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lunedì, Agosto 17, 2026

Amianto, USA oltre il divieto del 2024: nuova proposta bipartisan

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Amianto, gli Stati Uniti tornano a discuterne al Senato. Ma per capire la portata della nuova iniziativa legislativa è necessaria una precisazione: negli USA un importante divieto è già entrato in vigore nel 2024.

Il 28 marzo di quell’anno infatti l’Environmental Protection Agency, l’agenzia federale per la protezione dell’ambiente, ha infatti adottato una norma che vieta gli usi ancora in corso del crisotilo, compresa la produzione e l’importazione per gli utilizzi interessati dal provvedimento. Il crisotilo era indicato dall’EPA come l’unica forma di amianto allora ancora importata, lavorata e distribuita per l’uso negli Stati Uniti.

La nuova proposta del 2026 nasce quindi con un obiettivo diverso: estendere ulteriormente la protezione e arrivare a una disciplina federale più ampia sull’amianto.

Amianto negli Stati Uniti, la nuova proposta bipartisan

Il 4 agosto 2026 il senatore democratico Jeff Merkley, dell’Oregon, ha presentato l’Alan Reinstein Ban Asbestos Now Act of 2026, identificato come S. 5235.

Il provvedimento è sostenuto anche dal senatore repubblicano John Curtis, dello Utah. È un elemento politicamente rilevante perché la proposta nasce quindi con un sostegno bipartisan.

Il testo propone di modificare il Toxic Substances Control Act, la legge federale che disciplina numerose sostanze chimiche, per vietare la produzione, la lavorazione, l’utilizzo e la distribuzione commerciale dell’amianto commerciale e dei prodotti che lo contengono.

Cosa ha già vietato l’EPA nel 2024

Per comprendere la novità del disegno di legge bisogna partire dalla norma già approvata.

Nel 2024 l’EPA ha vietato gli usi ancora in corso del crisotilo.

Il provvedimento riguarda anche l’importazione. La stessa EPA specifica che la norma proibisce la produzione, inclusa l’importazione, la lavorazione, la distribuzione commerciale, l’uso commerciale e lo smaltimento del crisotilo per gli impieghi interessati.

L’intervento riguarda anche la possibilità di far entrare negli Stati Uniti il materiale destinato agli impieghi sottoposti al divieto.

Le proibizioni, inoltre, sono state introdotte con tempi diversi a seconda dell’utilizzo. L’EPA spiega infatti che alcune disposizioni sono entrate in vigore progressivamente.

Perché nel 2026 si parla ancora di un divieto dell’amianto?

Perché la normativa del 2024 riguarda principalmente il crisotilo e gli utilizzi ancora in corso.

La nuova proposta legislativa vuole invece intervenire in modo più ampio sull’amianto commerciale.

Secondo il testo di S. 5235, la definizione comprende le fibre di amianto riconosciute dalla normativa federale e ulteriori forme indicate nel provvedimento. La proposta punta così a superare una regolamentazione limitata a specifici utilizzi e a costruire un divieto legislativo più esteso.

L’amianto già presente resta un problema

C’è però un’altra questione che nessun divieto può risolvere automaticamente: l’amianto già presente.

Un materiale installato decenni fa non scompare perché viene vietata una nuova importazione.

L’EPA ha infatti dedicato una seconda parte della propria valutazione del rischio agli usi storici dell’amianto e al relativo smaltimento. Nel novembre 2024 l’agenzia ha valutato anche il crisotilo e altre fibre, considerando i rischi associati alla gestione e alla possibile dispersione dei materiali contenenti amianto.

Questo significa che la prevenzione deve continuare anche dopo il divieto dei nuovi utilizzi.

Il commento dell’Avv. Ezio Bonanni: «Un passo importante, ma la prevenzione deve continuare»

Per l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto in Italia il nuovo disegno di legge è un’occasione per rafforzare la prevenzione. «È positivo che negli Stati Uniti il tema dell’amianto continui a essere affrontato sul piano legislativo. Il divieto introdotto dall’EPA nel 2024 per gli utilizzi ancora in corso del crisotilo ha rappresentato un passaggio importante. Ora il Congresso torna a discutere una proposta di portata più ampia».

Bonanni richiama però l’attenzione anche sulla situazione dei materiali già presenti. “L’amianto già presente negli edifici, negli impianti e nelle infrastrutture continua a richiedere controllo, gestione e, quando necessario, bonifica. La prevenzione deve riguardare l’intero ciclo di vita del materiale».

«Sorprende che si debba ancora discutere di questo»

Il presidente dell’ONA considera significativo il fatto che, dopo decenni di conoscenze sui rischi dell’amianto, negli Stati Uniti sia ancora necessario intervenire con nuove proposte legislative.  “Da italiano, non posso non guardare con sorpresa a un percorso legislativo che ancora oggi deve affrontare il problema di un divieto federale più ampio. In Italia la legge 257 del 1992 ha vietato l’estrazione, l’importazione, l’esportazione, la commercializzazione e la produzione dell’amianto e dei prodotti contenenti amianto”, osserva Bonanni.

Una legge che non è ancora approvata

È importante chiarire che S. 5235 è un disegno di legge, non una legge già in vigore.

Il testo è stato presentato al Senato il 4 agosto 2026 ed è stato assegnato alla Committee on Environment and Public Works. Dovrà quindi affrontare il normale percorso legislativo prima di poter diventare legge.

Per Ezio Bonanni, la direzione dovrebbe essere quella della prevenzione. “Ogni fibra che non viene utilizzata, importata o dispersa nell’ambiente è un’esposizione che può essere evitata. E quando parliamo di amianto, evitare l’esposizione deve essere sempre il primo obiettivo”.

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