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Gas radon e Ticino: interrogazione al Consiglio di Stato

Radon
Radon

Il radon, gas radioattivo naturale, torna sotto i riflettori in Ticino. Il granconsigliere socialista Maurizio Canetta ha presentato un’interpellanza urgente al Consiglio di Stato competente chiedendo azioni concrete per ridurre i rischi legati a questo gas invisibile e inodore, considerato la seconda causa di tumore polmonare dopo il fumo.

Radon: cos’è e perché è pericoloso

“Il radon è un gas nobile generato dalla disintegrazione dell’uranio nel sottosuolo. Sebbene sia naturale, l’esposizione prolungata può avere effetti gravi sulla salute, in particolare aumentando il rischio di tumori ai polmoni.” Afferma lAvv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, da sempre attivo nella lotta ai cancerogeni, tra cui il radon.

Il Cantone Ticino è considerato a alta concentrazione di radon, come confermato dalle misurazioni effettuate dall’Ufficio federale della sanità pubblica e dal laboratorio cantonale. Alcune zone registrano livelli medi più elevati rispetto ad altre aree del Cantone.

Il radon nelle abitazioni del Ticino

Il gas penetra nelle case attraverso il suolo, sfruttando differenze di pressione tra l’interno e l’esterno, e tende a concentrarsi nei piani bassi o negli interrati. Le abitazioni unifamiliari mostrano spesso valori più alti rispetto agli appartamenti. In Ticino, si stima che il radon sia presente in circa 400 abitazioni, con livelli che in alcuni comuni superano la media nazionale.

Le richieste dell’interpellanza

  • Monitorare regolarmente le abitazioni per verificare la presenza del radon;
  • Rafforzare campagne di informazione e di risanamento;
  • Promuovere tecnologie edilizie adeguate per ridurre l’accumulo del gas;
  • Informare in modo mirato i fumatori, particolarmente vulnerabili agli effetti combinati del tabacco e del radon.

L’obiettivo è garantire maggiore sicurezza nelle case e ridurre il rischio di malattie legate al radon, proteggendo la popolazione e migliorando la qualità della vita.

Fonte: Tio.ch, Osservatorio Nazionale Amianto, Ticino News

 

Giappone e amianto, ricerca su rischi occupazionali e monitoraggio

Giappone e amianto
Giappone e amianto, fotografia centro città

Un recente studio pubblicato in Giappone il 4 novembre 2025 ha evidenziato come l’esposizione allamianto continui a rappresentare un rischio significativo per i lavoratori giapponesi. Questo nonostante il divieto totale del materiale introdotto nel 2012. La ricerca, condotta da Leli Hesti Indriyati, Masamitsu Eitoku, Naw Awn J-P, Taro Tamura e Narufumi Suganuma della Kochi Medical School, ha analizzato in profondità le industrie in cui i lavoratori sono maggiormente esposti alle malattie correlate all’amianto.

Metodologia dello studio

La ricerca si è basata su un ampio dataset tra il 2006 e il 2022. Inoltre ha incluso dati sulle richieste di indennizzo per danni sanitari da amianto e informazioni sulla gestione sanitaria della pneumoconiosi. Le occupazioni a rischio sono state classificate secondo la Japan Standard Industrial Classification. Mentre i rapporti di incidenza sono stati calcolati attraverso analisi di regressione.

Risultati principali

I risultati indicano che i lavoratori del settore edile presentano il più alto rischio di sviluppare patologie, con particolare riferimento a asbestosi e carcinoma polmonare. Anche nei cantieri navali e nell’industria ceramica si osservano livelli significativi di rischio. Tra tutte le malattie correlate all’amianto, il mesotelioma si conferma la più diffusa, sottolineando la necessità di una sorveglianza sanitaria continua per chi ha avuto esposizioni passate.

Implicazioni per la salute e la prevenzione

La ricerca suggerisce che, nonostante il divieto, le malattie continuano a manifestarsi, rendendo fondamentale:

  • Monitorare costantemente i lavoratori con esposizione pregressa
  • Implementare programmi di prevenzione settoriali, con particolare attenzione a edilizia, cantieri navali e produzione ceramica
  • Sviluppare politiche sanitarie mirate e aggiornate per ridurre l’impatto futuro delle malattie

Contesto storico e normativo

L’amianto ha avuto un ruolo importante nell’industria giapponese del dopoguerra, con importazioni che raggiunsero circa 350.000 tonnellate nel 1974. Nonostante le raccomandazioni il suo utilizzo è continuato fino ai primi anni 2000, causando un numero significativo di malattie professionali e decessi. Il sistema di indennizzo economico giapponese ha riconosciuto la correlazione con le patologie, evidenziando l’importanza storica della regolamentazione legislativa dell’amianto.

