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Avv. Ezio Bonanni, ONA: supporto dalle varie sedi d’Italia (VIDEO)

Avv. Ezio Bonanni, Osservatorio Nazionale Amianto
Avv. Ezio Bonanni, Osservatorio Nazionale Amianto

L’Avvocato Ezio Bonanni, ci ha accolto nel suo studio  a Roma in Via Crescenzio 2. Da anni è un punto di riferimento nella tutela dei diritti dei cittadini, in particolare per le vittime dell’amianto e di altri agenti cancerogeni. Iscritto all’albo degli avvocati dal 1996, esercita la professione nella capitale dal 2004, operando su tutto il territorio nazionale.

ONA e vittime del dovere: sentenze figli non a carico (VIDEO)

Ezio Bonanni, Osservatorio Nazionale Amianto
Ezio Bonanni, Osservatorio Nazionale Amianto

Negli ultimi anni il tema dei diritti delle vittime del dovere e dei loro familiari ha conosciuto sviluppi importanti sul piano giurisprudenziale. A fare il punto è lavvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), intervistato da Luigi Abbate.

Il punto di svolta della Cassazione

Secondo Bonanni, un momento decisivo è rappresentato dalla recente pronuncia della Corte di Cassazione Sezioni Unite. La sentenza ha riconosciuto, seppur in modo parziale, alcuni benefici anche ai figli delle vittime del dovere non fiscalmente a carico.

Questo passaggio ha avuto un effetto rilevante: ha infatti fornito un riferimento interpretativo per i tribunali di merito, contribuendo a orientare nuove decisioni in primo e secondo grado.

Le applicazioni nei tribunali

A partire da questo precedente, diversi giudici hanno iniziato ad adeguarsi al nuovo indirizzo. La domanda centrale diventa quindi: a che punto siamo oggi e quali sono le decisioni più significative?

Le sentenze più recenti su amianto e non solo

Bonanni segnala alcuni risultati rilevanti. Una prima decisione della Corte d’Appello di Palermo. Due pronunce della Cassazione che hanno annullato sentenze precedentemente sfavorevoli agli orfani non a carico. Una conferma del diritto all’assegno per questi soggetti.Due sentenze della Corte d’Appello di Roma, tra cui quella relativa al cosiddetto “caso Vico”.

In quest’ultimo caso, il Tribunale di Tivoli aveva inizialmente negato ogni riconoscimento, mentre in appello è stato accolto il ricorso, applicando i principi fissati dalla Cassazione.

Un cambiamento graduale

Secondo l’avvocato, questi sviluppi dimostrano come un orientamento inizialmente negativo stia progressivamente cambiando. Le resistenze interpretative, presenti in passato, sembrano oggi attenuarsi, lasciando spazio a un approccio più favorevole al riconoscimento dei diritti.

Le criticità ancora aperte

Nonostante i progressi, permangono criticità. Bonanni evidenzia come, nelle cause, le amministrazioni coinvolte mantengano spesso una posizione rigorosa nella difesa delle proprie tesi.

Il tema resta quindi oggetto di confronto giudiziario, soprattutto per quanto riguarda l’applicazione concreta delle norme a tutela delle vittime del dovere.

Il fronte del risarcimento

Parallelamente al riconoscimento dei benefici, prosegue anche l’azione per il risarcimento dei danni. Nel caso citato, si registrano una decisione del TAR del Lazio che ha riconosciuto il diritto al risarcimento per il militare coinvolto Oltre che una sentenza del Tribunale di Roma che ha riconosciuto il danno da perdita parentale.

Si tratta di pronunce considerate rilevanti per il riconoscimento complessivo delle tutele.

Il nodo della compensazione

Un ulteriore tema riguarda la cosiddetta compensazione tra risarcimento e benefici previdenziali. Secondo quanto riportato nell’intervista, esiste un dibattito sull’eventuale detrazione di alcune somme dal risarcimento (esempio per amianto)

Anche su questo punto, sono intervenute diverse decisioni giudiziarie che contribuiscono a chiarire i criteri applicativi.

