Negli Stati Uniti il tema dell’amianto continua a rappresentare una questione complessa. Soprattutto in territori che per decenni hanno ospitato installazioni militari, impianti industriali e grandi opere pubbliche. In Stati come il Colorado, e in particolare nella contea di El Paso, emergono ancora oggi gli effetti di un’esposizione prolungata al materiale pericoloso. Il quale, sebbene bandito da tempo, continua a produrre conseguenze sanitarie rilevanti.
Nonostante i progressi nella conoscenza scientifica, secondo la fonte, mancherebbe ancora un sistema accessibile che permetta di comprendere appieno dove, come e in quali contesti si siano verificate le esposizioni. Questo vuoto informativo rende difficile tutelare in modo efficace lavoratori, ex militari e cittadini che negli anni sono entrati in contatto con le fibre di amianto.
La necessità di un quadro informativo condiviso
Nel corso degli anni, numerosi casi di patologie correlate all’amianto sono emersi in diverse aree del Colorado. Molti di questi riguardano persone che hanno operato in edifici pubblici, basi militari o infrastrutture realizzate in un’epoca in cui l’uso dell’amianto era diffuso e ritenuto sicuro. A distanza di tempo, però, le conseguenze continuano a manifestarsi, spesso senza che sia possibile ricostruire con precisione l’origine dell’esposizione.
I dati esistono, ma andrebbero recuperati dagli archivi sanitari, dalla documentazione amministrativa e dagli archivi istituzionali.
La necessità di maggiore precisione
Sempre più esperti sottolineano l’importanza di creare strumenti pubblici che permettano di raccogliere e consultare informazioni sulle aree contaminate e sui casi di esposizione. Un sistema centralizzato, accessibile e aggiornato, consentirebbe di individuare con maggiore precisione i rischi e di intervenire in modo preventivo.
Una maggiore trasparenza avrebbe anche un valore sociale. Aiuterebbe infatti le comunità colpite a comprendere meglio ciò che è accaduto, favorirebbe la prevenzione sanitaria e permetterebbe alle istituzioni di programmare interventi mirati basati su dati concreti.
L’impatto sulle comunità e sui lavoratori
Come più volte ribadito in Italia dall’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, ovviamente la richiesta di maggiore trasparenza non riguarda solo gli Stati Uniti. L’amianto è una questione globale che coinvolge il mondo intero in modo trasversale.
Molti dei soggetti colpiti appartengono a categorie che hanno svolto ruoli fondamentali per lo sviluppo del territorio, come operai, tecnici, personale militare e addetti ai servizi pubblici. In diversi casi, l’esposizione è avvenuta in modo inconsapevole, senza adeguate informazioni sui rischi o misure di protezione adeguate.
Le famiglie, a loro volta, hanno spesso subito conseguenze indirette, entrando in contatto con fibre trasportate involontariamente negli ambienti domestici. Tutto ciò rende ancora più urgente un approccio coordinato e trasparente alla gestione dei dati e alla prevenzione.
Verso una maggiore responsabilità condivisa
Quindi per migliorare la tutela della salute collettiva, sarebbe preziosa l’istituzione di registri pubblici e accessibili. Un sistema di questo tipo permetterebbe di monitorare meglio i casi, individuare aree a rischio e pianificare interventi mirati, favorendo una maggiore consapevolezza sia tra i cittadini sia tra le istituzioni.
Inoltre rendere visibili le informazioni significa riconoscere il diritto delle persone a conoscere il proprio passato ambientale e costruire politiche pubbliche più efficaci per il futuro.