“Lo studio conferma la necessità di strategie preventive, monitoraggio continuativo e politiche mirate per ridurre l’impatto delle malattie correlate nei prossimi anni.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni dell’Osservatorio Nazionale Amianto in Italia.

Fonte: Indriyati L.H., Eitoku M., Naw Awn J-P., Tamura T., Suganuma N., Significant risk of developing asbestos-related diseases in Japan’s industries: An analysis of workers’ compensation, Published: 04 November 2025, Special Issue: Occupational Health and Safety, Kochi University, Japan.

doi: 10.3934/publichealth.2025053

Addio a Beppe Vessicchio: “mio padre vittima dell’amianto”

Beppe Vessicchio, amianto
Primo piano di Beppe Vessicchio

Un caloroso saluto al direttore d’orchestra Beppe Vessicchio, scomparso l’8 novembre 2025 a Roma, a 69 anni, per una polmonite interstiziale, aveva dichiarato di essere cresciuto a Bagnoli, zona colpita dall’amianto. Amato dal pubblico per il suo volto sereno, incorniciato da una barba diventata icona, simbolo della melodia gentile che attraversa i decenni.

Un’infanzia segnata dalla strage dell’amianto in Italia

Bagnoli è un quartiere napoletano segnato per anni dalla presenza di amianto e industrie pesanti come l’area dell’ex fabbrica Eternit.
E’ qui che veniva prodotto il composto di cemento- amianto. Suo padre lavorava proprio nello stabilimento ed era era morto per una malattia causata dall’amianto.
Nel 2023, ospite di Verissimo, Beppe Vessicchio aveva parlato apertamente dei suoi problemi respiratori .
“Non è difficile pensare che quella lunga esposizione potrebbe aver contribuito alla compromissione dei suoi polmoni.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.
La bonifica dell’area ex Eternit è cominciata solo nel duemilaventi e continua ancora adesso.

Bagnoli, tra amianto e infanzia nasce la passione per la musica

Ricordando la sua infanzia, aveva descritto le giornate trascorse vicino le fabbriche dove l’aria era densa di polvere grigia.

“Agli operai veniva persino dato latte da portare a casa, convinti che potesse “ripulire” i polmoni.” Ha dichiarato Vessicchio in un’intervista.
Inoltre aveva confessato di aver perso molti amici d’infanzia, vittime del mesotelioma pleurico, malattia asbesto correlata.
Da quella terra ferita era nata la sua passione per la musica e l’armonia.
La musica è la mia medicina” è il concetto che ha condiviso, con la dolcezza e la lucidità che lo hanno sempre contraddistinto.

Riportiamo qui le sue parole: Sono nato e cresciuto a Bagnoli, papà era un funzionario dell’ex Eternit. L’amianto era dappertutto. Stavamo in un comprensorio di palazzine, quattro famiglie: i superstiti oggi sono pochi. Io, mio fratello e mia sorella giocavamo con le vasche d’amianto. Poi c’erano anche gli aghi di ferro dell’Italsider: noi bambini ci divertivamo a riempire dei sacchi di terriccio e poi a passarci sotto dei magneti. Vedevamo gli aghetti.”

L’Avv. Ezio Bonanni e le dichiarazioni dell’ONA 

“Apprendere che anche il padre di Vessicchio fosse una vittima dell’amianto ci restituisce la proporzione immane del dramma. L’amianto ha sconvolto la vita di milioni di persone.” Ha aggiunto Bonanni. “Come ONA uniamo quindi al cordoglio di chi lo ricorda come maestro di armonia e umanità.”

Un successo che ha attraversato le generazioni

Considerato uno dei più grandi direttori d’orchestra e arrangiatori italiani, Beppe Vessicchio ha rappresentato per oltre quarant’anni un ponte tra cultura pop e musica colta.
Ha diretto più volte al Festival di Sanremo, collaborando con grandi nomi come Gino Paoli e Roberto Vecchioni. Nel 2001 è entrato nel talent show Amici di Maria De Filippi, dove ha insegnao direzione e arrangiamento orchestrale ai giovani cantanti.
Attivo sin dagli anni ’70 nel contesto della musica napoletana, ha collaborato con artisti come Edoardo Bennato, Peppino di Capri e Nino Buonocore.
Nel corso della carriera Vessicchio ha lavorato con anche Gino Paoli, Andrea Bocelli, Zucchero, Ornella Vanoni, Ron, Biagio Antonacci, Elio e le Storie Tese, e molti altri.

