A più di un anno dai devastanti incendi di Eaton e Palisades a Los Angeles, alcune abitazioni nelle zone colpite mostrerebbero ancora livelli di piombo e amianto, nonostante le bonifiche effettuate. A dichiararlo è la rivista internazionale The Guardian. La situazione evidenzia la necessità di standard più rigorosi per i test post-incendio e di certificazioni ufficiali che garantiscano la sicurezza degli edifici prima del rientro dei residenti.
Monitoraggio e risultati dei test post-incendio
I residenti di Altadena e Pasadena hanno iniziato a testare le loro abitazioni con analisi indipendenti e secondo quanto dichiara l’articolo su 45 case testate per il piombo, 43 presenterebbe livelli di contaminazione. Il piombo non ha un livello di esposizione sicuro ed è associato a problemi di sviluppo nei bambini, riduzione del QI e complicazioni permanenti.
Inoltre ci sarebbe un enorme variabilità negli approcci e nelle pratiche di test, e questo ha lascerebbe i residenti in balia alle criticità.
Presenza di amianto
Oltre al piombo, 9 delle 25 abitazioni testate conterrebbero amianto, materiale che sappiamo noto per la sua cancerogenicità e presente frequentemente in edifici più vecchi.
Ruolo delle autorità e delle agenzie
Il US Army Corps of Engineers ha completato la rimozione dei rifiuti pericolosi circa sette mesi dopo gli incendi. La FEMA, inizialmente ha recentemente approvato analisi sul piombo in 100 abitazioni dell’area di Eaton.
Progetti di ricerca e monitoraggio ambientale
Secondo Guardian, il professor John e il team del progetto CLEAN (Contaminant Level Evaluation and Analysis for Neighborhoods) hanno avviato un programma di raccolta e analisi di cenere, fuliggine e campioni di suolo dalle abitazioni, parchi e scuole circostanti.
Risultati preliminari
Le concentrazioni di piombo risulterebbero, secondo la fonte, più elevate a Pasadena e Altadena rispetto a Palisades. Sarebbero stati analizzati anche altri contaminanti come arsenico, cadmio, cromo, cobalto, selenio e zinco.
Il monitoraggio continuerà nel tempo per valutare l’efficacia delle bonifiche.
Collaborazioni universitarie
Università come UCLA, Purdue University e Loyola Marymount collaborano al progetto, ampliando le capacità di analisi e garantendo un approccio scientifico alla gestione dei rischi post-incendio.
La richiesta dei residenti
Le Associazioni del territorio chiedono una certificazione per le abitazioni come prive di contaminanti prima che le famiglie possano rientrare. Sollecitate le autorità locali, statali e federali a implementare linee guida di sicurezza più rigorose.
“L’amianto è un problema globale che coinvolge il mondo intero. Si auspicano interventi celeri per risolvere quanto prima la situazione, se confermata, non solo negli Stati Uniti, ma per l’intero Pianeta.” – Ha commentato la notizia l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto in Italia.



