16.1 C
Rome
martedì, Aprile 28, 2026
Home Blog Page 17

Amianto, Ezio Bonanni: “Servono bonifiche e più tutele”

Avv. Ezio Bonanni, presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto
Avv. Ezio Bonanni, presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto

Il tema dell’amianto torna al centro del dibattito pubblico dopo l’intervento dell’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA). L’associazione, attiva a livello nazionale, ha promosso una petizione sulle bonifiche amianto che è stata ritenuta ammissibile dalla Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo, aprendo così a un esame preliminare da parte della Commissione UE.

Si tratta di un passaggio istituzionale importante: Bruxelles ha deciso di approfondire la questione relativa alla presenza di amianto in diversi siti industriali siciliani e alla necessità di interventi di bonifica più incisivi.

 UE e Italia sul tema amianto

Secondo Bonanni, la questione amianto in Italia è ancora aperta sotto diversi profili normativi e sanitari. L’avvocato ricorda che “in passato l’Italia è stata oggetto di una procedura di infrazione europea per il mancato recepimento di direttive comunitarie in materia di protezione dei lavoratori esposti all’amianto.” – Ha affermato Bonanni.

Successivamente, con il D.Lgs. 277/91, la Legge 257/92 (che ha messo al bando l’amianto) e il Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs. 81/08), il quadro normativo è stato aggiornato. Tuttavia, secondo l’ONA, permangono criticità legate alla presenza di materiali contenenti amianto in edifici pubblici, scuole, ospedali e siti industriali.

Bonanni sottolinea come la quantità stimata di amianto ancora presente sul territorio nazionale – circa 32 milioni di tonnellate – renda urgente un piano di bonifica strutturato, per evitare ulteriori rischi sanitari e possibili richiami da parte delle istituzioni europee.

Situazione e ritardi nelle bonifiche

In un articolo su QdS, Bonanni indica la Sicilia è una delle regioni interessate dalla presenza di siti industriali dismessi o attivi con potenziale contaminazione da asbesto.

Bonanni evidenzia come, nel corso degli anni, diverse aziende con sede legale nel Centro-Nord abbiano operato anche nel Mezzogiorno. Questo ha contribuito allo sviluppo industriale, ma ha lasciato aperte in alcuni territori questioni ambientali che oggi richiedono interventi concreti.

La questione riguarda tutto il territorio nazionale

Secondo quanto evidenziato dall’ONA, manca ancora in tutto il territorio nazionale un censimento completo dei siti contaminati e le operazioni di bonifica procedono con lentezza.

Il presidente dell’ONA inoltre afferma che è fondamentale il riconoscimento dei benefici contributivi per i lavoratori esposti (art. 13, comma 8, L. 257/92).  Richiama l’attenzione sulle rendite Inail per le vittime di patologie asbesto-correlate, oltre alla necessità di garantire maggiore uniformità nelle tutele su tutto il territorio nazionale.

L’azione dell’Osservatorio Nazionale Amianto

“L’ONA è una associazione nata per offrire assistenza legale e supporto ai lavoratori esposti e ai familiari delle vittime.  Parallelamente, l’ONA prosegue con azioni civili e iniziative istituzionali per ottenere bonifiche più rapide e un rafforzamento delle misure di prevenzione.” – prosegue Bonanni.

Salute pubblica: un tema ancora attuale

A oltre trent’anni dalla messa al bando della pericolosa sostanza in Italia, il problema non può dirsi superato. La presenza di materiali contenenti fibre di asbesto in numerosi edifici e aree industriali richiede interventi coordinati tra Stato, Regioni ed enti locali.

“L’attenzione ora è rivolta anche all’Europa. L’esame preliminare avviato dalla Commissione UE potrebbe contribuire ad accelerare le verifiche e a stimolare un rafforzamento delle politiche ambientali e sanitarie legate all’asbesto.” – Conclude Bonanni.
Fonti:
Osservatorio Nazionale Amianto, QdS.

Lombardia: 11,5 milioni di euro per bonifica amianto edifici pubblici

bonifica amianto Lombardia edifici pubblici - bando 2026 (Foto free di Firmbee da Pixabay)
bonifica amianto Lombardia edifici pubblici - bando 2026 (Foto free di Firmbee da Pixabay)

La Regione Lombardia stanzia 11,5 milioni di euro per la bonifica dell’amianto dagli edifici pubblici. La Giunta regionale ha approvato i criteri del bando 2026, uno strumento che punta ad accelerare la rimozione e lo smaltimento dei materiali contenenti asbesto ancora presenti sul territorio.

La misura si inserisce nel Programma regionale di gestione dei rifiuti (PRGR) e mira a rafforzare la tutela della salute pubblica, oltre a favorire la riqualificazione del patrimonio immobiliare pubblico.

Bando amianto 2026: contributi a fondo perduto per gli enti locali

Il bando 2026 prevede contributi a fondo perduto che possono coprire fino al 100% delle spese ammissibili. Il finanziamento massimo per ciascun intervento è fissato a 350mila euro.