La musica come medicina

Nel libro “La musica fa crescere i pomodori. Il suono, le piante e Mozart: la mia vita in ascolto dell’armonia naturale” scritto da Peppe Vessicchio con la collaborazione di Angelo Carotenuto
racconta la sua vita, la musica, e il rapporto tra suono, piante e armonia naturale. E’ qui che si leggono le riflessioni del maestro sulla musica come energia vitale e sul suo effetto sugli esseri viventi.
Vessicchio spiega come le vibrazioni sonore possano interagire non solo con l’orecchio, ma anche con il corpo umano, influenzando il sistema endocrino, i globuli bianchi e altri parametri biologici.
Un capitolo è dedicato agli esperimenti sulle piante, in cui note armoniche e composizioni di Mozart hanno accelerato la fioritura e la crescita di coltivazioni, dimostrando che le piante percepiscono le vibrazioni sonore.
L’autore unisce musica, scienza e filosofia, mostrando come i suoni possano generare un equilibrio naturale e migliorare la vitalità.

E’ in questo passaggio poetico che possiamo quindi dedurre che Vessicchio, cresciuto in una Terra contaminata, avesse forse cercato anche attraverso la musica la cura per l’anima e per il corpo.

I funerali si sono tenuti in forma privata, nel rispetto della volontà dei familiari.

 

Controversia in Indonesia per l’amianto crisotilo

Fibra di amianto
Amianto

In Indonesia si sta aprendo una nuova disputa legale legata all’uso del cosiddetto amianto bianco (crisotilo).

Il caso indonesiano

Nel 2024 la Corte Suprema indonesiana ha stabilito che i prodotti contenenti amianto debbano riportare etichette di avvertenza sui rischi di esposizione. La decisione è arrivata dopo un ricorso presentato da organizzazioni per la salute e i diritti dei lavoratori.

Tuttavia, un gruppo industriale internazionale indonesiano ha contestato la sentenza, sostenendo che il crisotilo non rappresenti un rischio significativo per la salute. L’associazione di categoria, ha avviato un’azione legale nei confronti di alcune organizzazioni indonesiane, chiedendo un risarcimento economico e la revoca delle etichette obbligatorie.

Le posizioni contrapposte

Secondo un’associazione indonesiana che rappresenta i produttori di fibre di amianto-cemento, coinvolta in una battaglia legale con attivisti anti-amianto, il crisotilo si degraderebbe rapidamente nel sistema respiratorio e non sarebbe quindi pericoloso. L’associazione sottolinea inoltre che la sostanza non è elencata tra le sostanze soggette a restrizioni nella Convenzione di Rotterdam, che regola il commercio internazionale di prodotti chimici pericolosi.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) afferma che tutte le forme di amianto, compreso il crisotilo, sono cancerogene per l’uomo e che l’esposizione può causare cancro ai polmoni, alla laringe, alle ovaie e mesotelioma pleurico.
L’OMS stima che in Indonesia muoiano ogni anno circa 1.600 persone per patologie legate all’amianto e oltre 200.000 a livello globale.

Le testimonianze dei lavoratori

Molti ex lavoratori del settore indonesiano raccontano di non aver ricevuto adeguate informazioni sui rischi.
Tra questi una ex operaia di una fabbrica tessile, a Giava Occidentale, ha scoperto di avere asbestosi dopo anni di esposizione alle fibre di amianto. Un’altra ex lavoratrice ha riferito di soffrire di difficoltà respiratorie croniche dopo dieci anni di impiego in un impianto di produzione di tessuti contenenti amianto a Jakarta.

L’uso dell’amianto in Indonesia

L’Indonesia è attualmente il terzo importatore mondiale di amianto, dopo India e Cina, con circa 150.000 tonnellate di materiale importato ogni anno, tutte di tipo crisotilo.
Secondo le stime, circa il 13% delle abitazioni del Paese ha tetti realizzati con lastre contenenti amianto, percentuale che nella capitale Jakarta sale fino al 50%.

Nonostante il numero ufficiale di decessi correlati all’amianto sia basso, le organizzazioni sindacali internazionali ritengono che i dati siano ampiamente sottostimati e che il picco dei casi di malattia potrebbe verificarsi tra diversi anni.

