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mercoledì, Gennaio 28, 2026

Malesia, associazioni richiedono il divieto totale dell’amianto

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Tra i Paesi che utilizzano ancora l’amianto c’è la Malesia, ma la buona notizia è che associazioni di lavoratori e gruppi per la tutela dei consumatori stanno rilanciando la richiesta di un divieto totale.

L’amianto in Malesia

In Malesia, la sostanza è ancora presente in molte strutture costruite tra gli anni ’50 e ’80, come scuole, ospedali, uffici governativi e abitazioni popolari.

Non esistono leggi che vietino il suo utilizzo negli edifici privati, e l’unico tipo di amianto ancora importato legalmente è il crisotilo, noto anche come amianto bianco, vietato però negli edifici pubblici dal 1999 (scuole e cliniche) e dal 2005 per tutti gli altri edifici governativi.

Le organizzazioni che chiedono il divieto

Il Consumers’ Association of Penang (CAP), il sindacato internazionale Building and Wood Workers’ International, il Health and Safety Advisory Centre (HASAC) e il gruppo ambientalista Sahabat Alam Malaysia hanno ribadito che non esiste un limite sicuro di esposizione all’amianto, citando dati dell’International Labour Organization (ILO).

Istanza sostenuta anche in Italia dall’Osservatorio Nazionale Amianto e dall’Avv. Ezio Bonanni.

Questi gruppi hanno chiesto al ministro delle Risorse Naturali e della Sostenibilità Ambientale locale di completare l’iter di divieto totale entro il 2027.

Perché vietare l’amianto è urgente

“L’inalazione di fibre di amianto può causare mesotelioma ed altre malattie asbesto correlate anche a distanza di 30 anni”– afferma l’Avv. Ezio Bonanni.
Il Global Cancer Observatory stima che i casi di mesotelioma in Malesia aumenteranno decisamente nel 2045.

L’industria del crisotilo sostiene che il materiale possa essere usato in sicurezza se gestito correttamente, mentre le organizzazioni per la salute pubblica denunciano campagne mirate a minimizzare i rischi.

La gestione dell’amianto esistente

Un divieto totale richiede un piano dettagliato per gestire e rimuovere l’amianto già presente negli edifici. Il general manager di Safe Asbestos Solutions, spiega che molti lavoratori utilizzerebbero ancora l’amianto senza protezioni adeguate, esponendosi a gravi rischi.

La soluzione proposta, quindi, prevede innanzitutto l’identificazione di tutti i materiali contenenti asbesto tramite registro nazionale. Ovviamente la rimozione sicura durante lavori di ristrutturazione, con procedure e smaltimento controllato.

Altri Paesi asiatici come Giappone, Corea del Sud e Taiwan, hanno già effettuato un divieto assoluto della pericolosa sostanza. In Singapore, il divieto risale al 1989, anche se molti edifici più vecchi contengono ancora asbesto. La rimozione richiederà decenni, ma un divieto seguito da piani concreti di smaltimento è possibile.

Fonte: https://www.channelnewsasia.com/

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