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Gioele e Fabio, i tritoni volanti in Borea

Fontana dei Tritoni
Fontana dei Tritoni

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”

Tritoni volanti della Borea, l’incidente

Quando mi è giunta la notizia del tragico incidente, in quel di Nettuno, pensare a Gioele Rossetti e Fabio Lombini, come compagni di sventura uniti in identica sorte con la storica pattuglia ”azzurra” del nuoto, con i ragazzi che a Brema caddero con un velivolo della Lufthansa cinquantaquattro anni fa, insieme al loro allenatore, Paolo Costoli e al collega Nico Sapio, è stato corto circuito immediato.

Purtroppo le ali, che avrebbero dovuto sostenere creature così virtuose tra i flutti, si sono rivelate di nuovo effimere, cacciandoci ancora una volta nel dolore senza riparo, come accadde per Bruno Bianchi, Dino Rora, Sergio De Gregorio, Amedeo Chimisso, Luciana Massenzi, Carmen Longo e Daniela Samuele.

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A differenza di questi ultimi, Gioele e Fabio, come Icaro, hanno cercato l’alternativa, lo spazio che ci separa dalle stelle, ed hanno sfidato di proposito l’etere.

Io li voglio ricordare ancora nel loro ambiente connaturale, in un contesto del tutto speciale, con la magia della Fontana dei Tritoni che, in vista della mitica Isola Tiberina, tra i Templi di Portuno e di Ercole Vincitore, in fonte all’Arco di Giano e a Santa Maria in Cosmedin, con la prova nella Bocca della Verità, ci ricorda che la virtù degli eroi e dei campioni, da Olympia a Roma, era e rimarrà il coraggio di osare.

Il giorno della rinascenza

Malagò e Ezio Bonanni - rinascenza
Malagò e Ezio Bonanni

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”

Giusto un anno fa, tiravamo le somme dopo una intensa azione di denuncia sull’amianto presente negli impianti sportivi e nelle strutture scolastiche del Bel Paese a dispetto della formula “sport e salute”, che era già un imperativo.

Così, in attesa della rinascenza, di riprendere con vigore la nostra azione sul campo, riteniamo opportuno rimembrare quel che accadde nel Salone d’Onore al Foro Italico il 30 di maggio del 2019, ricordando che il nostro prossimo appuntamento, nella stessa simbolica sede, è fissato per i prossimi 29 e 30 di ottobre.
31 maggio 2019

Il giorno della rinascenza: Fair play, stadi, sport, scuola e amianto 

Nel Salone d’Onore al Foro Italico, per iniziativa dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) e del Comitato Nazionale Italiano Fair Play (CNIFP) con gli interventi del Presidente del CONI, Giovanni Malagò, degli “ori olimpici” Daniele Masala e Michele Maffei (Presidenti di Sport contro Droga, dell’Associazione Medaglie Oro al Valore Atletico e del Coordinamento Associazioni Benemerite) e degli stessi Presidenti di ONA e CNIFP, Ezio Bonanni e Ruggero Alcanterini – dopo il primo all’Auditorium delle Federazioni – è andato in onda il secondo appuntamento dello sport con la “lana della salamandra”, l’amianto, rivelatosi uno spietato assassino e ben presente in tutti gli impianti realizzati sino al 1992.

Ricordo dello Stadio di Domiziano

Dunque, parto dal ricordo dello Stadio di Domiziano, costruito – come il Colosseo – nell’86 d.C., in laterizi, travertino e malta romana, storica pietra angolare del sistema impiantistico in Italia e nel mondo, primo esempio di stadio moderno e polivalente nell’antichità, della napoleonica Arena a Milano, dello Stadium a Torino e dello Stadio Nazionale a Roma (Flaminio) nel 1911, per le Expo Internazionali in occasione dei cinquant’anni del Regno d’Italia, del Comunale di Firenze di Pier Luigi Nervi, donato nel 1932 dal Marchese Luigi Ridolfi, del Littoriale a Bologna nel 1927, voluto da Leandro Arpinati, V. Segretario del PNF e Presidente del CONI.

