Prosegue il percorso di recupero dell’ex ospedale Grande degli Infermi di Viterbo, il progetto prevede anche la bonifica di alcuni materiali contenenti amianto. La Regione Lazio ha finanziato il primo lotto operativo dell’intervento, destinando oltre 3,2 milioni di euro ai lavori che interesseranno i blocchi A e C dello storico complesso.
I lavori previsti nel primo lotto
L’intervento rappresenta una fase fondamentale del progetto di riqualificazione dell’edificio e comprende una serie di attività preliminari necessarie per preparare il futuro recupero strutturale.
Il blocco A è situato lungo via San Clemente, in prossimità degli ascensori di Valle Faul, mentre il blocco C si estende lungo via Sant’Antonio fino a Palazzo Farnese. In questa fase resta escluso il blocco B, che si affaccia su piazza San Lorenzo e sull’omonima via.
Tra gli interventi programmati figurano demolizioni interne selettive, eseguite senza compromettere le strutture portanti dell’edificio. Contestualmente saranno installate opere provvisionali per garantire la sicurezza delle parti da preservare durante tutte le operazioni di cantiere.
Bonifica dell’amianto e gestione dei rifiuti
Nel disegno anche la bonifica dei materiali contenenti asbesto, insieme alla rimozione, al trasporto e allo smaltimento dei rifiuti derivanti sia dalle demolizioni sia dalle attività di risanamento.
Si tratta di una fase indispensabile per rendere gli immobili idonei ai successivi lavori di recupero e adeguamento.
Rilievi con droni e laser scanner
Per ottenere una documentazione dettagliata degli edifici saranno impiegate tecnologie di rilievo avanzate. Laser scanner e droni consentiranno di acquisire dati precisi sulle facciate, sugli spazi interni e sulla geometria dei fabbricati.
Le informazioni raccolte serviranno alla realizzazione di un modello digitale tridimensionale, utile sia per la progettazione degli interventi futuri sia per le verifiche legate alla sicurezza sismica.
Indagini strutturali per il consolidamento
Il lotto prevede inoltre una campagna di indagini tecniche che riguarderà strutture, fondazioni, terreno e materiali costruttivi.
Gli accertamenti forniranno gli elementi necessari per definire i successivi interventi di consolidamento e miglioramento sismico dell’intero complesso.
Il commento di Ezio Bonanni
Secondo l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), la rimozione dell’amianto rappresenta una fase imprescindibile in qualsiasi progetto di recupero edilizio, soprattutto quando si interviene su immobili storici destinati a essere nuovamente utilizzati dalla collettività. Ha inoltre evidenziato l’importanza di bonifiche eseguite secondo procedure rigorose, accompagnate da monitoraggi ambientali e da un corretto smaltimento dei materiali rimossi.
Fonte: Tuscia Web



