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giovedì, Aprile 30, 2026

Cultura della prevenzione: il contesto delle patologie amianto correlate

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Prevenzione sull’esposizione ad amianto e conseguenze da esposizione sulla salute dei lavoratori

Affrontiamo, all’interno del drammatico contesto delle morti da amianto, il tema della prevenzione mirato ad una comprensione del fenomeno approfondita.

Infatti, l’importanza di maturare una consapevolezza allargata verso una conoscenza del fenomeno amianto è necessariamente opportuna.

L’ultimo ventennio, è stato la dimostrazione di un’evoluzione nel trattamento della materia.

Ma ciò non basta, di fronte alle conseguenze generate da un periodo precedente di uso massiccio dell’amianto, in plurimi contesti e non solo lavorativi.

La sfida odierna, nel contenimento dei danni alla salute provocati dall’amianto è ardua.

Non si combatte soltanto per la rimozione e il contenimento della sostanza nelle strutture di vecchia costruzione.

Ma, si sta cercando di trovare una soluzione definitiva per rendere un sistema di eliminazione e bonifica integrale su tutto il territorio italiano.

Cercando al pari di altri stati in Europa, di consentire uno smaltimento sistematico, supportato ed incardinato in siti e discariche specializzate.

Attualmente, la situazione in questa direzione è precaria.

Quindi, si conosce il problema ma non fino in fondo.

L’emergenza e l’emersione di problematiche relative alla rimozione, si riscontra durante i lavori di bonifica. E ne sono le stesse testimonianze relative alle incombenti criticità.

Sommato a tale condizione, si associa la perdurante richiesta di fondi, in continuo aumento per poter rendere un servizio efficiente nell’esecuzione di una bonifica integrale.

Considerati tali aspetti fondamentali e basilari per parlare di prevenzione, passiamo ora agli aspetti più scientifici e legati alla ricerca medica: sulle patologie insorte dall’esposizione ad amianto negli ultimi anni.

I danni alla persona e la salute, sono davvero evidenti.

Tutto ciò merita, sotto la lente di un esperto in medicina del settore una maggiore comprensione. L’informazione, sicuramente, oggi rappresenta un volano per la creazione ed alimentazione di una cultura per la prevenzione, al rispetto dell’ambiente e la salute.

Innanzitutto, conoscere il mondo circostante, non può che favorire l’incontro della persona stessa nel suo habitat “primordiale”.

Imparando a distinguere e scegliere per sé stesso, capire le basi di ogni potenziale fattore di pericolo per la propria salute e dei propri cari accanto.

Partendo nella consapevolezza di regole basilari e fondamentali “di vita”, si può animare l’inserimento della persona in una dimensione reale del contesto.

Dove la salute, può essere sempre posta al primo posto.

Quindi, non potranno essere ignorati, trattati in un secondo momento oppure con estrema superficialità degli argomenti incidenti sulla vita delle persone.

Attraverso l’analisi esperta del Dott. Cianciosi, specializzato in medicina legale e medico competente in medicina del lavoro, ne scopriamo in profondità; i contesti, i fattori e le reali conseguenze del fenomeno amianto.

Photo da Pixabay gratuita
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Uno sguardo medico sulla pericolosità dell’amianto

Le principali cause delle patologie correlate all’esposizione ad amianto, i contesti nella evoluzione storica e sociale.

Il Dott. Cianciosi:

Dal punto di vista tecnico, l’esposizione all’amianto espone l’individuo ad una molteplicità di malattie.

Le più esposte sono legate all’apparato respiratorio: il mesotelioma, la patologia asbesto correlata, appunto, è l’unica forma a provare tale patologia da inalazione delle fibre di amianto da lunga esposizione.

Dipende dalla quantità di fibre inalate, anche 1 sola fibra può provocare danni irreversibili.

Più elevata è l’esposizione più aumenta l’insorgenza delle patologie correlate.

Esplicativo gli attentati alle Torri Gemelle a New York City dell’11 settembre 2001. Le costruzioni cedute a seguito dell’attacco ed esplosione erano piene di amianto, essendo state costruite negli anni settanta. Periodo in cui l’amianto era utilizzato massivamente, sia per ridurre le variazioni termiche che posto per ridurre l’esposizione ai rumori nelle coibentazioni da una stanza all’altra.

Durante l’attentato ci sono state quantità mostruose nella polvere diffusa dall’esplosione.

