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giovedì, Agosto 18, 2022

Fondi per bonifiche amianto, ma le amministrazioni non li usano

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Le amministrazioni comunali italiane hanno utilizzato in questi anni soltanto il 30% dei fondi messi a disposizione per le bonifiche dall’amianto.

Le risorse sono state stanziate nel 2015 dal cosiddetto “Collegato ambiente” per liberare gli edifici pubblici.

I dati emergono da un’analisi del Centro Studi Enti Locali basata sui dati emersi dalle graduatorie consultabili sul sito del Ministero della transizione ecologica (Mite). In questi anni siano stati assegnati soltanto 3.777.351 euro, a fronte degli oltre 12 milioni stanziati a questo scopo. Oltre 8 milioni dunque sono rimasti fuori, per carenza di richieste.

La legge 221 del 2015 “Collegato ambiente”

La Legge 221 del 2015 (“Collegato ambiente”), con l’articolo 56, comma 7, ha istituito fondi con dotazione finanziaria di 5,536 milioni di euro per il 2016 e 6,018 milioni per ciascuno degli anni 2017 e 2018.

La volontà era quella di coprire, integralmente o parzialmente, i costi di progettazione preliminare e definitiva degli interventi di bonifica di beni contaminati da amianto. Per un massimo di 15mila euro ad intervento.

Le priorità: asili, scuole e ospedali

Il Governo ha individuato anche le priorità, mettendo al primo posto gli edifici pubblici all’interno, nei pressi o comunque entro un raggio non superiore a 100 metri da asili, scuole, parchi gioco, strutture di accoglienza socio-assistenziali, ospedali, impianti sportivi.

A seguire vengono, invece, quelli relativi a edifici pubblici per i quali esistono segnalazioni da parte di enti di controllo sanitario e/o di tutela ambientale e/o di altri enti e amministrazioni in merito alla presenza di amianto.

Fondi, finanziati soltanto 636 progetti

Gli avvisi per le pubbliche amministrazioni “Collegato ambiente” hanno riscosso un interesse limitato. Sono stati assegnati 1.318.113 euro per 242 interventi nel 2017, 853.223 per 140 interventi nel 2019, 417.345 euro per 63 interventi nel 2021 e 1.188.670 euro per 191 interventi nell’ultima graduatoria, pubblicata lo scorso febbraio.

Solo 636, dunque, i progetti globalmente finanziati. Secondo gli ultimi dati di Legambiente sarebbero invece ben 50.744 gli edifici pubblici contaminati dalla presenza di amianto.

Bonanni (Ona): “È inaccettabile”

L’Osservatorio nazionale amianto si batte da anni per le bonifiche. “È davvero inaccettabile che i pochi fondi stanziati, che non sono certo sufficienti per coprire le spese delle bonifiche del milione di siti contaminati presenti in tutta Italia – ha commentato il presidente Ona, l’avvocato Ezio Bonanni – non siano neanche pienamente utilizzati.

La bonifica è l’unica strada per fermare la strage causata dall’asbesto. Ci sono ancora oltre 2000 scuole che presentano amianto con 350mila studenti e 50mila tra insegnati e operatori a rischio. Per non parlare degli ospedali, dove si va per curarsi e si rischia di contrarre patologie asbesto correlate“.

L’avvocato Bonanni ha spiegato bene il fenomeno dell’amianto nell’ultima pubblicazione: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“. Le vittime sono 7mila l’anno, di cui quelle di mesotelioma (VII rapporto ReNaM), sono solo la punta dell’iceberg. Ci sono, infatti, tutte quelle legate ai vari tipi di tumore causati dall’amianto e delle altre malattie correlate.

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