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domenica, Dicembre 5, 2021

Aeronautica militare vittime del dovere: divisa bella e letale

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Ali azzurre vittime in tempo di pace: Aeronautica Militare vittime del dovere. Il giuramento, segna la fedeltà al dovere, al lavoro per cui si viene chiamati, al decoro e all’orgoglio di portare sempre alta la bandiera italiana. Un fascino, quello della divisa dell’Aeronautica Militare, che indugia sicurezza, stabilità nel lavoro e protezione.

Se ci addentriamo nella fattispecie di ogni piccolo centimetro della Forza Armata, nelle strumentazioni, si riscontrano diverse problematiche, alcune purtroppo inevitabili e irrisolvibili.

Amianto nelle forze armate: è allarme nazionale

Gli hangar, gli aerei e così anche le tute ignifughe dei militari erano composti e realizzati con l’amianto, almeno fino agli anni Novanta.

Dai vari studi messi in atto da un’equipe di esperti, sembrerebbe che l’Aeronautica Militare sia stata per lungo tempo in un mondo diverso. Infatti, la cosiddetta “Arma Azzurra” sembrava separata da tutto ciò che accadeva in altri posti, in cui il pericolo di asbesto era del tutto ignorato.

Nello stesso periodo, nel resto del paese questo materiale rappresentava un gravissimo problema che ha generato una situazione di allarme nazionale.

Aeronautica militare vittime del dovere: presenza di amianto

Diverse sono le notizie pervenute in cui l’amianto veniva utilizzato negli aerei civili e militari. Difatti, la fibra killer era presente nel materiale di attrito usato per i freni.

Per lo stesso motivo, è stato ritrovato amianto anche nei cartoni utilizzati per la conservazione dei cibi caldi. Così come nelle tele utilizzate durante la saldatura di materiale metallico, nelle guarnizioni e anche nella realizzazione di pannelli insonorizzatori per gli aeromobili.

L’amianto era utilizzato in modo esponenziale all’interno della Forza Armata, prima della legge del 1992 ma anche dopo.

Aeronautica Militare
(c) Terni Oggi

Infatti, sono molti i soldati che hanno indossato le tute antincendio con questa composizione. Le stesse tute venivano indossate sulla pista di volo per il soccorso aereo e nelle altre varie situazioni di emergenza.

È in atto una vera e propria strage all’interno del personale civile e militare dell’aviazione, così come nella Marina Militare, Esercito e nelle altre Forze Armate.

A confermarlo, è la IARCAgenzia internazionale per la ricerca sul cancro, attraverso la pubblicazione della sua ultima monografia.

Amianto: il cancerogeno cucito sulla pelle

I militari e i civili del comparto aviazione lavoravano ignari di ciò che indossavano. Ciò che per loro era sicurezza e protezione, in realtà era il loro nemico “cucito sulla pelle”.

L’uso dell’amianto nel settore aeronautico è stato costante fino ai giorni attuali. Difatti, è tanto ovvio che l’esposizione sia avvenuta anch’essa in modo costante durante le fasi di lavorazione e manutenzione degli aerei.

I dispositivi di protezione utilizzati fino agli anni novanta erano nocivi, proprio da questo si è determinata gran parte dell’esposizione amianto. In tal caso non c’erano misure preventive da mettere in pratica, l’unica prevenzione consisteva nella sostituzione di questi materiali altamente cancerogeni con altri privi di amianto.

Occorre precisare che l’amianto deve essere sostituito se presenta segni di usura e quindi fuoriuscita di fibra.

L’aerodispersione delle fibre di amianto provoca l’insorgenza di numerose malattie asbesto correlate. Alcune di esse sono altamente invalidanti come il mesotelioma, l’asbestosi e il tumore al polmone.

Proprio come il caso del Sig. Nicola Panei, malato di asbestosi per aver prestato servizio nell’Aeronautica Militare. Lo stesso Panei ha affermato di aver indossato le tute ignifughe di amianto per anni durante la sua attività di servizio.

Per approfondimenti consulta l’intervento del Sig. Nicola Panei nella conferenza ONA del 07.07.2017 tenutasi presso la Regione Lazio.

Aeronautica militare vittime del dovere: il riconoscimento

Il personale civile e militare dell’Aeronautica che ha contratto un danno biologico da amianto, può ottenere il riconoscimento di vittima del dovere.

Nel dettaglio, coloro che nell’esecuzione del servizio in una delle attività di cui all’art. 1, co. 563, L. 266/2005, hanno subito delle infermità o lesioni invalidanti, sono vittime del dovere.

L’avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto è in prima linea per la tutela delle vittime del dovere.

Sono molti e positivi i risultati ottenuti nel tempo dall’associazione in favore dei militari esposti. Attraverso i servizi gratuiti ONA è possibile chiedere ed ottenere anche il riconoscimento di causa di servizio, l’equo indennizzo e l’equiparazione alle vittime del terrorismo.

Approfondisci su: Servizi di assistenza gratuita.

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