La catastrofica esposizione, colpì specialmente i vigili del fuoco e soltanto a distanza di tre mesi dall’evento,  hanno contratto il mesotelioma.

Però, l’esposizione provoca danni anche ultradecennali.

Vorrei ricordare, come circa sei mesi fa, in qualità di Presidente Commissione Medici Civili, ho ascoltato una persona affetta da mesotelioma di settanta anni. L’uomo, non riusciva a riconoscere nella sua vita professionale momenti di esposizione ad amianto.

Ma indagando ho chiesto se aveva fatto il militare. Allora, sono arrivato alla conclusione seppure a distanza di cinquanta anni, in effetti, quella singolare esperienza poteva aver provocato dopo molti anni la patologia.

Il problema, dunque, non è stato nel tempo solo italiano ma ha coinvolto tutto il mondo. Alcune zone sono state più afflitte da altre sia per impianti e uso materiali come il cemento. Ricordiamo anche la diffusione secondaria delle patologie ai congiunti dei lavoratori esposti ad amianto.

Dal punto di vista clinico c’è una situazione emergenziale.

Se negli ultimi cinque anni il numero è aumentato, superando quello delle morti della strada.

Pensiamo al solo freno a disco per le auto usato ai dini  dell’insonorizzazione, composto da amianto. Verificai un primo caso sulla conseguenza dell’uso di un mezzo con tale strumentazione- a paziente affetto da mesotelioma.

 

Le zone di guerra e le strumentazioni utilizzate

 Dott. Cianciosi:

“La marina, ha avuto esposizione più elevata rispetto agi altri contesti.

Nei siti bellici dove hanno lavorato i militari americani, abbiamo riscontrato un alto tasso di amianto.

Nelle navi che abbiamo comprato dopo la guerra dagli americani era presente l’amianto.

 Gli impianti motore, isolamenti cabine, isolamenti ambiente motoristico e anche della cucina, cuccette abitabili, era ovunque.

Rilevante la mancanza dell’uso dei DPI – per cui i ragazzi lavoravano allo sbaraglio.

La prima legge del 1944 parlava di pericolosità di amianto, ma non fu presa in considerazione fattivamente.

Alla fine dell’800 c’era un decreto regio che chiedeva di non esporre bambini e donne in gravidanza all’amianto.

Abbiamo individuato anche un fucile a canna smontata e rimontata (mitragliatore) per elevato utilizzo di proiettili, andava ad incandescenza e si usava un panno ricco di amianto.

Quindi presente oltre che sui campi di guerra anche sui carri armati, impianti di spostamento e altro”.

 

Tra prevenzione, rischi potenziali e reali per esposizione ad amianto

Dott. Cianciosi:

L’assenza di una conoscenza e l’evoluzione della ricerca scientifica, dimostra un avanzamento nella ricerca ma siamo in alcuni casi soltanto nelle fasi iniziali. Anche in campo medico, la comprensione del fenomeno e soprattutto delle possibilità di cura non sono arrivate ad una soluzione e definitiva.

La gravità delle patologie correlate all’amianto, l’aggressività e in molti casi la velocità stessa della patologia di evolvere e consumare la vita della persona, porta a delle drammatiche conseguenze, in cui non si riesce ad intervenire con una cura purtroppo efficace.

Nonostante, si debba distinguere caso per caso, sicuramente siamo di fonte a patologie accomunate dalla gravità di manifestazione dei sintomi, e la velocità di evoluzione del decorso clinico, nonostante la manifestazione delle patologie sia silente e si mostri anche dopo moltissimi anni“.

Dott. Cianciosi:

“I rischi sono molti e chiaramente legati all’insorgenza dei tumori dell’apparato respiratorio.

Accanto al  mesotelioma, si possono accostare, principalmente: il carcinoma polmonare, l’apparato laringeo e faringeo e raramente i tumori a livello del sistema immunitario, le leucemie ed i  linfomi.

Ampiamente sottovalutato, come l’amianto provochi malattie degenerative, dal punto di vista delle fibrosi polmonari.

L’Asbestosi, infatti, è l’unica patologia polmonare correlata all’esposizione all’amianto, di cui se ne conosce l’origine: consiste nella connettivizzazione della parete polmonare. Infatti, il tessuto polmonare perde la sua specificità e diventa connettivo con un’alterazione conseguente irreversibile.

