La presenza di amianto all’interno del cimitero di Vada, nel territorio comunale di Rosignano Marittimo, ha reso necessario un intervento di bonifica e la temporanea interdizione della struttura al pubblico. Il Comune ha programmato una serie di lavori per eliminare i materiali contenenti la fibra, con un calendario che, secondo le comunicazioni diffuse, prevede la chiusura dal 5 al 10 novembre.
La misura riguarda sia i cittadini che il personale incaricato della gestione del cimitero. Lo scopo è consentire lo svolgimento delle operazioni in condizioni di sicurezza, evitando l’esposizione di visitatori e operatori durante le lavorazioni.
L’amministrazione ha inoltre previsto la possibilità di modificare il programma in caso di condizioni meteorologiche avverse, in particolare pioggia e vento, oppure di riaprire anticipatamente qualora le attività dovessero concludersi prima del termine stabilito. Eventuali variazioni saranno comunicate alla popolazione.
Amianto nei cimiteri: un problema dell’edilizia del passato
“Per decenni l’amianto è stato utilizzato in numerosi settori produttivi, nell’edilizia pubblica e privata e nelle opere destinate a servizi collettivi. Le sue caratteristiche di resistenza al calore, agli agenti atmosferici e all’usura ne avevano favorito una diffusione molto estesa. L’amianto era presente in coperture, tubazioni, pannelli, canne fumarie, pavimentazioni, rivestimenti e componenti isolanti. Il suo impiego non riguardava soltanto abitazioni, fabbriche e scuole, ma anche strutture pubbliche, impianti e luoghi di sepoltura.” Ha dichiarato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e massimo esperto in Italia sull’asbesto.
Anche i cimiteri possono quindi presentare manufatti contenenti amianto, soprattutto nelle parti edilizie e impiantistiche realizzate o ristrutturate quando il materiale era ancora ampiamente commercializzato.
Coperture di edifici di servizio, depositi, locali tecnici, condotte e altri elementi costruttivi possono essere interessati da questa problematica. La presenza effettiva deve naturalmente essere accertata attraverso verifiche tecniche e analisi specifiche.
Perché la bonifica dell’amianto è importante
L’amianto rappresenta un rischio sanitario soprattutto quando le fibre microscopiche vengono disperse nell’aria e possono essere inalate. I materiali integri e in buono stato non comportano necessariamente un rilascio immediato di fibre, mentre deterioramento, danneggiamento e interventi non controllati possono aumentare il pericolo di dispersione.
Per questo motivo, la gestione dei manufatti contenenti amianto richiede procedure specifiche, personale qualificato e modalità di rimozione conformi alla normativa.
Amianto, una questione ancora aperta in Italia
A distanza di oltre trent’anni dal divieto di utilizzo dell’amianto introdotto con la legge 257 del 1992, il problema della presenza dei materiali contenenti questa sostanza resta attuale.
Il divieto di produzione e commercializzazione non ha infatti comportato la scomparsa immediata dei manufatti installati negli anni precedenti. Una parte di questi materiali è ancora presente in edifici, infrastrutture e strutture pubbliche, rendendo necessarie attività di censimento, controllo, manutenzione e bonifica.
La questione riguarda anche luoghi frequentati quotidianamente dalla popolazione e strutture pubbliche che, nel corso degli anni, hanno accumulato manufatti appartenenti a diverse fasi della storia edilizia italiana.
La bonifica dell’amianto è una misura di prevenzione sanitaria e di tutela ambientale. Individuare i materiali, verificarne le condizioni e programmare la loro rimozione rappresenta un passaggio fondamentale per ridurre l’eventuale esposizione alle fibre e proteggere lavoratori, cittadini e generazioni future.



