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venerdì, Aprile 24, 2026

Talco e amianto, controversie ancora aperte

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Johnson & Johnson sta affrontando una marea di cause che riguardano il talco contaminato dall’amianto, prodotto nelle sue aziende. I primi di luglio 2024, in Texas, negli Stati Uniti, un giudice federale ha respinto la richiesta di un gruppo di querelanti che cercava di impedire alla multinazionale della cosmesi di dichiarare bancarotta. La decisione del giudice Michael Shipp si è basata sul fatto che i danni ipotetici derivanti dalla proposta di fallimento erano troppo incerti per essere considerati giuridicamente. Questo evento ha segnato l’ultimo capitolo di una serie di tentativi legali per risolvere oltre 60mila casi pendenti relativi al talco contaminato dall’asbesto. Per comprendere appieno l’attuale situazione, è essenziale esaminare i mesi precedenti e il contesto storico della controversia

Johnson & Johnson : 23 anni di battaglie 

2001, le prime accuse. La disputa ha avuto inizio con le accuse secondo cui i prodotti a base di talco di Johnson & Johnson potessero essere contaminati dall’amianto, minerale notoriamente cancerogeno. Le prime cause legali avevano sollevato preoccupazioni riguardo al possibile legame tra l’uso del talco e il cancro alle ovaie e il mesotelioma.

Nel corso degli anni, diverse giurie hanno emesso sentenze multimilionarie contro J&J a favore dei querelanti che sostenevano di aver sviluppato malattie a causa dell’esposizione al talco contaminato. Queste sentenze hanno portato a un totale di compensi che ad oggi supera i 6,5 miliardi di dollari.

Johnson & Johnson

Proposte di fallimento e la strategia del Texas two step

Johnson & Johnson ha tentato ripetutamente di risolvere le controversie attraverso proposte di fallimento. Su tutte, ha fatto ricorso a una strategia controversa, nota come “Texas two step”.

In cosa consiste? Praticamente, l’azienda crea una nuova entità legale, spesso in uno Stato come il Texas, con leggi che favoriscono le società in casi di fallimento o responsabilità legale.

La filiale assume pertanto la responsabilità delle passività contestate. Questo trasferimento può includere sia la gestione delle cause legali pendenti sia la dichiarazione di fallimento per risolvere le passività.

Separando le passività contestate in una filiale, l’azienda madre può proteggere i suoi conti attivi principali da potenziali perdite finanziarie significative associate alle cause legali.

Una strategia fraudolenta?

La strategia del Texas Two-Step è stata oggetto di critiche severe da parte dei querelanti e dei loro avvocati. Essi sostengono che questa sia una manovra fraudolenta per evitare responsabilità legale e limitare l’accesso delle vittime a un risarcimento completo per danni subiti a causa di prodotti difettosi o pericolosi. Per tali motivi, in passato, alcuni giudici hanno respinto tentativi simili, sostenendo che l’intento principale fosse quello di eludere la responsabilità anziché affrontarla direttamente.

La decisione del giudice federale

Il 24 luglio 2024, infatti, un evento importante ha segnato il futuro delle controversie legali. In particolare, il giudice federale Michael Shipp ha respinto l’istanza presentata da un gruppo di querelanti, i quali cercavano di bloccare la proposta di fallimento di J & J. Di conseguenza, il giudice ha stabilito che i danni ipotetici derivanti dalla dichiarazione di fallimento erano troppo incerti per giustificare un’azione legale immediata. In altre parole, tradotto in termini semplici, non vi erano sufficienti basi concrete per procedere legalmente.

Implicazioni per i querelanti e per l’azienda

Per i querelanti, la decisione rappresenta un colpo significativo. Questi, avevano cercato di prevenire la dichiarazione di fallimento da parte di Johnson & Johnson, sperando di evitare che l’azienda utilizzasse la strategia del “Texas Two-Step” per ridurre la sua responsabilità legale. Con il rigetto dell’istanza, le vittime di amianto si trovano ora in una posizione difficile, poiché devono continuare a portare avanti le loro cause legali secondo i termini proposti dall’azienda.

Per Johnson & Johnson, la decisione del giudice rappresenta un passo avanti nella sua strategia legale. L’azienda aveva proposto un piano di liquidazione di 6,475 miliardi di dollari per risolvere la maggior parte delle cause legali pendenti. Se questo piano riceverà il sostegno di almeno il 75% dei querelanti, risolverà il 99,75% delle cause rimanenti.

Johnson & Johnson
Il talco della Johnson & Johnson, contaminato dall’amianto

Johnson & Johnson: continua il negazionismo 

Come detto, il cuore della controversia risiede nel collegamento tra talco e amianto. Mentre la multinazionale continua a negare che il suo talco sia stato contaminato dall’amianto e afferma che il prodotto è sempre stato sicuro per l’uso umano, prove scientifiche e giuridiche hanno dimostrato il contrario. La presenza del pericoloso minerale nel talco solleva gravi preoccupazioni per la salute pubblica. Spingendo a nuove ricerche scientifiche e rinnovati dibattiti sulla regolamentazione dei prodotti cosmetici e per l’igiene personale.

Intanto, mentre il colosso della cosmesi e i suoi oppositori legali continuano a navigare attraverso il labirinto dei processi e delle proposte di risoluzione, il risultato di questa guerra avrà profonde implicazioni per il futuro delle pratiche aziendali, della regolamentazione governativa e della fiducia dei consumatori.

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