Benvenuti all’inferno

InfernoPer oggi, eccovi un piccolo flash back. Sì, quando si aspetta la Metro a Roma vuol dire che si è arrivati al binario, superando ogni sorta di possibile rischio o vessazione, dai venditori abusivi, ai borseggiatori, dai cantastorie, ai tornelli guasti, dalle scale mobili non funzionanti, ai WC chiusi, dal pattume ovunque, ai sedili per l’attesa sporchi, dai cestini per i rifiuti rigurgitanti, ai graffiti coprenti le indicazioni…

Roma o terzo mondo? il silente degrado del sottosuolo

Ma poi il dubbio: arriverà la Metro più nuova, sempre lercia, ma più confortevole e sicura, o quella vecchia, stravecchia con vagoni separati, lurida e totalmente a rischio? A Roma dicono: “A chi tocca non se ingrugna!” E così, due anni fa,  ad una signora bielorussa era andata male, molto male, con il conduttore che  pranzava alla guida del mezzo, niente altro che nello stile complessivo dell’intrapresa.Inferno

Ci voleva un bel coraggio ad incaricare qualcuno dell’Azienda per fare indagini e prendere provvedimenti. Quell’evento  non era altro che la tessera di un mosaico dell’orrore, del degrado annunciato da anni ed  assolutamente fuori controllo, come il resto dei servizi pubblici della Capitale, le strade, i giardini, i parchi, gli immobili.

Un girone infernale

Inferno

Alla fine, i migranti clandestini, economici e fuggiti dalle guerre faranno ricorso al Tribunale dei Diritti dell’Uomo e chiederanno i danni a noi per essere stati truffati, per essere stati scaraventati – a pagamento e loro malgrado –  in un girone infernale peggiore di quello da cui provenivano.

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.  

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