Il quadro che emerge è quello di un’evoluzione ancora in corso. Le recenti sentenze segnano passi avanti significativi, ma restano questioni aperte che continueranno a essere oggetto di approfondimento nei tribunali.

L’attenzione resta alta, sia sul piano del riconoscimento dei diritti sia su quello del risarcimento, in un ambito particolarmente delicato che coinvolge persone e famiglie già colpite da eventi gravi.

Invitiamo quindi a visionare la nuova puntata su ONA TV

Amianto e vittime del dovere: proposte di modifica al DDL 1818 e tutele familiari

amianto e giustizia (Foto free di Sang Hyun Cho da Pixabay)
amianto e giustizia (Foto free di Sang Hyun Cho da Pixabay)

Nel dibattito parlamentare sul DDL n. 1818 emergono diverse proposte di modifica che riguardano l’estensione delle tutele previste per le vittime del dovere anche ai familiari del personale delle Forze Armate. Le iniziative intervengono in particolare nei casi di patologie oncologiche e pre-oncologiche associate, secondo accertamenti previsti dalla legge, all’esposizione ad amianto o ad altre sostanze nocive durante il servizio.

Segnalazione di Paola Santospirito, Osservatorio Nazionale Amianto Taranto, moglie di vittima del dovere e affetta da patologie amianto correlata. Santospirito ha depositato alcune modifiche che possano prendere in considerazione i casi, come il suo, di esposizione domestica.

Le proposte presentate in Senato

Le modifiche identificate come 27.4 e 27.5 sono state presentate rispettivamente dai senatori Spinelli e Lisei, e da un gruppo composto da Camusso, Zampa, Zambito, Giorgis, Bazoli, Parrini, Meloni, Mirabelli, Rossomando, Valente, Verini, Malpezzi e Nicita. A queste si aggiunge la proposta 27.0.5, firmata da Magni, Cucchi e De Cristofaro.

Si tratta di testi tra loro molto simili nei contenuti, con alcune differenze nella formulazione e nella copertura finanziaria prevista.

Estensione delle norme alle famiglie dei militari

Le proposte intervengono sulla normativa già esistente in materia di vittime del dovere, prevedendo che le relative disposizioni possano essere applicate anche ai familiari del personale militare. Il riferimento è ai casi in cui venga accertato un collegamento tra la patologia e l’esposizione, anche indiretta, ad amianto o ad altri agenti nocivi durante il servizio svolto dal coniuge o dal familiare.

Il riconoscimento non è automatico, ma subordinato a una verifica formale secondo le procedure previste dalla normativa vigente.

Il ruolo dell’accertamento amministrativo

Un elemento centrale delle proposte riguarda le modalità con cui viene stabilito il nesso di causalità. I testi prevedono che tale accertamento avvenga in via amministrativa, seguendo le procedure già disciplinate dal DPR 29 ottobre 2001, n. 461.

Viene inoltre precisato che restano validi gli eventuali accertamenti già definiti con sentenze passate in giudicato, evitando così sovrapposizioni o conflitti interpretativi.

I benefici previsti

Le modifiche puntano a estendere ai soggetti interessati i benefici già riconosciuti alle vittime del dovere. Si tratta di misure di natura indennitaria, assistenziale e previdenziale, previste dalla legislazione vigente e applicate nei casi in cui siano rispettati i requisiti stabiliti.

L’estensione di tali benefici rappresenta uno degli elementi principali delle proposte in discussione.

Le differenze tra i testi

Le proposte 27.4 e 27.5 risultano sostanzialmente coincidenti nella struttura e nei contenuti, inclusa la previsione di una copertura finanziaria pari a 1,5 milioni di euro annui a partire dal 2026.

La proposta 27.0.5 introduce invece un nuovo articolo, denominato 27-bis, con una formulazione leggermente diversa. In questo caso il riferimento ai familiari appare più ampio e viene esplicitato il collegamento con il riconoscimento della causa di servizio. Anche la copertura economica prevista è differente, con uno stanziamento indicato in 1 milione di euro annui a decorrere dal 2026.