La questione legale

Secondo la fonte, l’associazione avrebbe citato in giudizio tre rappresentanti della rete indonesiana chiedendo scuse pubbliche e la rimozione di contenuti online che definiscono il crisotilo pericoloso.

Il caso potrebbe creare un precedente che scoraggi future iniziative di sensibilizzazione sui rischi dell’amianto in Indonesia.

Il contesto globale

Ad oggi, 73 Paesi e territori — tra cui l’Australia — hanno vietato tutte le forme di amianto. Tuttavia, il materiale continua a essere largamente impiegato in diverse aree del Sud-Est asiatico.

L’organizzazione australiana Union Aid Abroad, con il sostegno del governo di Canberra, collabora da anni con Indonesia, Vietnam e Laos per favorire una transizione verso materiali alternativi e più sicuri.

Fonte: https://www.abc.net.au/

Cagliari, bando per bonifica e rimozione amianto

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La Città metropolitana di Cagliari ha pubblicato un bando pubblico per l’assegnazione di contributi economici destinati ai cittadini che intendono effettuare interventi di bonifica e rimozione di manufatti contenenti amianto presenti in immobili situati nel territorio.

L’iniziativa rientra nel piano regionale per la protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dell’ambiente dai rischi legati all’amianto, approvato dalla Regione autonoma della Sardegna con la deliberazione n. 66/29 del 23 dicembre 2015.

Entità dei contributi

Il contributo copre fino al 60% della spesa complessiva relativa agli interventi ammessi, come specificato nella tabella allegata al bando.
L’importo massimo concedibile non potrà superare i 15.000 euro lordi per ciascun intervento.

Per gli edifici privati utilizzati per finalità pubbliche o sociali — ad esempio scuole, strutture per anziani, centri per persone con disabilità o edifici religiosi — è previsto un contributo fino al 90% delle spese ammissibili, con un limite massimo di 12.000 euro lordi.

Spese ammissibili

Ai sensi dell’articolo 7 della legge regionale n. 22 del 16 dicembre 2005, il contributo è destinato principalmente a coprire:

  • la rimozione e incapsulamento dei materiali contenenti amianto;
  • il trasporto e lo smaltimento in impianti autorizzati.

Eventuali fondi residui possono essere utilizzati per coprire le spese tecniche e di sicurezza (progettazione, redazione del piano di lavoro, ponteggi o attrezzature equivalenti), entro un limite del 30% dei costi di bonifica.

Anche gli interventi di ripristino o sostituzione dei manufatti rimossi possono rientrare nel contributo, fino al 30% delle spese documentate, purché eseguiti nel rispetto dei criteri ambientali stabiliti dalla D.G.R. n. 46/69 del 25 novembre 2022.

Chi può partecipare

Possono presentare domanda i proprietari di immobili situati nei comuni appartenenti alla Città metropolitana di Cagliari, a condizione che gli edifici siano conformi alle norme urbanistiche ed edilizie.

Sono ammessi anche i detentori dell’immobile (ad esempio usufruttuari o affittuari), purché abbiano il consenso scritto del proprietario a eseguire i lavori.

In caso di comproprietà o multiproprietà, è previsto un unico contributo per ciascun intervento di bonifica.

I benefici sono destinati agli edifici privati a uso privato o pubblico appartenenti alla Categoria 2 dell’Allegato A del D.M. Ambiente n. 101/2003.

Come presentare la domanda

Le istanze devono essere compilate esclusivamente online tramite la piattaforma digitale della Città Metropolitana di Cagliari.

Per accedere è necessario autenticarsi con una delle identità digitali riconosciute: SPIDCarta d’Identità Elettronica (CIE) o eIDAS (per cittadini esteri).

La mancata compilazione completa della domanda o la presentazione tramite canali diversi dalla piattaforma online comportano l’inammissibilità della richiesta.

Determinazione del contributo

L’importo effettivo del contributo del bando bonifica amianto di Cagliari sarà calcolato sulla base del preventivo di spesa dettagliato fornito dal richiedente, secondo le voci e le percentuali indicate nel bando ufficiale.

L’attività di ONA per la prevenzione

Da sempre l’Osservatorio Nazionale Amianto si batte per la lotta alla pericolosa sostanza responsabile di gravi patologie ed accoglie positivamente ogni iniziativa volta verso quella direzione. “Ogni bonifica è un passo avanti per un mondo e futuro migliore dove vivere,” afferma l’Avv. Ezio Bonanni, presidente di ONA.

Fonte: https://cittametropolitanacagliari.it/