , delle scorrerie e delle trasmigrazioni per via della sua posizione geografica nel Mediterraneo. Ora imbrigliato nella trappola insidiosa, ipocrita e leguleia che è divenuta l’Europa dell’Euro e degli egoismi, quelli nazionali che non hanno riguardi, né fanno sconti, ma giocano permanentemente la partita delle prevaricazioni, come quella che, condotta con barbaro cinismo da Sarkozy, nel 2011, ha portato la Francia ad essere la principale responsabile della catastrofe umanitaria, politica ed economica, che siamo oggi costretti a subire.

LibiaIl Paese che sprofonda tra buche e pattume, che si asfissia, si ammala e imbruttisce per i siti tossici ed i fuochi, per l’amianto che lo infarcisce ogni dove e per la vegetazione inselvatichita. Un Paese che vive di promesse ed elargizioni miserevoli, dove la meritocrazia viene mortificata.

Dove le disabilità e l’assistenza agli anziani costituiscono l’incompresa emergenza di una società che invecchia senza appello . Un Paese che considera da settant’anni l’attività motoria nella scuola primaria un problema di bilancio e non una priorità educativa e di prevenzione salute.

In venticinque anni, dal 1993, per ripulire mani e coscienze, per trasformare la lira in euro, ha svuotato progressivamente le tasche dei cittadini, sostituendo lavoro, welfare, stipendi, pensioni e risparmi, con disoccupazione, precariato, abbandono e povertà. Un Paese le cui tasche sono ormai vuote e pur piene, ma di delusioni e amarezza, di rabbia e voglia di cambiamento.

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.  

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

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Benvenuti all’inferno. La metro di Roma

Metro
Metro

Per oggi, eccovi un piccolo flash back dell’inferno. Sì, quando si aspetta la Metro a Roma vuol dire che si è arrivati al binario, superando ogni sorta di possibile rischio o vessazione, dai venditori abusivi, ai borseggiatori, dai cantastorie, ai tornelli guasti, dalle scale mobili non funzionanti, ai WC chiusi, dal pattume ovunque, ai sedili per l’attesa sporchi, dai cestini per i rifiuti rigurgitanti, ai graffiti coprenti le indicazioni…

Roma o infernoInferno? il silente degrado del sottosuolo

Ma poi il dubbio: arriverà la Metro più nuova, sempre lercia, ma più confortevole e sicura, o quella vecchia, stravecchia con vagoni separati, lurida e totalmente a rischio? A Roma dicono: “A chi tocca non se ingrugna!” E così, due anni fa,  ad una signora bielorussa era andata male, molto male, con il conduttore che  pranzava alla guida del mezzo, niente altro che nello stile complessivo dell’intrapresa.

Inferno

Ci voleva un bel coraggio ad incaricare qualcuno dell’Azienda per fare indagini e prendere provvedimenti. Quell’evento  non era altro che la tessera di un mosaico dell’orrore, del degrado annunciato da anni ed  assolutamente fuori controllo, come il resto dei servizi pubblici della Capitale, le strade, i giardini, i parchi, gli immobili.

La metro di Roma, un girone dell’inferno

Inferno

Alla fine, i migranti clandestini, economici e fuggiti dalle guerre faranno ricorso al Tribunale dei Diritti dell’Uomo e chiederanno i danni a noi per essere stati truffati, per essere stati scaraventati – a pagamento e loro malgrado –  in un girone infernale peggiore di quello da cui provenivano.

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.  

La presenza di amianto nella metropolitana

Nelle metropolitane di Roma si riscontra la presenza di un’alta componente di materiali di amianto. La sua capacità cancerogena è confermata dalla monografia IARC. Ciò si evidenzia in corso della causa riguardante la morte del sig. Vincenzo Cecchini, dovuta al tumore del polmone. Il sig. Cecchini, deceduto in data 22.07.2011, è stato esposto a polvere e fibre di amianto, per tutto il periodo di servizio, cioè dal 1981 al 2011.

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni hanno ottenuto il riconoscimento INAIL di malattia professionale. E adesso l’Avv. Ezio Bonanni ha messo in mora la metropolitana di Roma. Il Tribunale di Roma ha condannato la metropolitana di Roma al risarcimento del danno, sia per il danno iure hereditario che per quello iure proprio.