Copertura economica e sostenibilità

Tutte le proposte individuano la copertura finanziaria attraverso la riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica. Questo elemento è necessario per garantire la compatibilità delle misure con i vincoli di bilancio.

Una fase ancora in evoluzione

Le modifiche al DDL 1818 si trovano attualmente in fase di esame parlamentare. L’eventuale approvazione dipenderà dal confronto tra le diverse proposte e dalle valutazioni tecniche e politiche che accompagneranno l’iter legislativo.

Allo stato attuale, si tratta quindi di ipotesi normative in discussione, che potrebbero contribuire a ridefinire l’ambito delle tutele riconosciute ai familiari del personale delle Forze Armate nei casi previsti dalla legge.

Campogalliano (MO) ONA: richiesta accesso atti su possibile amianto

Mirco Zanoli, Osservatorio Nazionale Amianto Carpi
Mirco Zanoli, Osservatorio Nazionale Amianto Carpi

È stata presentata una richiesta formale di accesso agli atti e informazioni ambientali riguardante una ipotizzata presenza di coperture contenenti amianto nel territorio del Comune di Campogalliano (Modena).

La richiesta agli enti competenti

L’iniziativa è stata promossa da Mirco Zanoli, coordinatore dell’Osservatorio Nazionale Amianto (sezione di Carpi).

La richiesta, datata 23 marzo 2026, è indirizzata agli enti competenti per il territorio.

Nel documento si fa riferimento a una segnalazione ricevuta da cittadini relativa alla possibile presenza di coperture in cemento-amianto in un’area situata nei pressi dell’incrocio tra via Zucchini e via Rubiera.

Nel testo della richiesta si parla espressamente di una situazione da verificare.
Allo stato attuale non viene dichiarata alcuna certezza sulla presenza di amianto e non sono citati esiti di analisi tecniche o campionamenti.

Le informazioni riportate nella segnalazione sono quindi di natura preliminare e richiedono eventuali verifiche da parte delle autorità competenti.

Le informazioni richieste

Attraverso l’istanza di accesso agli atti, i firmatari chiedono in particolare se l’amministrazione comunale sia a conoscenza della situazione segnalata. E nel caso di conferma di presenza asbesto, quale sia la più recente valutazione dello stato di conservazione delle eventuali coperture.

La richiesta rientra nelle procedure previste dalla normativa in materia di accesso alle informazioni ambientali.

Amianto: informazioni generali

L’amianto (o asbesto) è un materiale utilizzato in passato in diversi ambiti, in particolare nell’edilizia. Il suo utilizzo è stato vietato in Italia con la legge n. 257 del 1992.

La normativa vigente prevede specifiche procedure per la gestione, il monitoraggio e la bonifica dei materiali che lo contengono (in base allo stato di conservazione) affidate a enti e tecnici qualificati.

” E’ ancora tutto da verificare, ma qualora fosse confermato, ricordiamo che l’amianto è potenzialmente un cancerogeno riconosciuto, pericoloso quando le sue fibre si disperdono nell’aria e vengono inalate.” – Afferma l’avv. Ezio Bonanni, tra i maggiori esperti in materia e presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Al momento, la situazione descritta è oggetto di una richiesta di chiarimenti dagli organi competenti.

Il contenuto della richiesta rappresenta quindi solo una istanza formale di verifica.

Allo stato attuale si attende riscontro.

Varsavia, possibile amianto rallenta lavori Palazzo Cultura e Scienza

Foto di Przemysław Włodkowski da Pixabay
Foto di Przemysław Włodkowski da Pixabay

Il progetto di ristrutturazione della Palazzo della Cultura e della Scienza, e in particolare della storica Congress Hall di Varsavia, subisce un nuovo rinvio per possibile presenza di amianto. I lavori, ripresi nel novembre 2023 dopo una lunga interruzione, avrebbero dovuto concludersi entro l’anno, ma sarà difficile rispettare la scadenza.