Possono presentare domanda Comuni, Unioni di Comuni, Comunità montane, Province e Città Metropolitana, purché gli immobili siano di proprietà pubblica e non destinati ad attività economiche.

L’obiettivo è sostenere concretamente gli enti locali nelle operazioni di bonifica amianto, riducendo i costi a carico delle amministrazioni.

Quali interventi di bonifica amianto sono finanziati

Le risorse regionali coprono la rimozione e lo smaltimento di manufatti contenenti amianto, tra cui coperture in cemento-amianto, pavimentazioni in vinyl-amianto e materiali friabili. Sono ammessi anche interventi su altri elementi come tubazioni e canne fumarie.

Il bando finanzia inoltre la sostituzione dei materiali rimossi, con percentuali differenti a seconda della tipologia di intervento. Le spese tecniche sono riconosciute entro il limite del 10% del costo complessivo.

Si tratta di un intervento strutturato che non si limita alla rimozione, ma accompagna l’intero processo di riqualificazione degli edifici pubblici.

Bonifica in Lombardia: più sicurezza negli edifici pubblici

“L’amianto, vietato in Italia dal 1992, è ancora presente in molti edifici costruiti prima del divieto. Qualsiasi operazione che possa rendere migliore la bonifica rappresenta un passo avanti  per garantire ambienti più sicuri a cittadini, studenti e lavoratori.” Ha commentato la notizia l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Secondo quanto dichiarato dall’assessore all’Ambiente e Clima Giorgio Maione, promotore dell’approvazione, la misura offre un supporto concreto agli enti locali per eliminare un materiale pericoloso dagli immobili pubblici.

Fonte: lombardianotizie.online

 

Torrette (AN), ex Centrale Latte: via l’amianto dal tetto

Ambiente amianto, bonus
Ambiente amianto, Credits: Pixabay

Passo avanti importante per la sicurezza del quartiere Torrette ad Ancona: il Comune ha annunciato la bonifica delle tettoie in amianto dell’ex Centrale del Latte.

La conferma è arrivata durante un’assemblea pubblica organizzata dal Comitato Torrette alla presenza di diversi assessori comunali, che hanno risposto direttamente alle domande dei cittadini.

L’incontro ha avuto come tema centrale la messa in sicurezza preventiva dell’edificio, da anni inutilizzato e situato in una zona densamente abitata, vicino a scuole, abitazioni e attività commerciali.

Bonifica amianto: l’annuncio durante l’assemblea pubblica

All’assemblea hanno preso parte gli assessori Zinni, Tombolini, Berardinelli e Andreoli. Secondo il Resto del Carlino, nel corso del confronto, il vicesindaco Daniele Zinni ha comunicato che il Comune procederà alla bonifica delle coperture in amianto dell’ex Centrale del Latte. Un’area considerata particolarmente delicata per posizione e dimensioni.

L’intervento potrebbe partire indicativamente nel mese di maggio, mentre restano ancora in fase di valutazione le ipotesi progettuali per la futura riqualificazione dell’area.

L’amministrazione ha ribadito che il monitoraggio dello stato dell’edificio è costante e che l’operazione annunciata rappresenta un’azione preventiva senza precedenti per il quartiere. La tutela della salute dei residenti e il rilancio di Torrette sono stati indicati come priorità.

Il ruolo del Comitato: firme, dialogo e pressione civica

Il risultato arriva dopo settimane di confronto tra il Comitato “Via l’Amianto da Torrette” e l’amministrazione comunale. Il Comitato aveva promosso una raccolta firme nel quartiere, intercettando le preoccupazioni dei cittadini per una struttura abbandonata da anni e percepita come un rischio ambientale.

In una nota, i rappresentanti del Comitato sottolineano come l’incontro abbia portato alla presa in carico formale di una situazione molto sentita dalla popolazione locale.

Soddisfazione dei cittadini e ringraziamenti all’amministrazione

Le decisioni annunciate hanno incontrato il favore dei residenti e del Comitato, che ha ringraziato gli assessori presenti e i dirigenti comunali per l’ascolto dimostrato. Un ringraziamento particolare rivolto alla dottoressa Federica Montesi. Nominata presidente onorario del Comitato per il ruolo svolto nel facilitare il dialogo tra cittadini e istituzioni.

Anche gli altri membri del Comitato hanno espresso apprezzamento per l’impegno dell’amministrazione nel trovare una soluzione condivisa.

“Tutte le iniziative di bonifica sono un passo in avanti verso un mondo libero dall’amianto e quindi migliore per l’ambiente e per le nuove generazioni” – ha commentato la notizia l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Amianto ad Ariano Irpino: l’ispezione delle Guardie Ambientali

amianto
amianto

Amianto abbandonato a cielo aperto lungo il Regio Tratturo e in località Tesoro, ad Ariano Irpino.
Lo rende noto Ottopagine.it Avellino. Sul posto sono intervenute le Guardie Nazionali Ambientali, che hanno effettuato un sopralluogo approfondito nelle aree interessate. Questo dopo un reportage della stessa testata.

