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venerdì, Luglio 19, 2024

Aviere dell’Aeronautica morto per amianto, risarcita la vedova

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Riconosciuto in Appello lo status di vittima del dovere per un aviere missilistico dell’Aeronautica militare e risarcita la vedova. Il tribunale di Pavia, in primo grado, aveva respinto la domanda e così la vittoria è ancora più importante.

Il militare, Fabio Fabretti, è morto nel 2012, a soli 67 anni, a Rozzano (Mi), per mesotelioma pleurico causato dall’amianto respirato durante la sua attività al servizio dello Stato.

Aviere nella base missilistica di Cordovado

L’aviere, dopo il periodo di addestramento a Cuneo, fu assegnato alla Prima Aerobrigata di Padova. Successivamente passò alla base operativa missilistica di Cordovado, dove si è occupato dell’area lancio dei missili, a stretto contatto di militari americani della NATO, distaccati nella vicina base di Vicenza. In quel periodo, stazionò anche un missile ‘speciale’, predisposto con una testata nucleare. Le strutture missilistiche erano per ovvi motivi coibentati con materiali ignifughi e insonorizzanti di amianto o contenenti amianto. Anche gli edifici della base di Cordovado erano realizzati in eternit.

Corte di Appello di Milano dispone risarcimento per la vedova

Dopo che il Tribunale di Pavia aveva rigettato le domande per presunta carenza di prova, ora arriva la condanna del ministero della Difesa, dalla Corte di Appello di Milano. Durante il processo l’avvocato Ezio Bonanni, che ha assistito la famiglia insieme all’avvocato Massimiliano Fabiani, ha prodotto ulteriori prove, come alcune foto, che hanno dimostrato che il militare operò in stretta contiguità con i sistemi missilistici.

Giustizia per la vedova, si prosegue per gli orfani non a carico

“Finalmente la Corte di Appello di Milano rende giustizia a Fabio Fabretti, alla vedova e ai figli – ha detto Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto – La nostra battaglia processuale, oltre che istituzionale, proseguirà per tutelare i due orfani. Questi, infatti, sono stati esclusi dall’indennizzo perché non a carico al momento della morte del padre. Su questo punto verrà proposto ricorso in Cassazione. Chiederemo poi il risarcimento del danno, perché quello ottenuto è il riconoscimento solo di natura previdenziale. Per cui si agirà anche per il pregiudizio subito direttamente dalla vittima che per quello subito dai suoi familiari, iure proprio”.

Grande dolore dopo la diagnosi di mesotelioma

Fabretti ha lasciato, oltre alla moglie Graziella, anche i due figli, Davide di 39 anni e Ilaria di 42. Grande è stata la sofferenza di tutti dopo una diagnosi, che purtroppo, spesso non lascia scampo. L’uomo aveva la piena consapevolezza che li avrebbe lasciati presto. Il suo è solo uno dei tanti decessi per mesotelioma da esposizione ad amianto. Come per altre malattie asbesto correlate, tra cui anche il tumore del polmone, asbestosi, e altre infermità. Come spiega bene l’avvocato Bonanni nella sua ultima pubblicazione: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia, ed. 2022“.

L’Ona è al fianco di tutte le vittime del dovere e continua a sensibilizzare le istituzioni. L’obiettivo è che riconoscimenti avvengano, quando ci sono i requisiti, celermente. Senza bisogno di lunghi procedimenti giudiziari. Non sempre è così, come è emerso durante l’ultimo convegno organizzato al Campidoglio dall’Ona: “Guerra e pace: vittime del dovere“.

Per fermare la strage silenziosa l’Ona continua ad insistere sulle bonifiche di edifici e mezzi, militari e civili, dall’amianto. Ha anche realizzato una App che i cittadini possono utilizzare per segnalare i siti ancora con presenza di asbesto.

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