C’è anche l’idea di Lando Ferretti di abbinare calcio, rugby e atletica leggera, unendo piste e campi da gioco, ovunque in Italia, del Comunale a Torino, teatro dei Giochi Mondiali Universitari organizzati da Mario Saini nel 1933, degli Stadi della Farnesina, dei Marmi e degli Olmi, poi Olimpico qui al Foro Italico, dei Velodromi dal Vigorelli a Milano, all’Appio e all’Olimpico a Roma, dei Palazzi e dei Palazzetti ricordando gli Olimpici, i Palazzetto in Viale Tiziano e Palaeur, a Roma , il Palalido e quel che fu schiacciato dalla neve sempre a Milano, A San Siro, per non parlare della titanica e illuminata impresa voluta da Bruno Zauli con i 73 Campi Scuola provinciali, realizzati tra il 1958 e il 1973 e le perle, i Centri Federali destinati al ruolo di fulcro a Formia , Tirrenia e Schio.

Naturalmente, con il restante del patrimonio storico dell’impiantistica sportiva destinata allo spettacolo con i grandi stadi di Napoli , Bari, Milano, Cagliari etc. con le altre migliaia di campi comunali e palestre scolastiche.

Strutture realizzate prima del 1993

Bene, la stragrande maggioranza del patrimonio, comprese strutture e i rifacimenti straordinari per i “mondiali di calcio ‘90” risulta essere stata realizzata prima del 1993, ovvero della entrata in vigore della legge dello stato n. 257 del 27 marzo 1992 ,che ha drasticamente vietato l’uso dell’amianto e ne ha prescritto la debita rimozione o neutralizzazione.

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Olimpiadi e campionati

Autentiche opportunità di sviluppo vanno ricordate nel male (tutte quelle perse dal 1908 ai nostri giorni) e nel bene, quelle colte dal 1934 con i Mondiali di Calcio disputati a Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Torino, Trieste e finale a Roma e di nuovo in Italia nel 1990 con un investimento di 2.300 miliardi in conto interessi per il rifacimento degli stadi, ai Giochi Olimpici estivi e invernali nel 1956 e 1960 a Cortina e Roma, quindi ancora a Torino, nel 2006 e infine con i Giochi del Mediterraneo, nel 1963 a Napoli , 1997 a Bari e 2009 a Pescara, oltre una infinità di mondiali ed europei per le più diverse discipline, tra cui atletica, ciclismo, nuoto, sci, basket, pallavolo.

Coloro che hanno fatto la storia dell’architettura e dell’ingegneria come Piacentini, Del Debbio, Moretti, Ortensi, Nervi… hanno lasciato dunque in eredità forme che sono anche sostanza, purtroppo anche con amianto, ma che abbisognano di amorevole cura, rispetto.

Il giorno della rinascenza: lotta al degrado

Noi del Comitato Nazionale Italiano Fair Play collegati in rete con le organizzazioni gemelle in altri quaranta paesi europei e centoventi nel mondo nel sistema del COMITATO OLIMPICO INTERNAZIONALE, di concerto e intesa ideali con le altre diciotto Associazioni Benemerite Italiane riconosciute, esprimiamo, promuoviamo e tuteliamo valori che hanno grande valenza educativa e sociale, lavoriamo volontariamente con costi quasi zero per la collettività, non abbiamo finalità di profitto economico o ideologico, rispettiamo in primis le Istituzioni e gli orientamenti espressi.

In questo caso, ci sentiamo di sollecitare una maggiore attenzione alla qualità della vita da implementare attraverso la pratica dello sport, alzando decisamente il livello del rispetto ambientale, partendo proprio dal patrimonio irrinunciabile costituito dal patrimonio impiantistico sportivo, il cui abbandono al degrado non è tollerabile dal punto di vista morale, economico e ambientale.

Esempi come quelli dello Stadio Flaminio e dell’Ippodromo Tor di Valle, del disintegrato Velodromo Olimpico all’EUR e della incompiuta “Vela” di Calatrava a Tor Vergata… sono pericolosi e inaccettabili per una società civile degna di questo nome.

Il protocollo sull’ambiente tra ministero, Coni e sport/salute per la rinascenza

È per questo, che nel salutare con sollievo la firma del Protocollo, abbiamo ritenuto di sostenere con l’Osservatorio Nazionale Amianto l’allargamento della sfera d’interesse all’emergenza amianto, un problema di salute gravissimo che deve essere allontanato proprio da chi cerca a scuola e attraverso la frequentazione degli impianti sportivi la conquista di una migliore condizione in termini di prevenzione.

Infine, un appello ed una proposta, un impegno del nostro Comitato Fair Play, ovvero quello di restituire sicurezza e dare opportunità di difesa ambientale ai territori extra urbani, ai boschi e alle foreste, ai parchi ed alle aree urbane anch’esse abbandonate e mal frequentate.

