Vittime del dovere: l’atroce morte dei tre vigili del fuoco

Vittime del dovere Vittime del dovere

L’appello dell’avvocato Ezio Bonanni: “Ci auguriamo che vengano riconosciuti quali familiari di vittime del terrorismo”

Antonio Candido, Marco Triches e Matteo Gastaldo sono i tre vigili del fuoco deceduti in seguito all’esplosione all’interno della cascina di Giovanni Vincenti.
Vittime del Dovere, morti per l’avidità e la stupidità di un uomo che, pur di frodare l’assicurazione, ha provocato una vera e propria strage.

Ha confessato, Giovanni Vincenti, il proprietario della cascina, dopo dieci ore di interrogatorio, negando però l’intenzione di voler uccidere. Questa la confessione al procuratore di Alessandria Enrico Cieri: “l’azione era volta a conseguire il premio dell’assicurazione stipulata lo scorso agosto anche per il fatto doloso, da 1,5 milioni di euro”.
Accusato di omicidio, disastro colposo e lesioni volontarie, dopo la confessione il fermo.
Ma non basta.
Mi chiedo come la stupidità umana, per scopo di lucro, possa portare ad agire in questo modo. Ancor più vile se si tratta di omicidio.
Un vero e proprio atto di terrore nei confronti di chi non ha fatto altro che svolgere il proprio mestiere, che si sono ritrovati improvvisamente, la notte tra il 4 e Il 5 Novembre sepolti dalle macerie.
Da lì l’inizio del terrore: urla di panico provenienti dai pompieri ritrovatosi in una vera e propria trappola mortale, sepolti vivi e, dall’altra parte, le grida di chi scavava con le mani, per aiutare i compagni, colleghi di vita ma, in quel momento molto di più, uomini inermi, coraggiosi che, colpiti dalla devastazione, hanno agito come meglio potevano per aiutarsi l’uno con l’altro.

Ma ripercorriamo la vicenda dall’inizio.
I vigili del fuoco sono intervenuti in seguito a una telefonata che segnalava un incendio all’interno di un’abitazione.
Arrivano sul posto.
Sorpresi, perché non trovano altro che un bagliore che poteva essere un principio d’incendio.
Entrano nella cascina e trovano due bombole con accanto un timer.
Sbigottiti per la stranezza della situazione decidono di intervenire, mettendo in sicurezza quello che avevano trovato.
Dopo l’arrivo di una pattuglia dei Carabinieri, i pompieri controllano la cascina situata vicino a questa e di lì la seconda esplosione, violenta, che ha portato alla morte i tre uomini.
Il magistrato spiega: «Il timer era stato settato all’una e mezza ma, accidentalmente, c’era anche un settaggio alla mezzanotte. Questo ha portato alla prima modesta esplosione che, ahimè, ha allertato i vigili del fuoco».
«La notte della tragedia Vincenti è stato informato da un carabiniere che il primo incendio era quasi domato. Vincenti non ha detto che all’interno della casa c’erano altre cinque bombole che continuavano a far fuoriuscire gas. Era intorno all’una, ci sarebbe stata mezz’ora di tempo per evitare la tragedia.
Una delle prove decisive, che hanno fatto crollare e confessare Vincenti, è stato il ritrovamento del bugiardino del timer che ha innescato l’esplosione nella camera da letto»

Vittime del dovere, uomini morti durante il servizio lavorativo, che non potranno più riabbracciare le loro famiglie e i loro cari a causa di questo scempio.

E come riporta la legge: “Per vittime del dovere devono intendersi i soggetti di cui all’articolo 3 della legge 13 agosto 1980, n. 466, e, in genere, gli altri dipendenti pubblici deceduti o che abbiano subìto un’invalidità permanente in attività di servizio o nell’espletamento delle funzioni di istituto per effetto diretto di lesioni riportate in conseguenza di eventi verificatisi:

  1. a) nel contrasto ad ogni tipo di criminalità;
  2. b) nello svolgimento di servizi di ordine pubblico;
  3. c) nella vigilanza ad infrastrutture civili e militari;
  4. d) in operazioni di soccorso;
  5. e) in attività di tutela della pubblica incolumità;
  6. f) a causa di azioni recate nei loro confronti in contesti di impiego internazionale non aventi, necessariamente, caratteristiche di ostilità”.
  7. “Sono equiparati ai soggetti di cui al comma 563 coloro che abbiano contratto infermità permanentemente invalidanti o alle quali consegua il decesso, in occasione o a seguito di missioni di qualunque natura, effettuate dentro e fuori dai confini nazionali e che siano riconosciute dipendenti da causa di servizio per le particolari condizioni ambientali od operative”.

L’avvocato Bonanni interviene mostrando la sua vicinanza alle famiglie di chi ha perso la vita per svolgere il proprio lavoro: «L’ONA ribadisce il cordoglio per la morte dei tre vigili del fuoco per il vile atto assassino. Ci auguriamo che i familiari delle vittime non subiscano le discriminazioni e le limitazioni riservate alle Vittime del Dovere. Ci auguriamo che vengano riconosciuti quali familiari di vittime del terrorismo e ottengano i doverosi riconoscimenti di status giuridico e di natura economica e il risarcimento del danno. Esprimiamo ancora l’auspicio che il disegno di Legge Corbetta, in esame presso il Senato della Repubblica possa essere approvato».