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lunedì, Aprile 27, 2026

Ricerca sull’amianto: scoperte scientifiche e prospettive di bonifica

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L’amianto, noto per la sua pericolosità, continua a rappresentare una minaccia per la salute pubblica e l’ambiente. Recenti studi scientifici hanno aperto nuove prospettive.

Amianto e malattie autoimmuni

Tradizionalmente associato a patologie oncologiche come il mesotelioma, l’amianto è anche al centro di ricerche che ne evidenziano il ruolo nell’insorgenza di malattie autoimmuni sistemiche. Tra queste annoveriamo l’artrite reumatoide e il lupus eritematoso sistemico.
Una revisione pubblicata su Autoimmunity Reviews ha analizzato 31 studi epidemiologici. Il riscontro un aumento significativo del rischio di sviluppo di autoanticorpi antinucleo (Ana) in soggetti esposti. In particolare, l’esposizione alle fibre di crocidolite, sembrerebbe avere un impatto maggiore rispetto al crisotilo.

Bioremediation: batteri marini contro l’amianto

L’Università della Pennsylvania (Usa) ha portato avanti una ricerca utilizzando batteri marini estremofili per la detossificazione. Secondo questo studio, questi organismi sarebbero in grado di ridurre la tossicità delle fibre. Lo farebbero rimuovendo in queste componenti di ferro e silicio. Questi risultati aprono la strada a nuove metodologie di bonifica ambientale basate sulla biotecnologia.

Microscopia elettronica a scansione 

Il National Institute of Standards and Technology negli Usa, ha sviluppato un metodo  efficiente per la rilevazione dell’asbesto tramite microscopia elettronica “a scansione”. Questa tecnica offre un’alternativa più accessibile e rapida rispetto alla tradizionale microscopia elettronica “a trasmissione”. Ciò potrebbe ridurre i costi associati alla bonifica.

Esposizione all’amianto nei giovani

In Australia, alcuni casi di mesotelioma negli adolescenti, hanno acceso i riflettori sui pericoli derivanti l’esposizione domestica all’asbesto. Nonostante la messa al bando dell’amianto da oltre vent’anni, molte abitazioni potrebbero contenere ancora materiali contaminati. E’ necessaria quindi una maggiore consapevolezza e precauzione, anche durante i lavori di ristrutturazione nelle case.

Come Osservatorio Nazionale Amianto insistiamo che la prevenzione primaria sia essenziale. Ricordiamo che i tempi di latenza del mesotelioma possono variare a seconda dei casi. In alcuni potrebbe essere anche di quarantotto anni. In altri, il mesotelioma può insorgere anche dopo dieci anni dalla prima esposizione.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni presidente di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto.

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