Nel dibattito parlamentare sul DDL n. 1818 emergono diverse proposte di modifica che riguardano l’estensione delle tutele previste per le vittime del dovere anche ai familiari del personale delle Forze Armate. Le iniziative intervengono in particolare nei casi di patologie oncologiche e pre-oncologiche associate, secondo accertamenti previsti dalla legge, all’esposizione ad amianto o ad altre sostanze nocive durante il servizio.
Segnalazione di Paola Santospirito, Osservatorio Nazionale Amianto Taranto, moglie di vittima del dovere e affetta da patologie amianto correlata. Santospirito ha depositato alcune modifiche che possano prendere in considerazione i casi, come il suo, di esposizione domestica.
Le proposte presentate in Senato
Le modifiche identificate come 27.4 e 27.5 sono state presentate rispettivamente dai senatori Spinelli e Lisei, e da un gruppo composto da Camusso, Zampa, Zambito, Giorgis, Bazoli, Parrini, Meloni, Mirabelli, Rossomando, Valente, Verini, Malpezzi e Nicita. A queste si aggiunge la proposta 27.0.5, firmata da Magni, Cucchi e De Cristofaro.
Si tratta di testi tra loro molto simili nei contenuti, con alcune differenze nella formulazione e nella copertura finanziaria prevista.
Estensione delle norme alle famiglie dei militari
Le proposte intervengono sulla normativa già esistente in materia di vittime del dovere, prevedendo che le relative disposizioni possano essere applicate anche ai familiari del personale militare. Il riferimento è ai casi in cui venga accertato un collegamento tra la patologia e l’esposizione, anche indiretta, ad amianto o ad altri agenti nocivi durante il servizio svolto dal coniuge o dal familiare.
Il riconoscimento non è automatico, ma subordinato a una verifica formale secondo le procedure previste dalla normativa vigente.
Il ruolo dell’accertamento amministrativo
Un elemento centrale delle proposte riguarda le modalità con cui viene stabilito il nesso di causalità. I testi prevedono che tale accertamento avvenga in via amministrativa, seguendo le procedure già disciplinate dal DPR 29 ottobre 2001, n. 461.
Viene inoltre precisato che restano validi gli eventuali accertamenti già definiti con sentenze passate in giudicato, evitando così sovrapposizioni o conflitti interpretativi.
I benefici previsti
Le modifiche puntano a estendere ai soggetti interessati i benefici già riconosciuti alle vittime del dovere. Si tratta di misure di natura indennitaria, assistenziale e previdenziale, previste dalla legislazione vigente e applicate nei casi in cui siano rispettati i requisiti stabiliti.
L’estensione di tali benefici rappresenta uno degli elementi principali delle proposte in discussione.
Le differenze tra i testi
Le proposte 27.4 e 27.5 risultano sostanzialmente coincidenti nella struttura e nei contenuti, inclusa la previsione di una copertura finanziaria pari a 1,5 milioni di euro annui a partire dal 2026.
La proposta 27.0.5 introduce invece un nuovo articolo, denominato 27-bis, con una formulazione leggermente diversa. In questo caso il riferimento ai familiari appare più ampio e viene esplicitato il collegamento con il riconoscimento della causa di servizio. Anche la copertura economica prevista è differente, con uno stanziamento indicato in 1 milione di euro annui a decorrere dal 2026.
Copertura economica e sostenibilità
Tutte le proposte individuano la copertura finanziaria attraverso la riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica. Questo elemento è necessario per garantire la compatibilità delle misure con i vincoli di bilancio.
Una fase ancora in evoluzione
Le modifiche al DDL 1818 si trovano attualmente in fase di esame parlamentare. L’eventuale approvazione dipenderà dal confronto tra le diverse proposte e dalle valutazioni tecniche e politiche che accompagneranno l’iter legislativo.
Allo stato attuale, si tratta quindi di ipotesi normative in discussione, che potrebbero contribuire a ridefinire l’ambito delle tutele riconosciute ai familiari del personale delle Forze Armate nei casi previsti dalla legge.



