A 25 anni dagli attentati dell’11 settembre 2001, il sindaco di New York Zohran Mamdani rende pubblico un vasto archivio sulla qualità dell’aria a Lower Manhattan, sull’esposizione alle polveri di amianto e sulla gestione dell’emergenza. Tra i documenti disponibili anche 68 scatole di atti ritrovate negli archivi municipali.
A distanza di un quarto di secolo dagli attentati dell’11 settembre, torna al centro dell’attenzione una delle questioni più controverse legate al dopo Ground Zero: che cosa venne rilevato sulla qualità dell’aria e quali informazioni erano disponibili alle autorità nelle settimane e nei mesi successivi al crollo delle Torri Gemelle?
Il Comune di New York ha aperto al pubblico un nuovo archivio digitale dedicato agli effetti ambientali e sanitari dell’attacco. La prima tranche comprende oltre 170.000 pagine di documenti riguardanti la qualità dell’aria, i rischi per la salute e le decisioni assunte dalle amministrazioni cittadine dopo la tragedia.
Già L’avv. Ezio Bonanni, in un articolo del 2023 dal titolo “11 settembre: gli effetti dell’amianto si fanno sentire” parlò delle possibili malattie asbesto correlate che vigili del fuoco, operatori e persone presenti durante l’attentato.
I documenti sull’aria di Ground Zero
Tra i materiali pubblicati figurano rapporti del Department of Environmental Protection (DEP), documenti del Records and Information Services, del Department of Buildings, del Fire Department e del Department of Design and Construction.
La documentazione riguarda in particolare le condizioni ambientali di Lower Manhattan, le attività di monitoraggio e le risposte istituzionali all’emergenza.
Uno degli aspetti che ha attirato maggiore attenzione riguarda la presenza di amianto nelle aree interessate dalle operazioni di soccorso e bonifica.
Nel corso della presentazione del nuovo archivio, Mamdani ha affermato che i documenti mostrano come l’amianto fosse stato individuato in numerosi punti sottoposti a controllo.
Il caso dell’amianto dopo il crollo delle Torri Gemelle
Il crollo del World Trade Center provocò la dispersione nell’ambiente di una enorme quantità di polveri, anche di asbesto, e materiali derivanti dalla distruzione degli edifici.
Negli anni successivi, numerosi studi hanno analizzato l’esposizione di soccorritori, lavoratori, residenti e persone che frequentavano Lower Manhattan.
Il Comune precisa inoltre che il portale sarà aggiornato nel corso dei prossimi 12 mesi con ulteriori materiali.
“Harding Memo” e le possibili conseguenze
Tra i documenti più attesi figura il cosiddetto Harding Memo, una comunicazione dell’ottobre 2001 indirizzata all’allora vicesindaco di New York.
Secondo la ricostruzione contenuta nei materiali presentati dal Comune si ipotizzava il rischio che la città potesse essere coinvolta in un numero molto elevato di richieste di risarcimento legate alle conseguenze delle decisioni assunte dopo gli attentati.
Il Comune di New York ha annunciato anche l’intenzione di aiutare alcuni cittadini a recuperare la documentazione necessaria per dimostrare la propria presenza nella cosiddetta Exposure Zone e accedere ai programmi federali dedicati alla salute.
Un archivio in evoluzione
Il Comune inoltre ha chiarito che le circa 170.000 pagine sono soltanto una parte della documentazione e che nuove pubblicazioni sono previste nei prossimi 12 mesi.
Per consultare i documenti invitiamo quindi ad inserire nel campo di ricerca la parola chiave “asbestos” in questo archivio.