Con piste ciclabili ed aree golenali, bacini lacustri e fluviali possono uscire dall’inselvatichimento e dal rischio di contaminazioni per discariche abusive, distruzioni dolose, se ci si impegna a renderli fruibili e di fatto vigilati proprio attraverso la presenza degli sportivi, dei camminatori, degli escursionisti. Questi sono tutti possibili protagonisti di una esponenziale azione di educazione ambientale e potenziali custodi di una rinascenza del patrimonio comune fondamentale.

Giusto un anno fa, tiravamo le somme dopo una intensa azione di denuncia sull’amianto presente negli impianti sportivi e nelle strutture scolastiche del Bel Paese a dispetto della formula “sport e salute”, che era già un imperativo.

Così, in attesa di una rinascenza, di riprendere con vigore la nostra azione sul campo, riteniamo opportuno rimembrare quel che accadde nel Salone d’Onore al Foro Italico il 30 di maggio del 2019, ricordando che il nostro prossimo appuntamento, nella stessa simbolica sede, è fissato per i prossimi 29 e 30 di ottobre.

Amianto impianti sportivi: la bonifica

amianto impianti sportivi
Bonanni e Malagò

Amianto impianti sportivi è un problema in Italia, insieme al problema amianto nelle scuole.

L’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni nel convegno del 30.05.2019, hanno insistito con un appello per la bonifica. Purtroppo, ad oggi, nonostante i reiterati appelli dell’ONA, non si è, ancora, giunti alla bonifica.

L’ONA è in prima linea anche nella difesa dei diritti delle vittime esposte a questo terribile cancerogeno e mette a disposizione un servizio di consulenza gratuita legale e medica.

Consulenza Amianto impianti sportivi
Indice

  • Rischio amianto negli impianti sportivi

  • Malattie da amianto e prevenzione

  • Tempo di lettura: 3 minuti

    Bonifica amianto per impianti sportivi

    Il 30.05.2019 si è tenuto, presso il salone d’onore del CONI, il convegno organizzato da ONA con i campioni olimpici: Sport e scuola, ambiente e sicurezza: via l’amianto!

    Sono intervenuti:

    • Dott. Giovanni Malagò, Presidente CONI
    • Avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA
    • Dott. Ruggero Alcanterini, Presidente del Comitato Nazionale Fair Play
    • Arch. Giampiero Cardillo, Componente della Commissione Amianto Ministeriale
    • Michele Maffei, campione olimpico e dirigente sportivo italiano

    Nel corso dell’iniziativa l’Avv. Ezio Bonanni ha ribadito la necessità di bonificare l’amianto impianti sportivi.

    Nuovo appello dell’ONA alla bonifica

    L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni hanno rivolto un nuovo appello alle autorità per la bonifica di tutti i siti. Ci riferiamo, infatti, agli impianti sportivi, ma senza sorvolare sulle scuole. La mappa del rischio è stata tracciata dall’Avv. Ezio Bonanni nella pubblicazione Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – Ed.2022“.

    Allo stesso modo è stato ribadito nella conferenza che si è tenuta lo scorso 13.10.2020 presso il Campidoglio “Rischio amianto in Italia, diritti negati alle vittime“.

    Inoltre, in occasione del 60° anniversario dei XVII Giochi Olimpici di Roma e del VI Fair Play Day, si è discusso ancora di salute e sport e sulla situazione amianto negli impianti sportivi e nelle scuole. Al “Fair Play Day: il dovere compiuto” del 01.12.2021 è intervenuto anche il Sottosegretario di Stato alla Salute, Andrea Costa.

    Epidemia per esposizione impianti sportivi contaminati

    Per amianto impianti sportivi è necessaria la bonifica. Infatti, non vi è una soglia al di sotto della quale il rischio si annulla, e tutte le fibre sono dannose. Infatti, le fibre di asbesto sono cancerogene, come conferma l’ultima monografia IARC.

    Quindi, tutte le esposizioni vanno evitate. Questo ce lo conferma anche il documento dei medici del Consensus di Helsinki.

    Che tutte le fibre siano dannose, è un dato anche normativo, perché è riportato nel IV considerando della direttiva 477/83/CEE e, ancora, nell’XI considerando della direttiva 148/2009/CE. Per tali motivi, si raccomanda lo smaltimento amianto e, comunque, la bonifica amianto.

    La prevenzione per il rischio amianto

    Solo la bonifica degli impianti realizza la vera prevenzione, che è quella primaria. Poi, per chi è stato già esposto, allora, occorre la sorveglianza sanitaria per ottenere la diagnosi precoce (prevenzione secondaria) e tutte le terapie più efficaci.

