Vigili del fuoco – “Salute e sicurezza, proteggere chi protegge, dallo sport agli interventi operativi” è il titolo di un evento indispensabile e necessario che si è svolto il 17 marzo presso l’Auditorium del Palazzo delle Federazioni del CONI, in Viale Tiziano 74. L’obiettivo è promuovere un confronto tra istituzioni, esperti e rappresentanti del mondo del lavoro sulla protezione di chi opera quotidianamente per la sicurezza della collettività.
Una iniziativa promossa da CIU Unionquadri, in collaborazione con CONAPO – Sindacato Autonomo Vigili del Fuoco, Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) e Comitato Nazionale Italiano Fair Play.
A moderare il tutto il giornalista Massimo Maria Amorosini.
L’intervento di Ruggero Alcanterini
Ad aprire le danze il commendatore Ruggero Alcanterini, presidente del CNIFP – Comitato Nazionale Italiano Fair Play che ha illustrato la storia del concetto di “Fair Play” legata a William Shakespeare. Il grande scrittore infatti lo utilizza in opere come The Tempest (1611), contribuendo a renderlo popolare nel linguaggio letterario. Il concetto è divenuto poi un principio fondamentale delle competizioni sportive e del rispetto delle regole applicati in vari contesti.
Alcanterini ha parlato anche della figura professionale del Fair Play Manager, figura professionale che costituisce anche un’occasione formativa per i giovani, incaricata di garantire il rispetto delle norme etiche, regolamentari e di comportamento.
“Questo convegno, organizzato nella sede dell’Auditorium delle Federazioni di Sport e Salute, collega il Fair Play ai temi della tutela dei Vigili del Fuoco. Infatti il rispetto delle norme etiche e istituzionali deve includere anche il riconoscimento dei diritti, della sicurezza e delle condizioni di lavoro di chi opera in contesti ad alto rischio. In questo senso, il fair play non riguarda solo lo sport, ma anche l’equità nei sistemi di protezione e valorizzazione professionale.” – ha sottolineato Alcanterini.

Gabriella Ancora, presidente nazionale di CIU Unionquadri

Gabriella Ancora, Presidente nazionale di CIU Unionquadri riconfermata CNEL.
Gabriella Ancora ha ricordato il paradosso del 1965. In diversi contesti europei (tra cui l’Italia), i Vigili del Fuoco furono esclusi da alcuni riconoscimenti risarcitori perché il loro lavoro era già considerato un servizio istituzionale obbligatorio.
In pratica, si riteneva che i rischi affrontati facessero parte del loro dovere professionale, già coperto da stipendio e tutele previste dallo Stato.
Questo portò a una disparità rispetto ad altre categorie, e negli anni successivi la normativa è stata modificata per garantire maggiori diritti e indennizzi anche a loro.
Marco Piergallini, segretario generale CONAPO

Marco Piergallini è un sindacalista italiano, attuale segretario generale del CONAPO, uno dei principali sindacati dei Vigili del Fuoco in Italia. Ha presentato dati concreti sul rischio, da parte dei Vigili del Fuoco, di essere esposti a malattie cancerogene.
Il rischio di cancro per i Vigili del Fuoco, infatti, è riconosciuto dalla comunità scientifica, perché durante gli incendi possono essere esposti a sostanze tossiche e cancerogene. Il fumo contiene composti pericolosi che possono essere inalati o assorbiti attraverso la pelle e l’equipaggiamento contaminato. Studi internazionali hanno collegato questa esposizione a un aumento del rischio di alcuni tumori, come quelli ai polmoni, alla vescica e alla pelle. Per questo motivo, negli ultimi anni sono state introdotte misure di prevenzione più rigorose e controlli sanitari periodici. Anche l’International Agency for Research on Cancer ha classificato questa professione tra quelle cancerogene per l’uomo.
Secondo Piergallini, sarebbe importante creare un registro sulla storia professionale di ogni vigile del fuoco, esposti non solo ad amianto, ma a diversi cancerogeni.

