La splendida spiaggia di Mount Batten, uno dei punti di riferimento più amati dai nuotatori e dai residenti di Plymouth, in Inghilterra, è attualmente chiusa al pubblico: la decisione è scattata a causa di un problema ambientale che dura ormai da oltre sei anni, ossia il continuo spiaggiamento di frammenti e fibre di amianto.
Il blocco totale dell’accesso è avvenuto a seguito di analisi sulla sabbia. I test hanno rilevato una concentrazione di fibre. A dichiararlo è la BBC.
I rischi per la salute e i dati della contaminazione
“L’esposizione prolungata e l’inalazione delle fibre di amianto sono strettamente collegate a gravi patologie polmonari che possono manifestarsi anche a distanza di decenni.” Afferma l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto in Italia.
I dati raccolti dalle autorità locali dal 2019 a oggi delineano una situazione complessa:
Oltre 1,5 tonnellate di materiale contaminato sono state rimosse dall’area negli ultimi anni.
Tra i materiali rinvenuti ci sono sia la varietà di amianto bianco (crisotilo) sia la più pericolosa variante di amianto blu (crocidolite)
I primi interventi nel 2019 avevano portato alla rimozione iniziale di circa 500 kg di residui tossici.
Nonostante i campionamenti dell’aria non abbiano fortunatamente mostrato tracce di fibre volatili, la presenza di amianto direttamente nella sabbia ha spinto il Comune di Plymouth a scegliere la via della massima prudenza, vietando l’accesso alla spiaggia per tutelare i cittadini.
Da dove proviene l’amianto? L’ipotesi degli esperti
Il mistero lprincipale riguarda la fonte di questa costante contaminazione. Sebbene non ci siano ancora certezze assolute, archeologi marittimi ed esperti locali ipotizzano che la causa potrebbe forse essere legata alla vecchia base aerea della RAF (Royal Air Force), attiva sulla penisola fino al 1992.
Secondo questa ricostruzione, i materiali edili e le coperture contenenti amianto utilizzati all’epoca sarebbero stati sepolti nel terreno. Oggi, a causa della forte erosione costiera, il mare starebbe progressivamente scavando la scogliera, portando alla luce i vecchi detriti e trascinandoli a riva con le maree. Ma si tratta, è bene ribadirlo, solo di un’ipotesi.
L’impatto sulla comunità e sull’economia locale
Per moltissimi nuotatori regolari, la spiaggia rappresentava un punto di ritrovo sociale fondamentale, accessibile anche ad anziani e persone con mobilità ridotta.
Secondo quanto dichiarato dall’emittente, alcune attività ristorative vicine avrebbero già registrato forti cali di fatturato, arrivando in certi casi alla chiusura.
La chiusura della spiaggia è in contrasto con l’obiettivo originale che vede l’area di Plymouth Sound nominata come primo Parco Marino Nazionale del Regno Unito.
La deputata locale è intervenuta attivamente in Parlamento per chiedere un intervento d’urgenza e lo stanziamento di fondi speciali per la bonifica.
Quali saranno i prossimi passi?
Il Comune di Plymouth ha dichiarato che la riapertura della spiaggia è una priorità assoluta. Tuttavia, l’amministrazione ha sottolineato che l’operazione richiede tempi tecnici inevitabili. Si tratta infatti di un intervento complesso che necessita dell’individuazione scientifica della fonte e di un piano di bonifica strutturale.
Attualmente sono in corso analisi anche in altre zone costiere limitrofe per verificare che la contaminazione sia circoscritta solo all’area di Mount Batten.