    Tuttavia, le patologie asbesto correlate, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno, purtroppo, esito infausto. Il mesotelioma può insorgere anche a dosi basse. Per questo motivo, tutte le esposizioni vanno evitate, e si deve prediligere la prevenzione primaria.

    Per chi è stato già esposto, a questo punto, è necessaria la prevenzione terziaria. Tuttavia, si tratta dell’ultima ratio. Tuttavia, anche l’epidemiologia e la difesa dei diritti hanno una loro importanza per la prevenzione primaria.

    La drammatica contabilità dei decessi e dei malati, e le sentenze dei Tribunali, sono, infatti, lo stimolo per la bonifica Allora si afferma quella circolarità degli strumenti di tutela e di prevenzione.

    È importante la bonifica, bonificare anche gli impianti sportivi, e su questo terreno, l’ONA ha ricevuto autorevole sostegno dai nostri più grandi esponenti del mondo politico.

    Amianto impianti sportivi: consulenza gratuita

    L’ONA per agevolare la segnalazione di siti contaminati da parte dei cittadini e per incentivare la bonifica ha istituito l’App Amianto.

    Inoltre fornisce alle vittime assistenza medica e assistenza legale. Per avere maggiori informazioni e ottenere una consulenza gratuita è possibile chiamare il numero verde o compilare il form.

    Numero ONA Amianto impianti sportivi
    Whatsapp ONA Amianto impianti sportivi

      Il Pontefice e la ripartenza da Roma

      pontefice- Alessandro VII
      Alessandro VII

      Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”

      Dopo due anni d’inferno, di morti e di totale “lockdown”, sul finire della primavera, nel 1657, a Roma, regnante Alessandro VII, la peste svanì, si dissolse al tepore del sole. Così il Papa uscì dal Quirinale. Ripresero i commerci, si riaprirono tribunali e congregazioni.

      Paradossalmente, la paralisi della morte, che aveva preceduto il riavvio della vita, determinò una impennata di entusiasmi, di energia fattiva. Allora il Pontefice “chigiano” attuò senza indugi il suo progetto di ammodernamento per la Città Eterna, creando assi viari ed allargando vicoli e diverticoli sino a farne larghe strade, restaurando chiese ed edificandone di nuove.

      Il Pontefice Alessandro VII, con la Chiesa della Pace, esaltò simbolicamente il suo ruolo di straordinario mediatore, mettendo a riposo gli eserciti di Francia e Spagna, sotto il suo stemma rappresentante “i monti sotto le buone stelle”, insomma anteponendo la “sapienza divina” al devastante morbo ed alle fratricide guerre in Europa.

      Dopo il Pontefice, arriva una nuova ripartenza per l’Italia

      Dopo quattro secoli siamo alla nuova ripartenza: dei Chigi c’è rimasto il Palazzo, in cui esercita il premier Conte, in Vaticano abbiamo Papa Francesco e in Campidoglio la Sindaca Raggi. Alè!

      I servizi di assistenza ONA

      L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti ad amianto ed altre sostanze cancerogene. L’associazione assiste i cittadini nelle azioni di bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria).

      In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria). L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. 

      Numero Verde Assistenza ONA

      L’ONA guida anche un pool di legali per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i benefici contributivi per esposizione ad amianto.

      Heysel, trentacinque anni di vergogna e di dolore

      Heysel
      Heysel

      Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’ECO DEL LITORALE”

      Stadio Heysel: Hooligans, campioni di teppismo. Feriti anche gravi

      Giusto il 29 maggio del 1985 si consumava uno degli episodi peggiori del tifo, della violenza dentro e fuori degli stadi. Protagonisti gli Hooligans, campioni del teppismo internazionale.

      Si determinò una strage nello stadio Heysel di Bruxelles, dove si disputava la finale di Coppa dei Campioni tra JuventusLiverpool. All’Heysel morirono 39 persone: 32 italiani, 4 belgi, 2 francesi e un irlandese. Andrea Casula di Cagliari aveva dieci anni. I feriti, di cui molti gravi, furono oltre seicento.

      I servizi di assistenza ONA

      L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti ad amianto ed altre sostanze cancerogene. L’associazione con un pool di tecnici assiste i cittadini per la bonifica e per la messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria).

      In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria). L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. La prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive assicurano maggiori possibilità di guarigione, di maggiore sopravvivenza e migliori condizioni di salute.

      L’ONA guida anche un pool di legali per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Tutti i lavoratori esposti, anche coloro privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

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