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venerdì, Aprile 24, 2026

Il valore delle testimonianze dei familiari delle vittime dell’amianto

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Ascoltare per comprendere il valore della sofferenza

Durante il Convegno del 30.03.2026 alla Sala del Carroccio al Campidoglio, l’occasione si è prestata anche all’ascolto delle preziose testimonianze dei familiari delle vittime dell’amianto.

Le testimonianze, rappresentano pienamente la portata devastante della pericolosità dell’amianto. Quali siano le concrete e dirette conseguenze per la vita, la salute e la dignità della persona e di interi nuclei familiari.

In apertura degli interventi sulle testimonianze riguardo le vittime dell’amianto, il Sig.re Ennio Pietrangeli.

Figlio di un docente e assistente tecnico agli per i laboratori di studi scolastici, vittima dell’amianto, la storia personale e la lotta con suo padre contro l’amianto di cui ne è stato poi vittima.

La testimonianza, rappresenta come segue al contempo un grido di dolore e una profonda richiesta verso la politica.

Ennio Pietrangeli:

Sig.re Ennio Pietrangeli, figlio di una vittima dell'amianto
Sig.re Ennio Pietrangeli, figlio di una vittima dell’amianto

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“I laboratori dell’istituto romano dove ha lavorato mio padre, sono ancora esistenti. La polvere di amianto era presente assieme a mio padre ed i ragazzi nella scuola.

Erano i primi anni ‘90, quando mio padre fu messo alla gogna contro un sistema consolidato.

A cinquant’anni il killer invisibile ha presentato a mio padre il conto. Cercando di capire il perché di tutto questo, mio padre ha iniziato a leggere la dottrina sul tema amianto.

Dopo la morte di mio padre ed i tre anni di malattia dove è lui stesso morto un pezzo per volta, sono entrato in in contatto con l’Avv.to Ezio Bonanni.

Purtroppo, le conseguenze asbesto correlate, sono state provate proprio tutte da mio padre.

Purtroppo, si fa finta di non vedere davvero il problema.

Anche io ero studente, come tanti altri che hanno studiato in queste scuole. E pensiamo purtroppo che tutti si potranno ammalare.

Sono arrabbiato con parte della giustizia, non includendo gli esponenti della giustizia che cercano anche di riflettere sul tema.

L’interpretazione della legge, è influenzata anche dal pensiero personale.

Mentre la politica può agire con le menti adatte e il loro background per trovare delle soluzioni.

Non andiamo da nessuna parte, e continuiamo a contare solo morti. Ed i morti fanno male.

Assistere il calvario di mio padre e vederlo morire giorno per giorno, è inspiegabile.

Ma i politici insieme ai professionisti possono trovare la vera chiave di volta”.

La ricerca della prova scientifica inconfutabile

La partecipazione dei congiunti e familiari delle vittime dell’amianto ha proseguito nel corso dell’evento dedicato ai temi della bonifica dell’amianto, sostenendo l’importanza di ogni suo contenuto sulla base di vere esperienza di vita e dolore.

Anche la Sig.ra Mara Sabbioni,  è figlia di una vittima di gravissima patologia correlata alla esposizione all’amianto.

In questo caso, la comparsa della malattia è stata improvvisa e silente per anni. Non preannunciata da sintomi fisici e per questo davvero traumatica per gli stessi familiari coinvolti nella grande perdita.

L’importanza delle testimonianze, risiede nella forza delle stesse persone che hanno provato lo stesso calvario della vittima dell’amianto. Entrando in una dimensione d’impatto, sconosciuta, in un contesto da comprendere e combattere.

Sig.ra Mara Sabbioni, figlia di una vittima dell'amianto
Sig.ra Mara Sabbioni, figlia di una vittima dell’amianto

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Mara Sabbioni:

“Dopo undici mesi di terribile calvario nel 2013, quando mio padre è morto per un mesotelioma pleurico ho conosciuto l’Avv.to Ezio Bonanni.

Poi, abbiamo scoperto causalmente che la causa della patologia di cui era affetto mio padre fosse nelle fibre di amianto. Infatti, mio padre, quotidianamente le respirava, proprio per il suo ruolo di motorista navale, nella Marina Militare. Nell’incarico dal Porto di Messina alle Isole Eolie del trasporto dell’acqua.

Per noi, è stata una scoperta terrificante, sopraggiunta quando mio padre tra l’altro era giovane, aveva cinquantasette anni ed io ventitre. Devastante vedere la sua sofferenza.

Da figlia, riconosco il sentimento della rabbia, non solo sentimento distruttivo. Ma quel sentimento che mi ha permesso di costruire anche grazie all’Avv.to Bonanni.

Mi ha permesso di rendere concreto questo sentimento che mi stava facendo implodere. Non potendo aiutare e salvare mio padre.

Scoprire la responsabilità dello Stato e il fatto di averlo sottratto negli anni della sua gioventù da anni di vita, mentre lavorava e poi strapparcelo nel fiore del suo ruolo come: padre, marito, amico, lavoratore.

Sono grata all’Avv.to Bonanni per tutta la sua forza.

