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giovedì, Gennaio 29, 2026

Amianto in Lombardia: in vigore nuova legge per i lavoratori

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La Regione Lombardia ha approvato una nuova normativa dedicata alla protezione dei lavoratori esposti all’amianto. Introducendo regole più dettagliate su dispositivi di sicurezza, controlli e responsabilità operative.

“Il provvedimento si inserisce nel quadro della normativa nazionale e delle direttive europee. Rafforzandone l’applicazione a livello territoriale.” Afferma l’Avv. Ezio Bonanni dellOsservatorio Nazionale Amianto commentando la notizia.

La legge riguarda tutte le attività che possono comportare un contatto con fibre di asbesto. Ossia manutenzione di edifici, lavori di demolizione, rimozione e smaltimento dei materiali contaminati, fino agli interventi di bonifica ambientale.

Protezioni più rigorose e limiti di esposizione ridotti

Uno degli aspetti centrali del nuovo testo è la definizione puntuale dei dispositivi di protezione individuale e collettiva. Vengono chiariti i compiti e le responsabilità dei soggetti coinvolti, dalle aziende ai lavoratori, fino alle Agenzie di Tutela della Salute (Ats), incaricate di prevenzione, vigilanza e controllo.

Tra le principali novità spicca la riduzione drastica del limite di esposizione professionale all’amianto: il valore massimo consentito viene abbassato di dieci volte. I sistemi di protezione dovranno quindi garantire che la concentrazione di fibre nell’aria respirata sia ampiamente inferiore ai limiti di legge, assicurando un margine di sicurezza concreto per chi opera sul campo.

La normativa introduce inoltre misure preventive più stringenti, come l’obbligo di permessi specifici per il personale impiegato e la verifica preliminare della presenza di amianto negli edifici più datati prima di avviare lavori di manutenzione o demolizione.

Oltre 213 mila siti con amianto sul territorio regionale

Il problema resta di dimensioni rilevanti. In Lombardia sono stati segnalati alle Ats più di 213 mila siti o strutture contenenti amianto. Secondo le stime, la rimozione completa del cemento-amianto dovrà essere completata entro il 2032.

Se nel 2007 i materiali contaminati ancora da smaltire ammontavano a circa 2,8 milioni di metri cubi, l’obiettivo è scendere a 520 mila metri cubi entro la scadenza fissata, segnando un’importante riduzione ma anche la necessità di accelerare gli interventi.

Malattie professionali: numeri ancora allarmanti

I dati sanitari confermano la gravità della situazione. Negli ultimi vent’anni sono stati registrati 12.559 casi sospetti di patologie professionali correlate all’esposizione all’amianto. Ogni anno, in media, il 40% dei lavoratori colpiti da queste malattie muore a causa della patologia, pari a circa 501 decessi annui a livello nazionale.

I settori maggiormente interessati restano le bonifiche, l’edilizia, l’industria metalmeccanica e quella tessile, ambiti nei quali il rischio di esposizione è storicamente più elevato.

Fonte: Milano Today

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