Sia le carrozze sia i mezzi di trazione, le stesse gallerie, le scale mobili avevano componenti in amianto. Perciò tutti i dipendenti della metropolitana di Roma e dell’ATAC hanno subito esposizioni ad amianto superiori alle 100 ff/ll. Sussiste quindi il diritto ai benefici contributivi e al prepensionamento.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione, con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

Infine l’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale.

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Non ci sto!

Io non ci sto
Io non ci sto

Non ci stoEra il 1996 e al Festival di Sanremo Syria cantava quel “Non ci sto!” che aveva un forte valore simbolico, vista la catastrofica situazione generata dalle vicende di tangentopoli.

Una musica che gia conosciamo

Adesso, l’aria che tira sembra la stessa, anzi il venticello da Barbiere che spira, come quella di Siviglia, una musica che già conosciamo, quella che porta al brontolio delle percussioni, al deflagrare della tempesta, giusto per far danno, come è capitato giorni fa con il “bolgiastico” bombardamento di ghiaccio a Pescara.

Insomma, questa storia del finanziamento dei partiti e della Russia, un tempo fulcro dell’Unione Sovietica, contestualmente ad aiuti ed influenze amerikane va avanti da quasi ottant’anni ed ancora ci avvelena la vita, come capita con vecchi “patti” divenuti ridicoli, ma pur sempre dannosi, capaci di scatenare sanzioni commerciali con effetti economici tutt’altro che insignificanti, soprattutto per chi vive di libero scambio tra materie prime che non ha e capacità di trasformazione in cui eccelle.

Insomma, con le piaghe ancora aperte, anzi mai curate e suppuranti degli anni novanta, con il sistema pubblico-privato dimezzato ed il brand italico in svendita finanche per le figurine da collezione, adesso rischiamo di arrivare per forza di cose alla ennesima fine anticipata della legislatura, mandando in malora quel che siamo stati in grado di avviare sotto la minaccia costante delle agenzie di rating, quelle che lo spread te lo alzano con arte, sino ai limiti del ragionevole, nel senso che se ragioni ti pieghi.

Allora? E allora, se si tratta di sfiga, non c’è rimedio, oppure se si tratta di partito preso o partita aperta, bisogna farsene una ragione e cambiare atteggiamento, piuttosto che le stesse regole del gioco. Sovvertiamo l’ordine dei fattori, sapendo che tanto il risultato non cambia, ma almeno ci divertiamo, come nell’antico ballo della quadriglia.

Io non ci sto

Dignità a rischio

Scambiamoci i ruoli, anzi diamo una bella mischiata ai numeri nel bussolotto, come qualcuno propone, per rendere competitivo e realmente alternativo il proprio Partito, stressato da una insopportabile astinenza da Palazzo Chigi.

Insomma, non ci è bastata la lezione che va avanti dagli anni settanta, dall’assassinio di Moro e dalla inesorabile scientifica liquidazione di tutti i movimenti storici del Paese, che ci ha progressivamente declassato a colonia.

Adesso, quel “Non ci sto!” ognuno di noi se lo deve mettere in testa, pena la perdita di quel che rimane dell’antica dignità, indipendentemente dalla opinione politica, dall’orientamento culturale, religioso, sessuale, piuttosto che dal censo o dalla salute.

Adesso, dovremmo chiedere conto del loro agire ai piromani, non soltanto a quelli che hanno appiccato gli ultimi incendi in Sicilia, Puglia e Sardegna, a chi lascia in libertà gli stalker ed i driver “impippati”, a chi tifa contro e spera che buche, mondezza e disperati aumentino, a chi piange sul latte dopo averlo versato, lasciando in libera uscita olimpiadi, saloni con auto e libri e a chi infila anche il gomito nelle presunte colpe altrui, confidando nell’oblio per le proprie.

Io non ci sto

Se la imbarazzante “severiniana” retrottavità ad personam fosse estesa agli ultimi cinquant’anni della nostra storia, troppi sopravvissuti dovrebbero cambiare mestiere e le rogatorie internazionali non si riuscirebbero a contare.

Il valore della prevenzione come scelta

Ma tant’è e per consolarci pensiamo a colui che ha già pubblicamente pronunciato quell’invocato, fondamentale, imperativo “Non Ci sto!”, a Sinisa Mihajlovic, che ha dichiarato pubblicamente il suo stato di salute e con la schiena dritta di voler affrontare un male perfido come la leucemia.

Il suo messaggio è straordinariamente importante per coloro che soffrono ma lottano, sapendo cosa hanno di fronte: questo la dice lunga sul valore della prevenzione come scelta, ancor più importante della cura. 

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”. 

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

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