La presenza di amianto naturale nel sottofondo del campo sportivo di via Merli, a Reggio Emilia, ha portato alla sospensione temporanea del cantiere. L’impianto è interessato da interventi di rifacimento del terreno sintetico.
La decisione è stata presa dopo i risultati delle analisi effettuate nell’ambito delle attività di monitoraggio della struttura. Gli accertamenti hanno individuato la possibile presenza di crisotilo, una varietà di amianto di origine naturale.
«L’amianto può entrare nell’ambient da fonti sia naturali che antropiche […]. L’erosione delle rocce contenenti amianto è la principale fonte naturale.» Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – Ezio Bonanni
Amianto naturale nella ghiaia sotto il manto sintetico
Secondo diverse fonti il materiale esaminato conterrebbe amianto crisotilo in una concentrazione pari a 300 milligrammi per chilogrammo.
Il dato risulta inferiore al valore soglia di 1.000 mg/kg indicato dalla normativa ambientale.
La sostanza sarebbe presente naturalmente nelle cosiddette pietre verdi serpentiniche, rocce caratteristiche di alcune aree dell’Appennino. Non si tratterebbe, quindi, di frammenti riconducibili a vecchie coperture o manufatti in cemento-amianto.
Le analisi, come precisato dalla Fondazione per lo Sport, non hanno infatti evidenziato materiali riconducibili a lastre o altri prodotti contenenti cemento-amianto.
Un ulteriore elemento riguarda la posizione del materiale. La ghiaia interessata si trova infatti al di sotto del manto sintetico, a pochi centimetri dalla superficie.
Cantiere fermo e accessi vietati
Nonostante i valori rilevati siano inferiori alla soglia normativa indicata, la Fondazione per lo Sport ha scelto di adottare misure precauzionali.
I lavori di rifacimento sono stati quindi sospesi in attesa delle valutazioni degli enti competenti.
Gli esiti delle analisi sono stati trasmessi ad Ausl, Arpae e Comune, così da consentire gli approfondimenti necessari.
Nel frattempo, è stato disposto il divieto di accesso all’area sia per le persone sia per i mezzi. Tra le misure adottate figura anche la bagnatura costante del terreno.
Fondazione per lo Sport al lavoro per la ripresa delle attività
La situazione resta sotto osservazione da parte della Fondazione per lo Sport.
La presidente Valeria Prampolini ha spiegato che sono in corso interlocuzioni con i soggetti coinvolti per individuare il percorso più rapido e adeguato alla gestione del problema.
Tra gli interlocutori figurano l’Azienda sanitaria, Arpae, il Comune e la Reggio Calcio, società che gestisce il campo di via Merli e gli impianti limitrofi sulla base di una concessione della durata di quindici anni.
Restano da definire i tempi necessari per gli eventuali interventi sul terreno e per la successiva ripresa del cantiere.
La priorità dichiarata è consentire il ritorno alla piena fruibilità della struttura, nel rispetto delle indicazioni degli enti competenti.
Amianto naturale, il legame con le rocce dell’Appennino reggiano
Per il momento, il cantiere resta sospeso. La ripresa degli interventi sarà legata alle valutazioni degli enti competenti e alle decisioni sulle modalità di gestione del materiale presente nel sottofondo.
La presenza di crisotilo nelle rocce naturali non è una caratteristica sconosciuta nel territorio reggiano (e non solo).
Alcune formazioni geologiche dell’Appennino contengono infatti minerali fibrosi associati alle cosiddette pietre verdi. Tra le aree interessate vengono indicate quelle di Villa Minozzo, Ramiseto e Canossa.
In passato, fino al 1992, materiali provenienti da queste formazioni venivano utilizzati anche per la produzione di materiali da costruzione, massicciate stradali e inerti.
In Emilia-Romagna erano stati individuati 19 siti estrattivi con presenza naturale di amianto. Tra questi figuravano anche alcune cave dismesse dell’alto crinale reggiano.



