Il Governo ha annunciato la riattivazione del Tavolo interistituzionale dedicato alla prevenzione, alla bonifica amianto e alla tutela della salute pubblica. L’annuncio è stato dato dalla viceministra all’Ambiente Vannia Gava nel corso dell’Asbestos International Forum, appuntamento dove è avvenuto il confronto tra istituzioni, tecnici ed esperti del settore.
La decisione punta a rafforzare il coordinamento tra Stato, Regioni ed enti locali, con l’obiettivo di superare frammentazioni e ritardi degli interventi sui territori contaminati.
Governance per l’emergenza amianto
Il Tavolo interistituzionale sarà incardinato presso il ministero dell’Ambiente, che ne assumerà la guida con l’obiettivo di rendere più efficace la gestione complessiva del problema asbesto. Al centro dell’azione ci saranno la pianificazione delle bonifiche, la definizione delle priorità di intervento e il coordinamento delle risorse disponibili.
Da anni del resto si aspettano risposte concrete a comunità che da anni convivono con i rischi sanitari e ambientali legati alla presenza di amianto, spesso in siti industriali dismessi o in aree urbane densamente abitate.
L’obiettivo è rendere il Tavolo uno strumento operativo stabile, in grado di coordinare interventi, monitorare i risultati e garantire una reale tutela della salute pubblica.
Il caso Broni e le richieste dei territori
Tra i temi affrontati durante l’incontro ha avuto particolare rilievo la situazione di Broni, uno dei simboli nazionali dell’emergenza amianto. Il sindaco Antonio Riviezzi ha ribadito l’impegno dell’amministrazione comunale nel percorso di risanamento ambientale.
La richiesta punta a garantire interventi più efficaci e una maggiore attenzione sanitaria per le popolazioni coinvolte, rafforzando il principio di prevenzione come pilastro delle politiche ambientali.
ll commento dell’Avv. Ezio Bonanni, presidente di ONA
L’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ha accolto positivamente la notizia, ma ha specificato: “è urgente la messa in sicurezza di tutti i siti contaminati in tutto il resto d’Italia. Lo studio del Dr. Pasquale Montilla per il SIN di Crotone, oltre che per i militari italiani impiegati nelle missioni dei Balcani, ha dimostrato che l’incidenza di patologie asbesto correlate e tumorali è in continuo aumento.”
Missioni militari all’estero: ONA chiede sorveglianza sanitaria rafforzata
Le missioni internazionali che hanno visto impegnate le Forze Armate italiane nei Balcani, in Libano, nel Golfo e in altri teatri operativi hanno coinvolto migliaia di militari e dipendenti civili. Secondo l’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, tali attività hanno comportato esposizioni a fattori di rischio che rendono necessaria una sorveglianza sanitaria strutturata e continuativa.
L’associazione sottolinea l’importanza di garantire cure adeguate e, nei casi di patologie potenzialmente connesse al servizio, di prevedere accertamenti post-mortem per chiarire le cause dei decessi e tutelare i diritti delle famiglie.
Il dott. Pasquale Montilla, referente scientifico dell’ONA, evidenzia che le conoscenze maturate nelle missioni militari hanno consentito di sviluppare strumenti di prevenzione utili anche in ambito civile. Un esempio è lo studio sul SIN di Crotone, nato dall’analisi delle contaminazioni ambientali e orientato alla tutela della salute pubblica, in collaborazione con il sistema sanitario nazionale.



