Nuove vicende in provincia di Brescia, dove le autorità hanno disposto il sequestro di alcune aree nell’ambito di un’indagine legata alla presunta gestione non conforme di materiali contenenti amianto. L’operazione della Guardia di Finanza e dei Carabinieri del nucleo forestale, punta a fare luce su modalità di trattamento e smaltimento che potrebbero essere non in linea con la normativa ambientale.
Le verifiche delle autorità
I controlli hanno interessato più siti tra cantieri e terreni della zona. Gli inquirenti ipotizzano che parte dei materiali derivanti da attività di demolizione possa non essere stata trattata secondo le procedure previste per i rifiuti pericolosi.
Le contestazioni, attualmente al vaglio dell’autorità giudiziaria, riguardano in particolare la corretta classificazione e tracciabilità dei rifiuti. Oltre al rispetto delle norme sul trasporto e sul conferimento in impianti autorizzati.
È importante sottolineare che si tratta di ipotesi investigative ancora in fase di accertamento.
Amianto: perché la gestione è regolata in modo rigoroso
“L’amianto è un materiale vietato da anni in Italia, ma ancora presente in numerosi edifici costruiti prima degli anni ’90. Quando viene rimosso, deve essere trattato con procedure specifiche per evitare la dispersione di fibre nell’ambiente. La corretta bonifica e lo smaltimento sicuro dei materiali contenenti amianto rappresentano una priorità per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente.” – ha commentato la notizia l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.
Infatti la potenziale inspirazione di fibre può causare gravi malattie, tra cui asbestosi, mesotelioma e altre forme tumorali. Per questo motivo, il suo smaltimento e trattamento sono regolamentati da normative ambientali rigorose, che prevedono autorizzazioni specifiche, tracciabilità e adeguate precauzioni tecniche
La normativa italiana prevede piani di lavoro autorizzati, personale specializzato, smaltimento in discariche idonee,monitoraggi ambientali.
Il mancato rispetto di queste regole può comportare rischi sanitari e ambientali, oltre a responsabilità di natura penale e amministrativa.
Accertamenti tecnici e possibili sviluppi
Le autorità hanno affidato a Arpa Lombardia il compito di analizzare i campioni di rifiuti sequestrati per comprendere l’effettivo grado di contaminazione e i potenziali impatti su suolo, aria e falde acquifere.
Al momento, sono in corso ulteriori accertamenti per chiarire responsabilità e dinamiche, mentre le risultanze delle analisi serviranno anche a definire eventuali interventi di bonifica e difesa ambientale.
Solo al termine delle verifiche sarà possibile definire con precisione eventuali responsabilità.
Secondo le prime stime, il vantaggio economico ottenuto attraverso lo smaltimento irregolare del materiale potrebbe essere ammontato a circa 250.000 euro, derivante dal mancato rispetto dei costi di smaltimento previsti per rifiuti pericolosi.
Nel frattempo, le aree coinvolte restano sotto vincolo. Un fatto che accende l’attenzione sulla necessità di controlli costanti nella gestione dei rifiuti speciali, soprattutto in territori con una forte presenza industriale come il Bresciano.
Fonti: Radio Lombardia, Ansa, Rai News, Il Dolomiti