Ho assistito molto mio padre, dal momento di apprensione della sua malattia fino al decesso. E proprio per indole personale, di figlia in cerca di salvezza per il proprio genitore, ma anche per il mio ruolo lavorativo di biologa, ho studiato tutto lo scibile sull’amianto.

La divisa di mio padre, conservata da sempre e a contatto degli abbracci di mia madre a mio padre di ritorno dal lavoro, costituisce tutt’ora un rischio.

Analizzandola presso l’Asl e l’Istituto Superiore di Sanità dove lavoro, si è certificato con documentazione fotografica e relazionale la prova vincente della presenza di amianto sulla divisa a distanza di molti anni.

Lo Stato non ha potuto più opporre resistenza.

Le famiglie si trovano a vivere questa immane tragedia, il killer silenzioso dell’amianto che coinvolge ed uccide l’intera famiglia. Noi, abbiamo combattuto contro la malattia e lo Stato.

I tentativi e la lotta contro il riconoscimento della colpevolezza, è stata dura.

Dopo trenta anni, è agghiacciante riconoscere il rischio e il danno subito. Mio padre non ha avuto prima nessun sintomo ed era una persona molto forte. Ma è stato un calvario enorme.

Alla fine abbiamo creduto in questa battaglia, dove hanno provato a dire di tutto. E soltanto davanti all’evidenza scientifica trovando le fibre di amianto nel cappello e la divisa si sono arresi.

I risultati ottenuti non mi ridaranno indietro mio padre, la ferita e la cicatrice resteranno.

Ma sono sempre contenta di sapere che il nostro impegno con l’Associazione possa aiutare i familiari a sentirsi capiti e supportati in azioni legali. Constatando che da privati cittadini non sapremmo condurre.

Sottolineo l’importanza di ogni parola detta, in quanto non dobbiamo mai dimenticare nessuna delle vittime”.

L’importanza di informazione e la comprensione per le nuove generazioni

Infine e sempre con grande attenzione, all’ascolto di una donna che ha perso suo marito in un tempo velocissimo senza alcun evidente riconoscimento degno e pari alla perdita subita.

La Sig.ra Silvana Zambonini, offre uno spunto di riflessione rivolto soprattutto per i giovani.

Sottolineando l’importanza di una informazione destinata a tutti e che sia soprattutto “dei giovani”. Gli stessi giovani che si trovano coinvolti nella questione della pericolosità dell’amianto.

Come sfuggire a delle domande legittime e tacere di fronte alla gravità e il pericolo in cui incorrono proprio i minori agli albori della loro esistenza.

Sig,ra Mara Sabbioni moglie di una vittima dell'amianto
Sig,ra Silvana Zambonini, moglie di una vittima dell’amianto

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Silvana Zambonini:

“Non sono preparata sull’amianto ed ho solo immaginato di essere una dei ragazzi presenti nella scuola dove c’è amianto. Curiosa di sapere cos’è l’amianto.

Se uso l’intelligenza artificiale vedo che è un minerale che conosceva Marco Polo.

Ma del dolore vissuto non se ne parla.

Mio marito in cinque mesi se ne è andato per amianto.

Ma anche io sono malata di amianto e per la prima volta mi sono occupata di amianto. Ne ho sentito parlare dal 1995, ed ho respirato per trentatre anni una fibra di amianto al giorno.

L’umanità dov’è e dove stiamo andando?

Continuiamo a parlare di bonifica e sappiamo che nella “Terra dei Fuochi” sono morti bambini dove è stato interrato amianto ad altri materiali.

La sofferenza di chi rimane quando una persona se ne va.

E allora cosa dobbiamo fare per i bambini, per i ragazzi che vogliono sapere di più sull’amianto?

Informare è prevenzione al contempo. Per questo, ringrazio oggi l’Avv.to Ezio Bonanni oggi mio legale, con il quale cerco di far riconoscere il dolore dalla perdita di mio marito. Cercando un degno riconoscimento a ciò che non può essere definito un “lutto naturale””.

In conclusione

Possiamo cogliere ogni aspetto umano e il dramma che si esprime nella memoria del dolore profondo, conservato dai familiari delle vittime dell’amianto. Persone provate da veri e propri calvari, molto spesso inaspettati e in momenti importanti della propria vita personale e familiare.

Parlarne del dolore, dell’inaspettato, dell’immediatezza di una perdita cara, della gravità e la superficialità di non saper rimediare e soprattutto riconoscere, ha un significato preciso.

Rendere le preziose testimonianze, un valore aggiunto all’opera intrapresa di prevenzione, dimostra pienamente quanto essa contenga un altissimo valore.

Come detto durante gli interventi e i racconti dei familiari delle vittime, nonostante nulla possa restituire la perdita di una persona cara sussiste però una luce di umanità. L’importanza di saper riconoscere il dolore, dare un nome e una risposta dove c’è stata una responsabilità grave e palese, è necessario.

Ringraziando i presenti con ogni testimonianza resa, essendosi associati al lavoro quotidiano di ONA per la lotta all’amianto, auspichiamo che la battaglia per l’amianto possa sempre più diventare un faro di speranza.

Riuscendo a sostenere le vittime, purtroppo, delle morti da amianto. Ma al contempo puntare alla prevenzione, non permettendo a questa carneficina da tempo in atto di continuare a seminare vittime.

 

 

 

 

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