Quotidianamente raccogliamo storie che parlano di amianto. Lo facciamo raccogliendo notizie da ogni parte d’Italia e dal mondo, per entrare nel cuore oscuro di questa fibra assassina, per svelarne la diffusione e le drammatiche conseguenze di un lascito iniziato nel secolo scorso e destinato a durare ancora decenni.
Piacenza, 487 segnalazioni
Nel 2024 la città di Piacenza ha registrato 487 segnalazioni di presenza della sostanza killer per procedere allo smaltimento. Tra i lavori di bonifica più significativi lo scalo merci ferroviario. Ma rimane ancora troppo da fare.
Ona – Osservatorio Nazionale Amianto, segnala che l’Emilia Romagna è la terza Regione italiana per mortalità correlate all’asbesto con 660 decessi.
Reggio Calabria, urgenza di bonifiche vere
L’Osservatorio Nazionale Amianto locale, che ha da poco aperto la nuova sede a via Micene, continua a segnalare una situazione allarmante nel territorio. L’Avv. Ezio Bonanni, Presidente di ONA, avrebbe già presentato istanza di accesso agli atti agli enti competenti.
“Chiediamo bonifiche vere, trasparenti e tracciabili” ha affermato Massimo Alampi.
Pavia: i morti di amianto martiri del nostro tempo
Don Gian Paolo Civillini, arciprete di Broni, ha paragonato le vittime dell’asbesto ai martiri. la dichiarazione è avvenuta questo lunedì durante l’omelia alla Basilica del Comune in provincia di Pavia. Una messa in occasione della Giornata Mondiale delle Vittime dell’amianto.
In base ai dati dell’Agenzia Tutela della Salute di Pavia, tra il 2016 e il 2022, sono stati ben 262 i morti legati all’amianto, di cui il 50% nel distretto Broni-Casteggio. Rischi dovute alle coperture in amianto ancora da bonificare.
Larderello, in provincia di Pisa, l’amianto alla Valle del diavolo
In un articolo su Il Manifesto, Franco Berti, ex operaio affetto da asbestosi, ha dichiarato: “Dei 20 che eravamo nella cooperativa dove lavoravo, siamo sopravvissuti in 2. E siamo ammalati. Gli altri sono morti di mesotelioma. L’amianto era dappertutto: praticamente lo mangiavamo”.
Colpiti anche i parenti delle vittime
L’amianto ha colpito spietato anche le mogli, compagne e addette al lavaggio delle tute degli operai. Alcuni familiari hanno vinto la causa in tribunale ma diversi lavoratori non sono stati riconosciuti come possibili beneficiari.
“La contaminazione fu elevata per centinaia di lavoratori almeno fino agli anni ’90″ ha comunicato l’avvocato Ezio Bonanni, difensore di Berti.



