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giovedì, Aprile 2, 2026

Amianto, Ezio Bonanni: “Servono bonifiche e più tutele”

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Il tema dell’amianto torna al centro del dibattito pubblico dopo l’intervento dell’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA). L’associazione, attiva a livello nazionale, ha promosso una petizione sulle bonifiche amianto che è stata ritenuta ammissibile dalla Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo, aprendo così a un esame preliminare da parte della Commissione UE.

Si tratta di un passaggio istituzionale importante: Bruxelles ha deciso di approfondire la questione relativa alla presenza di amianto in diversi siti industriali siciliani e alla necessità di interventi di bonifica più incisivi.

 UE e Italia sul tema amianto

Secondo Bonanni, la questione amianto in Italia è ancora aperta sotto diversi profili normativi e sanitari. L’avvocato ricorda che “in passato l’Italia è stata oggetto di una procedura di infrazione europea per il mancato recepimento di direttive comunitarie in materia di protezione dei lavoratori esposti all’amianto.” – Ha affermato Bonanni.

Successivamente, con il D.Lgs. 277/91, la Legge 257/92 (che ha messo al bando l’amianto) e il Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs. 81/08), il quadro normativo è stato aggiornato. Tuttavia, secondo l’ONA, permangono criticità legate alla presenza di materiali contenenti amianto in edifici pubblici, scuole, ospedali e siti industriali.

Bonanni sottolinea come la quantità stimata di amianto ancora presente sul territorio nazionale – circa 32 milioni di tonnellate – renda urgente un piano di bonifica strutturato, per evitare ulteriori rischi sanitari e possibili richiami da parte delle istituzioni europee.

Situazione e ritardi nelle bonifiche

In un articolo su QdS, Bonanni indica la Sicilia è una delle regioni interessate dalla presenza di siti industriali dismessi o attivi con potenziale contaminazione da asbesto.

Bonanni evidenzia come, nel corso degli anni, diverse aziende con sede legale nel Centro-Nord abbiano operato anche nel Mezzogiorno. Questo ha contribuito allo sviluppo industriale, ma ha lasciato aperte in alcuni territori questioni ambientali che oggi richiedono interventi concreti.

La questione riguarda tutto il territorio nazionale

Secondo quanto evidenziato dall’ONA, manca ancora in tutto il territorio nazionale un censimento completo dei siti contaminati e le operazioni di bonifica procedono con lentezza.

Il presidente dell’ONA inoltre afferma che è fondamentale il riconoscimento dei benefici contributivi per i lavoratori esposti (art. 13, comma 8, L. 257/92).  Richiama l’attenzione sulle rendite Inail per le vittime di patologie asbesto-correlate, oltre alla necessità di garantire maggiore uniformità nelle tutele su tutto il territorio nazionale.

L’azione dell’Osservatorio Nazionale Amianto

“L’ONA è una associazione nata per offrire assistenza legale e supporto ai lavoratori esposti e ai familiari delle vittime.  Parallelamente, l’ONA prosegue con azioni civili e iniziative istituzionali per ottenere bonifiche più rapide e un rafforzamento delle misure di prevenzione.” – prosegue Bonanni.

Salute pubblica: un tema ancora attuale

A oltre trent’anni dalla messa al bando della pericolosa sostanza in Italia, il problema non può dirsi superato. La presenza di materiali contenenti fibre di asbesto in numerosi edifici e aree industriali richiede interventi coordinati tra Stato, Regioni ed enti locali.

“L’attenzione ora è rivolta anche all’Europa. L’esame preliminare avviato dalla Commissione UE potrebbe contribuire ad accelerare le verifiche e a stimolare un rafforzamento delle politiche ambientali e sanitarie legate all’asbesto.” – Conclude Bonanni.
Fonti:
Osservatorio Nazionale Amianto, QdS.
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