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venerdì, Ottobre 16, 2026

Amianto e Marina Militare: risarcimento di oltre 138 mila euro a figlio di ex militare

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Mesotelioma pleurico, malattia amianto correlata e servizio militare: il Tribunale di Lecce riconosce il diritto al risarcimento per la perdita del padre. La vicenda riguarda l’esposizione  durante il servizio su una nave della Marina Militare con base a Taranto.

“L’esposizione professionale all’amianto può avere conseguenze sulla salute anche molti anni dopo la fine dell’attività lavorativa.” Afferma l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto commentanto la vicenda giudiziaria per la quale è il legale, che riguarda un ex militare della Marina, deceduto nel 2016.

Dettagli della sentenza definitiva

Secondo ONA, il Tribunale di Lecce avrebbe condannato il Ministero della Difesa a versare 138.801 euro, oltre agli interessi, al figlio dell’uomo. La decisione, secondo quanto riferito dall’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), è passata in giudicato.

Amianto a bordo delle navi militari: la storia dell’ex marinaio

L’uomo aveva prestato servizio nella base militare di Taranto ed era stato imbarcato sulla nave.

Durante la carriera aveva svolto mansioni di fuochista e motorista navale. Si trattava di attività effettuate in ambienti nei quali sarebbero stati presenti materiali contenenti amianto.

Risarcimento per mesotelioma: perché è stata riconosciuta la responsabilità della Difesa

La tutela dei lavoratori esposti a sostanze pericolose richiede misure preventive adeguate e informazioni sui rischi connessi alle mansioni svolte.

Questi aspetti assumono particolare importanza nelle attività svolte in ambienti tecnici, come quelli presenti sulle navi militari.

Il risarcimento riconosciuto in questo procedimento riguarda il danno subito dal figlio per la perdita del padre. Non si tratta, quindi, di un importo attribuito direttamente al militare deceduto, ma di un ristoro riconosciuto al familiare.

 I diritti dei familiari delle vittime dell’amianto

“La morte di una persona a causa di una patologia correlata all’esposizione professionale può avere conseguenze profonde anche sui familiari. Per questo motivo, le controversie in materia di amianto possono riguardare non soltanto i diritti della persona malata, ma anche le richieste risarcitorie dei congiunti.” Continua Bonanni.

Secondo le informazioni diffuse dall’ONA, restano inoltre aperti ulteriori procedimenti promossi dalla famiglia per ottenere il riconoscimento dei diritti degli altri congiunti.

Ogni posizione deve essere valutata sulla base delle circostanze specifiche e degli elementi esaminati nei rispettivi procedimenti giudiziari.

Ezio Bonanni: «Anche i militari esposti all’amianto devono essere tutelati»

Bonanni sottolinea che il dibattito sull’amianto a Taranto si concentra spesso sulle attività industriali, mentre meriterebbe attenzione anche la situazione del personale della Marina Militare.

Secondo il legale, diversi militari avrebbero lavorato per anni in ambienti nei quali erano presenti materiali contenenti amianto, in condizioni che, a suo avviso, non garantivano una protezione adeguata dai rischi per la salute.

Il presidente dell’ONA chiede quindi un impegno solido per tutelare le persone colpite dalle patologie correlate all’amianto e i loro familiari.

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