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sabato, Aprile 18, 2026

Amianto e tumori digestivi: studio francese

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Uno studio condotto in Francia e pubblicato a febbraio 2025 da Bénédicte Clin, Céline Gramond, Fleur Delva, Pascal Andujar, Isabelle Thaon, Patrick Brochard, Julia Benoist, Antoine Gislard, François Laurent, Ilyes Benlala, Christophe Paris e Jean-Claude Pairon offre uno sguardo dettagliato sulla possibile relazione tra esposizione professionale all’amianto e tumori dell’apparato digerente. Con particolare riferimento al carcinoma esofageo.

Come è stato condotta la ricerca?

L’indagine si basa su una coorte di oltre tredicimila lavoratori maschi precedentemente esposti all’amianto e seguiti per un periodo di dieci anni. L’obiettivo degli autori era quello di valutare sia l’incidenza dei tumori sia la mortalità associata. Analizzando anche l’eventuale ruolo delle placche pleuriche, segnali radiologici tipici dell’esposizione pregressa alla fibra minerale.

La ricerca ha coinvolto 13.481 uomini. Calcolato un indice cumulativo di esposizione, una misura che quantifica l’intensità e la durata del contatto con l’amianto. Questa valutazione ha permesso di classificare la popolazione in base al livello di rischio. Ed ha compreso sia i soggetti con esposizione lieve sia quelli con una storia professionale più intensa.

Una parte del gruppo, composta da 4.794 individui, ha inoltre effettuato una TC toracica.  Ciò ha consentito di verificare la presenza di placche pleuriche e di comprendere il ruolo di questo segno clinico come possibile fattore aggiuntivo nell’aumento del rischio oncologico. Tutte le analisi statistiche sono state realizzate attraverso un modello di regressione di Cox. Con un aggiustamento per variabili fondamentali come l’età, il fumo e il tempo trascorso dalla prima esposizione.

Cosa emerge dalle analisi di incidenza e mortalità?

I risultati mostrano un quadro chiaro. L’esposizione all’amianto presenta un rapporto dose-risposta significativo in relazione al tumore dell’esofago. Ogni incremento dell’indice cumulativo di esposizione corrisponde a un aumento del rischio di sviluppare questa neoplasia, anche correggendo l’analisi per abitudine tabagica e durata dell’esposizione nel tempo.

La situazione diventa ancora più rilevante nel sottogruppo che ha eseguito la TC. In questi soggetti la presenza di placche pleuriche si associa a un rischio quasi triplo di sviluppare un carcinoma esofageo. Si tratta di un dato importante, perché suggerisce che tale manifestazione non sia solo un segno di esposizione pregressa, ma possa rappresentare un indicatore di rischio più diretto.

Lo studio ha inoltre valutato la mortalità e ha riscontrato una relazione coerente con quanto osservato nell’incidenza. Livelli più elevati di esposizione si associano a una maggiore probabilità di morte per tumore esofageo.

Fonte dello studio: Bénédicte Clin et al., studio epidemiologico sull’esposizione professionale all’amianto e tumori dell’apparato digerente.
Clin, B., Gramond, C., Delva, F. et al. Esposizione all’amianto, placche pleuriche e tumori dell’apparato digerente. BMC Public Health 25 , 686 (2025). https://doi.org/10.1186/s12889-025-21969-0

Un quadro che rafforza il legame tra amianto e tumori digestivi

Il fatto che la relazione persista anche dopo gli aggiustamenti statistici e che diventi più evidente nei soggetti con placche pleuriche sottolinea l’importanza di un monitoraggio clinico mirato nelle categorie professionali esposte.

Questi risultati contribuiscono a rafforzare la conoscenza scientifica sul tema e confermano l’urgenza di mantenere elevati standard di prevenzione, diagnosi precoce e sorveglianza sanitaria nei lavoratori che hanno avuto contatto con l’amianto.

In Italia invece l’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto e lAvv. Ezio Bonanni portano avanti in Italia da molti anni le evidenze scientifiche sulle malattie asbesto correlate, andando oltre le patologie più note come il mesotelioma o il tumore del polmone e quindi anche dei tumori dell’apparato digerente come il cancro all’esofago e al colon retto.

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