Un cantiere complesso tra storia, vincoli e imprevisti

La riqualificazione della Congress Hall, inizialmente concepita come un intervento di modernizzazione limitato agli impianti e agli spazi di servizio, si è trasformata nel tempo in un progetto molto più ampio e strutturale.

Durante le lavorazioni è emersa la necessità di intervenire su più livelli dell’edificio, inclusi seminterrati, impianti tecnici, vie di fuga ed elementi strutturali. La complessità è aumentata ulteriormente a causa dello status di edificio storico vincolato. La quale impone il rispetto rigoroso degli elementi architettonici originali, destinati a essere restaurati e ricollocati al termine dei lavori.

Possibile amianto e ritardi: il nodo principale del cantiere

Il problema più rilevante resta la possibile presenza di amianto, che secondo la fonte si sarebbe rivelata superiore rispetto a quanto indicato dalle analisi preliminari. Il materiale è stato individuato progressivamente in diverse aree dell’edificio, rendendo necessari interventi aggiuntivi e modifiche alle tecniche di lavorazione.

Come più volte spiegato da ONA in Italia, La gestione dell’amianto richiede procedure specialistiche, tempi più lunghi e costi elevati per la rimozione e lo smaltimento. Questo ha inevitabilmente rallentato il cronoprogramma dei lavori.

A complicare ulteriormente la situazione si sono aggiunti anche fattori organizzativi, tra cui difficoltà nella gestione degli appalti, il fallimento di uno dei contraenti e l’aumento dei costi di materiali e manodopera.

Un progetto di recupero tra conservazione e modernizzazione

Nonostante le difficoltà, l’obiettivo finale della riqualificazione resta quello di restituire alla città una struttura completamente rinnovata ma rispettosa del suo valore storico.

La futura Congress Hall sarà trasformata in uno spazio polifunzionale destinato a eventi culturali, istituzionali e di spettacolo. Il progetto prevede l’installazione di nuovi sistemi elettroacustici, illuminotecnici e scenotecnici, oltre a una completa riorganizzazione degli spazi interni.

La capienza sarà compresa tra 2.400 e 2.600 posti, con un miglioramento significativo del comfort grazie a nuove sedute e maggiore spazio tra le file. Particolare attenzione sarà dedicata anche agli spazi dietro le quinte, ai percorsi tecnici e all’accessibilità per le persone con disabilità.

Un edificio simbolo della storia di Varsavia

La Congress Hall è una delle strutture più iconiche del complesso del Palazzo della Cultura e della Scienza, costruito tra il 1952 e il 1955. Nel corso dei decenni ha ospitato eventi politici, culturali e musicali di rilievo internazionale.

Tra gli appuntamenti più noti figurano concerti storici, manifestazioni internazionali e importanti eventi televisivi e sportivi, che hanno contribuito a renderla un punto di riferimento per la vita culturale della capitale polacca.

La sala era stata chiusa nel 2014 per consentire l’avvio dei lavori di restauro, ma il progetto ha subito numerose interruzioni fino alla ripresa del 2023. Da allora, la complessità dell’intervento ha continuato a far slittare le tempistiche.

L’obiettivo più difficile del restauro

Ogni intervento deve essere coordinato con le autorità competenti per la tutela dei beni storici, in particolare con il conservatore provinciale dei monumenti della Masovia, che supervisiona il rispetto delle caratteristiche architettoniche originali dell’edificio.

Tempi incerti e costi in aumento

Il progetto, già caratterizzato da anni di ritardi, ha visto crescere in modo significativo i costi complessivi, che ammontano ormai a diverse centinaia di milioni di zloty (moneta della Polonia). Un esempio delle difficoltà legate al recupero di edifici storici complessi, dove la necessità di conservazione si intreccia con problemi strutturali e ambientali imprevisti.

Fonte: WhiteMad