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lunedì, Aprile 27, 2026

Amianto, richiesta bonifiche a Trapani, Piediripa e Princeton(USA)

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“L’amianto getta la sua ombra funesta in tutto il mondo. Che si tratti di una piccola frazione di una città del Centro Italia, del Capoluogo di una Regione italiana o un Comune statunitense. La paura delle conseguenze causate dalla pericolosa sostanza unisce a livello globale. Infatti l’amianto è responsabile della morte di circa 230.000 persone l’anno in tutto il mondo. Del resto le fibre di asbesto, se inalate, possono provocare gravissime malattie come asbestosi, mesotelioma e vari tipi di cancroHa affermato l’Avv. Ezio Bonanni presidente di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto.

Trapani, un tribunale da bonificare?

Al Tribunale di Trapani sarebbero stati scoperti centinaia di metri quadri di pannelli contenenti fibra di amianto.
I sindacati  Fp Cgil, Cisl Fp e Uilpa Trapani hanno rivolto un appello alla presidente del Tribunale Alessandra Camassa. La richiesta è quella di effettuare un sopralluogo per conto di Spresal – Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro. Come spesso segnalato da ONA, la bonifica rappresenta lo strumento principe per la lotta a questo pericoloso materiale.

Secondo una delle fonti, è stata depositata un’istanza di accesso agli atti al Comune di Macerata, all’ASUR Area Vasta, all’ARPAM e alla Provincia di Macerata. Lo scopo è di conoscere lo stato effettivo delle coperture presenti sul tetto del mercato ortofrutticolo di Piediripa.
Durante un sopralluogo sarebbe stata rilevata la possibile presenza di lastre in cemento-amianto della struttura pubblica, molto frequentata dai cittadini. Se l’amianto dovesse essere confermato, la richiesta è ovviamente quella della più celere messa in sicurezza tramite bonifica.

Princeton, continua la rimozione dell’amianto da uno storico edificio del campus

Proseguono all’interno del campus dell’Università di Princeton, i lavori di bonifica dell’amianto presso uno degli edifici. E verranno protratti per tutta l’estate 2025. L’intervento è parte di un più ampio piano di restauro della facciata avviato nell’estate precedente, dopo che analisi preventive effettuate a inizio 2024 avevano rilevato la presenza della sostanza nei sigillanti delle finestre esterne.
Il materiale rimosso viene temporaneamente conservato in un contenitore sigillato situato nel cortile del negozio universitario, conforme agli standard di sicurezza richiesti per questo tipo di rifiuto. Le operazioni di rimozione sono state accompagnate da misure di contenimento rigorose, tra cui barriere interne, rivestimenti in plastica e l’utilizzo di acqua trattata per impedire la dispersione di fibre.
Durante i lavori, l’edificio è stato evacuato per prevenire qualsiasi esposizione.
L’intervento dovrebbe terminare entro la fine di agosto 2025, appena in tempo per l’arrivo degli studenti per il nuovo anno accademico.

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