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mercoledì, Ottobre 7, 2026

Ex Ilva, Cassazione: dispersione amianto presunta

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Ex Ilva di Taranto, al centro del giudizio della Cassazione anche la questione dell’amianto. Nel parere depositato in vista dell’udienza del 20 ottobre, la Procura Generale della Corte di Cassazione sostiene che la Corte d’appello non avrebbe dimostrato l’effettiva dispersione di fibre di amianto dai cowper verso l’esterno dello stabilimento.

Il documento, che ha natura non vincolante, interviene sul ricorso relativo alla situazione dell’ex Ilva e prende posizione anche sull’interpretazione della sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 2024.

Amianto, il nodo delle emissioni dai cowper

Secondo la Procura Generale, la Corte d’appello avrebbe individuato un rischio legato alla presenza dell’amianto senza però accertare concretamente che, durante il processo produttivo, le fibre possano fuoriuscire dai cowper e raggiungere l’ambiente esterno.

La valutazione del rischio, sostiene quindi il PG, sarebbe stata ricavata in termini dalla pericolosità della sostanza, senza una specifica dimostrazione dell’emissione nell’ambiente.

Aia 2025, nessun obbligo di rimozione totale

Un altro passaggio del parere riguarda l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) del 2025.

Per la Procura Generale, il fatto che l’autorizzazione non preveda la rimozione integrale dei materiali contenenti amianto non costituirebbe, di per sé, una violazione della normativa europea né della pronuncia della Corte di giustizia del 2024.

Il PG ricorda inoltre che la gestione dei materiali confinati all’interno delle strutture industriali rimane regolata dalla specifica disciplina di settore.

Il parere affronta infine il ricorso al principio di precauzione

Il principio di precauzione è una regola di condotta che permette di adottare misure di tutela per la salute o per l’ambiente anche quando non c’è una certezza assoluta sul rischio.

Per il PG della Cassazione, tale principio non sarebbe sufficiente nel caso specifico in assenza di una preventiva valutazione scientifica. 

Il parere Ispra e il decreto ministeriale

La Procura Generale prende posizione anche sulle valutazioni espresse dalla Corte d’appello nei confronti del decreto e del precedente parere Ispra.

Secondo il PG, le critiche formulate dalla Corte d’appello — relative alla presunta incongruenza delle disposizioni e alla motivazione del rapporto Ispra — non individuerebbero un vero vizio di legittimità degli atti amministrativi.

Si tratterebbe, nella lettura della Procura Generale, piuttosto di una valutazione sull’adeguatezza dell’istruttoria tecnica e sulle scelte discrezionali compiute dall’amministrazione.

L’udienza in Cassazione il 20 ottobre

Il parere della Procura Generale non è vincolante per la Corte di Cassazione. La decisione spetterà dunque ai giudici della Suprema Corte, chiamati a esaminare la vicenda nell’udienza fissata per il 20 ottobre.

La questione dell’amianto rappresenta uno degli aspetti centrali del contenzioso sull’ex Ilva di Taranto, insieme ai temi della sicurezza ambientale, della valutazione del rischio e degli obblighi derivanti dalla normativa europea.

Il commento dell’Avv. Ezio Bonanni

L‘Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), sostiene con estrema fermezza che “la tutela della salute e della vita umana deve rimanere assolutamente prioritaria rispetto a qualsiasi interesse economico o produttivo. Non è possibile che in presenza di amianto si discuta ancora sul potenziale rischio.”

Attendiamo i successivi sviluppi.

 

 

 

 

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