L’operazione coordinata dal dirigente generale di settore fondamentale Giuseppe Cocca e dalla responsabile del distaccamento di Ariano Irpino, Veronica Cocca, con l’obiettivo di verificare la presenza di materiali pericolosi e documentare lo stato dei luoghi.

Ispezioni e rilievi: il materiale sarà inviato alle autorità

Le due zone segnalate ispezionate con attenzione dagli operatori ambientali. Al termine dei controlli, le Guardie Nazionali Ambientali hanno comunicato che tutta la documentazione raccolta verrà trasmessa alle autorità competenti, affinché possano valutare eventuali interventi e provvedimenti.

Una criticità che va avanti da anni

Il problema dell’amianto abbandonato non è nuovo, nonostante in passato hanno effettuato sequestri da parte delle forze dell’ordine, il fenomeno non risulta completamente risolto.

La presenza di materiali contenenti asbesto in aree rappresenta un problema per l’ambiente, soprattutto in contesti rurali e di passaggio.

Un fenomeno ancora in evoluzione

Secondo quanto emerso, la situazione resta in fase di monitoraggio e potrebbero esserci ulteriori sviluppi nelle prossime ore. L’attenzione resta alta su un fenomeno che, se non affrontato in modo strutturale, rischia di produrre conseguenze ambientali rilevanti nel lungo periodo.

L’intervento delle Guardie Nazionali Ambientali riporta il tema al centro del dibattito pubblico, rilanciando la necessità di azioni concrete e tempestive per la bonifica e la tutela del territorio.

Los Angeles e amianto, dopo gli incendi ancora contaminazione?

incendio boschivo, Incendi
incendio boschivo (Foto free di jlujuro da Pixabay)

A più di un anno dai devastanti incendi di Eaton e Palisades a Los Angeles, alcune abitazioni nelle zone colpite mostrerebbero ancora livelli di piombo e amianto, nonostante le bonifiche effettuate. A dichiararlo è la rivista internazionale The Guardian. La situazione evidenzia la necessità di standard più rigorosi per i test post-incendio e di certificazioni ufficiali che garantiscano la sicurezza degli edifici prima del rientro dei residenti.

Monitoraggio e risultati dei test post-incendio

I residenti di Altadena e Pasadena hanno iniziato a testare le loro abitazioni con analisi indipendenti e secondo quanto dichiara l’articolo su 45 case testate per il piombo, 43 presenterebbe livelli di contaminazione. Il piombo non ha un livello di esposizione sicuro ed è associato a problemi di sviluppo nei bambini, riduzione del QI e complicazioni permanenti.

Inoltre ci sarebbe un enorme variabilità negli approcci e nelle pratiche di test, e questo ha lascerebbe i residenti in balia alle criticità.

Presenza di amianto

Oltre al piombo, 9 delle 25 abitazioni testate conterrebbero amianto, materiale che sappiamo noto per la sua cancerogenicità e presente frequentemente in edifici più vecchi.

Ruolo delle autorità e delle agenzie

Il US Army Corps of Engineers ha completato la rimozione dei rifiuti pericolosi circa sette mesi dopo gli incendi. La FEMA, inizialmente ha recentemente approvato analisi sul piombo in 100 abitazioni dell’area di Eaton.

Progetti di ricerca e monitoraggio ambientale

Secondo Guardian, il professor John e il team del progetto CLEAN (Contaminant Level Evaluation and Analysis for Neighborhoods) hanno avviato un programma di raccolta e analisi di cenere, fuliggine e campioni di suolo dalle abitazioni, parchi e scuole circostanti.

Risultati preliminari

Le concentrazioni di piombo risulterebbero, secondo la fonte, più elevate a Pasadena e Altadena rispetto a Palisades. Sarebbero stati analizzati anche altri contaminanti come arsenico, cadmio, cromo, cobalto, selenio e zinco.

Il monitoraggio continuerà nel tempo per valutare l’efficacia delle bonifiche.

Collaborazioni universitarie

Università come UCLA, Purdue University e Loyola Marymount collaborano al progetto, ampliando le capacità di analisi e garantendo un approccio scientifico alla gestione dei rischi post-incendio.

La richiesta dei residenti

Le Associazioni del territorio chiedono una certificazione per le abitazioni come prive di contaminanti prima che le famiglie possano rientrare. Sollecitate le autorità locali, statali e federali a implementare linee guida di sicurezza più rigorose.

“L’amianto è un problema globale che coinvolge il mondo intero. Si auspicano interventi celeri per risolvere quanto prima la situazione, se confermata, non solo negli Stati Uniti, ma per l’intero Pianeta.” – Ha commentato la notizia l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto in Italia.