La patologia, si presenta con difficoltà terapeutiche. Sicuramente, mostra un quadro non drammatico in evoluzione come i tumori ma è in ogni caso degenerativa.

Si tratta di una patologia non trattabile ed ora in fase sperimentale ed iniziale in centri di ricerca specializzati.

Inoltre, non dobbiamo anche sottovalutare le stesse alterazioni, provocate a livello cardiologico e per altre funzioni organiche.

La medicina legata alla scoperta delle patologie correlate all’esposizione per l’amianto, risale agli anni’90.

E non si tratta solo di tumori. Per quanto riguarda le terapie e le cure, si provano le terapie immuno-terapiche”.

 

La necessaria consapevolezza del fenomeno amianto per la salute

La gravità delle patologie (tumorali) rispetto ad altre forme insorte per cause differenti dall’esposizione ad amianto. E le prospettive di guarigione, cura e sopravvivenza.

Dott. Cianciosi:

Le forme tumorali nei casi correlati all’esposizione all’amianto sono molto aggressive e di difficile trattamento clinico. Dipende dal tumore come è stato preso e trattato. Il carcinoma tumorale, è forse quello più curabile, in cui terapie specifiche possono essere a volte se circoscritta portare alla stabilizzazione.

Le terapie e le cure, vanno analizzate per caso singolare e secondo caratteristiche. La maggior parte ha un andamento molto rapido.

La ricerca, si sta muovendo per trovare delle soluzioni. Sia per le neoplastiche tumorali e linfomi sono quelle manifestazioni più curabili.

Individuare i fattori di rischio, e vedere dove intervenire con tutti gli strumenti a disposizione”.

I fattori di inquinamento, la diffusione della sostanza oltre al contatto diretto. Le modalità di prevenzione e approccio al potenziale pericolo

Dott. Cianciosi:

“Nonostante, si possano considerare i fattori predisponenti fisiologici ed anche di natura genica che sicuramente possono influire sul rischio all’insorgenza patologia correlata alla inalazione delle fibre di amianto -i problemi reali sono altri per combattere all’origine il fenomeno.

Sicuramente, la medicina del lavora opera proprio per la prevenzione. Questo è l’obiettivo primario, la prevenzione per evitare l’insorgenza delle gravissime conseguenze e letali dell’inalazione ed esposizione all’amianto.

Quindi, serve soprattutto a far capire al datore e lavoratore dove è il pericolo e dove esistono eventuali opportunità per evitarlo. Prima di tutto sottolineare il non utilizzo dell’amianto a priori, come prassi consolidata.

Poi, in caso di rischi potenziali o concreti, occorre agire in prevenzione mediante un uso effettivo di ogni dispositivo di protezione.

Si tratta di far capire che esistono strumenti “salva vita”: dai sistemi di aspirazione alle mascherine specifiche per la protezione.

Spesso, c’è ignoranza e poca predisposizione alle misure stesse da adottare in prevenzione.

Altre volte, purtroppo, anche i sistemi di aspirazione non funzionano come dovrebbero. E questo non è un aspetto secondario e ignorabile sul piano della prevenzione. Nessun aspetto lo è.

Quindi, analizzata e dimostrata la scarsa probabilità di cura – dalla serie di patologie oncologiche correlate all’amianto e per la maggior parte legate all’apparato respiratorio – non si può che concludere invocando un monito rivolto non solo ai lavoratori e i datori di lavoro, coinvolti in prima linea nel fenomeno della pericolosità dell’amianto.

Ma l’appello è verso tutti, per una consapevolezza sul pericolo, sulla gravità e rischi prevedibili ed eliminabili legati all’amianto.

La possibilità di salvarsi risiede proprio nel prevenire.

Per cui l’adozione e l’adeguamento a quelle che sono le misure di sicurezza e prevenzione, l’uso dei dispositivi di prevenzione e l’efficientamento delle strutture e luoghi di lavoro non può che essere la reale ed attuale soluzione”.

Dott.re Arturo Cianciosi, specializzato in medicina legale e medico competente in medicina del lavoroBiografia Dott. Arturo Cianciosi

Il Dott. Arturo Cianciosi è un medico del lavoro legale,  specializzato in medicina legale prevenzione delle malattie legate all’amianto.

È anche un fondatore dell’Osservatorio Nazionale Amianto, impegnato nella lotta contro le malattie legate all’amianto.

 

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