Nonostante il divieto introdotto in Italia con la legge del 1992, l’amianto continua a rappresentare un pericolo concreto per la salute pubblica e per l’ambiente. La sua presenza sul territorio resta significativa a causa di una mappatura incompleta e di interventi di bonifica ancora insufficienti.
Situazione in Veneto: dati e criticità
Come riportato da Maddalena Maltese su La Difesa del Popolo, l’ Osservatorio Nazionale Amianto segnala che fino al 2021 in Veneto sarebbero stati registrati 2.864 casi di mesotelioma, pari al 7,7% del totale nazionale. Le province di Venezia e Padova quindi risulterebbero tra le più colpite. A questi numeri andrebbero aggiunte altre malattie asbesto-correlate, come tumori polmonari e asbestosi. La pandemia da Covid-19 avrebbe inoltre rallentato la raccolta dei dati, rendendo il quadro ufficiale ancora più parziale.
Ezio Bonanni: una vita in prima linea
Avvocato e presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto dal 2010, Ezio Bonanni si occupa da oltre vent’anni della tutela legale di lavoratori e cittadini esposti all’asbesto e ad altri agenti cancerogeni. Oltre alla sua attività giudiziaria, promuove iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica e spinge per un’azione più incisiva da parte delle istituzioni nella bonifica e nella prevenzione.
Danni alla salute e tempi di latenza
Il pericolo dell’amianto sta nelle sue fibre microscopiche. Quando il materiale si degrada o viene maneggiato senza le dovute precauzioni, queste particelle si disperdono nell’aria. Penetrano nei polmoni e nei tessuti pleurici e vi restano per decenni. Le malattie legate all’amianto, come il mesotelioma pleurico, possono manifestarsi anche 30 o 40 anni dopo l’esposizione, rendendo la diagnosi tardiva e le cure difficili.
Controlli e ordinanze locali
L’attenzione delle autorità locali resta alta. A Orta di Atella, in provincia di Caserta, un sopralluogo dell’ASL e della polizia municipale avrebbe individuato lastre che potrebbero contenere amianto su un tetto di circa 30 metri quadrati. Il sindaco ha imposto ai proprietari la caratterizzazione del materiale entro 30 giorni e, in caso di conferma della presenza di amianto, la bonifica entro sei mesi. Episodi come questo evidenziano la necessità di un monitoraggio costante e di risposte rapide per tutelare la salute pubblica.