Avvocato Ezio Bonanni, presidente Osservatorio Nazionale Amianto
L’Avvocato Ezio Bonanni, presidente di ONA ha presentato alcune criticità per il riconoscimento dei Vigili del Fuoco come vittime del dovere, oltre al fatto che gli stessi non rientrano nel regime ordinario INAIL.
Ha inoltre introdotto principio di “causa relativa” per i Vigili del Fuoco per ragioni giuridiche e di tutela. In ambito di malattie professionali o danni da servizio, questo principio può servire a facilitare il riconoscimento del collegamento tra attività lavorativa ed evento dannoso, quando l’esposizione al rischio è intrinseca alla professione. L’idea è che, se un mestiere comporta rischi noti (come esposizione a sostanze cancerogene), il nesso causale non debba essere dimostrato in modo eccessivamente gravoso per il lavoratore, ma valutato con criteri coerenti con la natura del servizio.
Ha ricordato anche che, in passato, i Vigili del Fuoco hanno indossato guanti e tute di amianto. Ha sottolineato inoltre che le patologie asbesto correlate, come il mesotelioma pleurico, possono manifestarsi anche 48 anni dopo l’esposizione.
“I vigili del fuoco sono eroi che si immolano per nostra sicurezza e quando si ammalano non vengono a volte riconosciuti e devono ricorrere ai giudici”. – ha concluso Bonanni.

On. Emanuele Prisco, Sottosegretario al ministero dell’Interno con delega ai Vigili del Fuoco

Secondo Prisco il governo ha avviato diverse iniziative del comparto sicurezza e soccorso, inclusi i Vigili del Fuoco, con l’obiettivo di migliorare le tutele. Sulla questione INAIL è stato avviato un protocollo con l’INAIL per capire se ci sono misure aggiuntive.
Sono infatti previste risorse nella legge di bilancio per rafforzare il personale e favorire nuove assunzioni. È stato inoltre sostenuto il potenziamento degli organici, oltre al miglioramento dei mezzi in dotazione e l’incremento delle sedi per le formazioni.
Gaetano Settimo, Ricercatore Istituto Superiore di Sanità

Il ricercatore Gaetano Settimo ha illustrato slide significative sul lavoro dei Vigili del Fuoco. Circa il 23% degli interventi (oltre il milione l’anno) ha riguardato incendi ed esplosioni, con una media di 2820 operazioni al giorno. Ha parlato di possibili fattori di nocività per la salute di tipo chimico, biologico, fisico, ergonomico ed infortunistico. Effetti che ovviamente dipendono dal tipo di concentrazioni chimiche, tossicità, durata dell’esposizione e caratteristiche individuali.
Fondamentale, quindi, la valutazione del rischio e conseguenti misure per la sua mitigazione.
Lamberto Cignitti, vicepresidente Gruppo Sportivo Vigili del Fuoco Fiamme Rosse
Lamberto Cignitti ricopre la carica di vicepresidente all’interno del Gruppo Sportivo Vigili del Fuoco Fiamme Rosse, realtà che promuove attività agonistiche e valorizza gli atleti del Corpo.
Il suo impegno è orientato alla crescita dello sport, alla promozione dei valori etici e al sostegno dei giovani talenti.
Attraverso l’attività del gruppo sportivo contribuisce a rafforzare il legame tra disciplina, spirito di squadra e servizio pubblico.
Ha presentato l’importanza della partecipazione allo sport del Vigile del Fuoco per essere pronto ed efficiente. Sia per la protezione degli altri che per sè stesso. Ha inoltre illustrato il problema della sedentarietà della popolazione sin dai primi anni scolastici, dove l’educazione fisica è considerata come materia secondaria. Per questo l’assunzione di nuovi direttivi ginnici è utile per l’evoluzione positiva.
Daniele Laureti, presidente GESIS e responsabile impiantistica sportiva del Comitato Fair Play
Ha evidenziato l’importanza della necessità di migliorare qualità, trasparenza ed efficienza delle infrastrutture. Ha richiamato la necessità di semplificare le procedure amministrative, spesso troppo complesse e lente, che possono rallentare investimenti e innovazione. Ha sottolineato il tema della sostenibilità economica, cioè l’equilibrio tra risorse disponibili e qualità dei servizi pubblici. Infine ha introdotto il tema della sostenibilità inteso come gestione dei costi, promuovendo scelte responsabili, efficientamento energetico e attenzione all’impatto delle strutture sul territorio.
Ha parlato del Decreto Legislativo 36/2023, che ha introdotto cambiamenti sostanziali rispetto al precedente impianto normativo.
Le modifiche al Codice Appalti hanno reso le procedure più strutturate e digitalizzate, ma anche più complesse da gestire per le amministrazioni operative. E’ necessaria una formazione adeguata del personale chiamato ad applicare le nuove regole, con il rischio di rallentamenti o errori procedurali. Ha inoltre parlato di carenza di sedi o strutture idonee. Senza formazione, supporto organizzativo e adeguate strutture, anche una riforma normativa avanzata rischia di non produrre pienamente i risultati attesi.
Cesare Damiano ex ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale

