Arrivano i primi risultati del monitoraggio ambientale eseguito dopo il sequestro dell’area di viale Verona a Vicenza: i tre campioni analizzati da Arpav non hanno evidenziato fibre di amianto nell’aria esterna al cantiere. Ne avevamo parlato in un precedente articolo.
Il dato riguarda i controlli effettuati a cantiere fermo e rappresenta, quindi, una fotografia della situazione nel momento in cui sono stati eseguiti i prelievi. Il monitoraggio, secondo quanto comunicato dalle autorità locali, è destinato a proseguire.
Amianto nel cantiere Tav: perché è scattato il sequestro
La vicenda riguarda i lavori collegati al secondo lotto funzionale della linea ferroviaria Verona-Padova, nel tratto dell’attraversamento di Vicenza.
Il caso è emerso dopo alcune segnalazioni presentate dai residenti della zona. Durante un sopralluogo effettuato il 17 agosto, i tecnici di Arpav e del Servizio prevenzione, igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Ulss 8 Berica hanno verificato le condizioni dell’area.
Nel corso dell’ispezione è stata riscontrata la presenza di materiali contenenti asbesto su una copertura parzialmente demolita. I tecnici hanno inoltre rilevato modalità di movimentazione delle lastre considerate non conformi alle procedure previste.
L’area è stata quindi sottoposta a sequestro preventivo, successivamente convalidato.
Previsti interventi di bonifica e rimozione dell’amianto
Per il cantiere erano già stati predisposti gli atti relativi alle demolizioni e un piano di lavoro per la bonifica e la rimozione dell’amianto.
Dopo il sequestro, l’attenzione si è concentrata soprattutto su una questione: verificare se le attività svolte nell’area avessero determinato una dispersione di fibre nell’ambiente esterno.
Per questo Arpav e Ulss 8 hanno organizzato una specifica attività di monitoraggio dell’aria.
Tre campioni analizzati da Arpav
I tecnici hanno effettuato tre campionamenti dell’aria in punti esterni al cantiere.
I prelievi sono stati eseguiti nelle aree residenziali di viale Verona, nel parcheggio di un esercizio commerciale e nel parcheggio pubblico di via Alessandro Rossi.
Al momento dei controlli, il cantiere era fermo. Le condizioni meteorologiche sono state registrate durante le operazioni e il vento proveniva da est.
Gli esiti dei tre campioni non hanno evidenziato fibre di amianto rilevabili nell’aria. I valori sono risultati inferiori al limite di quantificazione previsto dal metodo analitico utilizzato dal laboratorio Arpav.
Nel campione raccolto in via Alessandro Rossi, per esempio, il risultato è stato indicato come inferiore a 0,28 fibre per litro.
I risultati sono rassicuranti, ma il monitoraggio continua
Questo risultato, tuttavia, non chiude la vicenda.
Il monitoraggio è infatti destinato a proseguire e dovranno essere completate le attività necessarie per la messa in sicurezza dell’area, la bonifica e la rimozione dei materiali contenenti amianto.
La fase successiva riguarda quindi la gestione dei materiali e il rispetto delle procedure previste per gli interventi di bonifica.
Comune, Arpav e Ulss continueranno a seguire l’evoluzione della situazione, mentre l’attività degli organi competenti proseguirà nell’ambito degli accertamenti sul cantiere.
Gli esiti disponibili al momento sono riferiti ai campioni raccolti durante una specifica giornata e con il cantiere fermo. Sarà il monitoraggio complessivo, insieme alla corretta gestione dei materiali contenenti amianto, a fornire un quadro più completo.