Cesare Damiano è un politico italiano, esponente del centrosinistra, ed è stato ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale dal 2006 al 2008 nel governo guidato da Romano Prodi. Durante il suo mandato si è occupato di temi legati a mercato del lavoro, sicurezza sul lavoro, previdenza e riforme contrattuali. In precedenza aveva maturato esperienza sindacale e parlamentare, con particolare attenzione alle politiche sociali e ai diritti dei lavoratori.
Ha parlato delle complesse dinamiche internazionali che stanno caratterizzando i conflitti armati, orientati più che agli ideali, al profitto. Ha affermato che la disgregazione dell’educazione famigliare ha avuto effetti su giovani, scuola e società.
Ha ricordato i circa 1100 morti all’anno sul lavoro, con un’impennata delle malattie professionali. (Secondo il report “Dati INAIL” – bilancio provvisorio 2025- sono 1.085 i lavoratori morti sul lavoro).
Ampio spazio dedicato all’importanza della prevenzione.
“INAIL risparmia ogni anno circa un miliardo di euro con rendimento zero. Non si possono spendere quei soldi perché l’INAIL costituisce la contabilità dello Stato. Fatta salva la riserva tecnica una parte dovrebbe essere restituita gli imprenditori che fanno prevenzione e ai lavoratori. Bisogna armonizzare INAIL e le attuali tutele.”
Ha inoltre illustrato i rischi dell’intelligenza artificiale. “La robotica ha già impattato i lavori manuali, ora toccherà quelli intellettuali.”
La testimonianza di una figlia di vittima del dovere
Il padre di Tiziana Lucarelli ha perso la vita per mesotelioma pleurico, malattia amianto correlata. Durante il convegno ha raccontato la sua commovente storia. Suo padre, caporeparto del comando di via Genova, è deceduto nel giro di 5 mesi dalla diagnosi, nonostante la chemioterapia. Per i famigliari è stato un lutto molto traumatico e violento, ma la figlia è orgogliosa di fare parte a sua volta dei Vigili del Fuoco. Consiglia la creazione di un organismo anche trasversale per dettare delle linee guida per chi, come la sua famiglia, si è trovata ad affrontare questo dramma.
Francesco Riva, consigliere CNEL
Il CNEL è un organo costituzionale consultivo che esprime pareri su economia, lavoro e politiche sociali, e svolge attività di studio e proposta legislativa. In questo contesto, Riva partecipa ai lavori del Consiglio portando il punto di vista delle organizzazioni che rappresenta, contribuendo al confronto su temi come lavoro, inclusione, diritti e politiche sociali.
Riva ha presentato la proposta di portare avanti un disegno di legge che riconosca la figura del soccorritore.
Ha inoltre insistito sull’importanza dell’attività sportiva.
Generale Giampiero Cardillo, comitato tecnico ONA
Ha illustrato importanti istanze sulla sicurezza del lavoro ricordando che ci sono ancora 40 milioni di tonnellate di amianto. Ha quindi ricordato la storia dell’asbesto, omnipresente nelle fabbriche e nelle case prima della sua messa al bando nel 1992. Ha affermato che, considerate le morti sul lavoro sono necessarie ulteriori leggi per la protezione dei lavoratori, tra cui anche i soccorritori.
Propone l’applicazione dell’intelligenza artificiale predittiva per colmare un divario di screening.
Dovremmo trovare il sistema per legarlo ad altre progettazioni. Ha fatto l’esempio del caso tedesco della Valle della Ruhr. Si tratta di una delle più grandi aree industriali d’Europa, situata nella regione della Nord Reno-Westfalia in Germania. Storicamente è stata il cuore dell’industria del carbone e dell’acciaio, con fortissima presenza di miniere e stabilimenti siderurgici. Proprio per questo ha affrontato gravi problemi ambientali nel Novecento, legati a inquinamento e siti contaminati, inclusa la presenza di amianto.
Negli ultimi decenni la Ruhr è diventata un esempio europeo di riconversione industriale e bonifica ambientale: molte ex miniere sono state trasformate in parchi, musei industriali e spazi culturali, grazie a programmi pubblici di riqualificazione urbana.
Cardillo l’ha quindi citata come modello di transizione da area industriale pesante a territorio sostenibile e innovativo.



