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domenica, Dicembre 3, 2023

Uranio impoverito e altri cancerogeni: Commissione parlamentare

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Amianto, uranio impoverito, ma anche radon e altri cancerogeni sono stati presi in esame dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito istituita con delibera della Camera dei Deputati il 30 giugno 2015. La relazione finale, del 7 febbraio 2018, ha finalmente accertato il nesso causale tra l’esposizione all’uranio impoverito e ad altri metalli pesanti e alcune malattie.

I primi casi di neoplasie risalgono all’ultimo periodo degli anni ’90, quando i primi soldati iniziarono ad ammalarsi dopo essere stati nei Balcani in diverse missioni di pace. La Commissione parlamentare d’inchiesta, infatti, ha sottolineato anche, purtroppo, un sistema per minimizzare i rischi ed eludere le responsabilità.

“Sconvolgenti criticità in Italia e nelle missioni all’estero”

“Nel settore primario della sicurezza e della salute sul lavoro – si legge nella relazione finale – la Commissione d’inchiesta, grazie alle penetranti metodologie investigative adottate, ha scoperto – dietro le rassicuranti dichiarazioni rese dai vertici dell’Amministrazione della Difesa e malgrado gli assordanti silenzi generalmente mantenuti dalle Autorità di Governo pur esplicitamente sollecitate – le sconvolgenti criticità che in Italia e nelle missioni all’estero hanno contribuito a seminare morti e malattie tra i lavoratori militari del nostro Paese”.

“Due anni – si legge in un altro stralcio della relazione finale – sono durate le sistematiche ed approfondite indagini da parte della Commissione d’inchiesta. Questi due anni di investigazioni a tutto campo sono valsi a riannodare in una trama unitaria i diversi fili scoperti, e, in particolare, hanno consentito di fare finalmente piena luce sugli otto meccanismi procedurali e organizzativi che oggettivamente convergono nel produrre il duplice effetto di offuscare i rischi incombenti su militari e cittadini e nel contempo di arginare le responsabilità dei reali detentori del potere”.

Relazione della Commissione parlamentare Uranio Impoverito

Anche l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, è stato audito dalla Commissione parlamentare, il 06.12.2017. L’avvocato ha espresso apprezzamenti nei confronti dei lavori e prestato la sua esperienza, in particolare sul fenomeno amianto, ma anche per quanto riguarda l’uranio impoverito e le vittime del dovere.

Il presidente Ona ha, in quella sede, confermato i dati epidemiologici riportati nella relazione del 19/07/2017. Ha quindi chiesto l’immediata bonifica dell’amianto ancora presente nelle navi e nelle installazioni a terra della Marina Militare, nelle altre Forze Armate e nel comparto sicurezza.

Allarmanti sono i dati epidemiologici, soprattutto in riferimento ai casi di patologie asbesto correlate.

Difatti, rispetto ai 126 casi di mesotelioma, quelli censiti sia dalla commissione che dall’Osservatorio Nazionale Amianto, erano almeno 570. Con un’incidenza non inferiore a 2.000 casi, tenendo presenti tutte le patologie asbesto correlate

Quali sono le patologie da cui difendersi?

Quando parliamo di malattie asbesto correlate si fa riferimento a mesotelioma, tumore al polmone e altri tumori del tratto gastro intestinale.

Inoltre, vi sono: asbestosi, ispessimenti pleurici e placche pleuriche, identificate come patologie infiammatorie da amianto.

In quella sede, l’avvocato Bonanni ha anche stigmatizzato l’estrema lentezza della macchina burocratico amministrativa nell’istruttoria delle domande di riconoscimento di causa di servizio e di vittima del dovere.

Inoltre, il Presidente ONA aveva sottolineato il fatto che la sorveglianza sanitaria non fosse stata ancora istituita in modo incisivo. Anche alla luce dell’epidemia di patologie asbesto correlate.

Le conclusioni riportate nella relazione dello scorso luglio della Commissione Uranio Impoverito’ erano state quindi condivise. Dopodiché era stato apprezzato anche l’impegno dell’On.le Paola Boldrini, vicepresidente della Commissione d’Inchiesta ‘Uranio Impoverito’.

Le conclusioni della commissione uranio impoverito gettano un’ombra ancora più funesta sull’operato delle Forze Armate in materia di tutela della salute e dell’incolumità del personale civile e militare.

Commissione parlamentare Uranio Impoverito: rischi militari

Nella relazione finale la commissione parlamentare che ha indagato sull’uranio impoverito e sull’amianto, ha concluso che solo per l’esposizione ad asbesto sono deceduti o si sono ammalati 1.101 militari nella sola Marina Militare.

Va giù pesante la commissione parlamentare d’inchiesta. Mentre le Forze Armate replicano alle accuse di “negazionismo” e alla “strategia di sistematica sottostima”. Successivamente vengono negati anche il numero di decessi tra gli appartenenti alle Forze Armate.

Invece, quelli registrati nella relazione finale della Commissione d’inchiesta (legati anche alla somministrazione dei vaccini), sono tanti: 236 ammalati e 97 deceduti per leucemia; 27 ammalati e 3 morti per tumori del sistema linfatico. E ancora 846 ammalati e 91 deeduti per linfomi, 22 ammalati e 3 morti per neoplasie del sangue. Infine 118 ammalati e 21 deceduti per neoplasie dei tessuti molli. In totale 215 vittime.

L’On.le Giampiero Scanu (PD) ha inoltrato gli atti della commissione alla Procura di Roma.

Nel frattempo l’impegno dell’Osservatorio nazionale amianto prosegue sia in sede penale che in sede civile. L’associazione lotta anche di fronte alla Magistratura del Lavoro nei molteplici procedimenti in corso. Procedimenti finalizzati a ottenere la tutela delle vittime dell’amianto e dell’uranio impoverito.

Aggiornamento danni uranio impoverito 2021

L’Ona ha dato vita all’Osservatorio vittime del dovere che ha la finalità di agire in sinergia per la tutela giuridica. Si assicura in questo modo la tutela legale delle vittime e dei superstiti.

Le vittime subiscono, infatti, un danno biologico e quindi hanno diritto al riconoscimento della causa di servizio. Così come pure al riconoscimento dello status di vittima del dovere. Queste prestazioni previdenziali, tuttavia, non esauriscono i diritti delle vittime.

Sussiste a carico del datore di lavoro, in questi casi il ministero della Difesa, l’obbligo di risarcire tutti i danni. Il risarcimento deve essere integrale. In caso di decesso le somme sono liquidate agli eredi. Inoltre, i superstiti hanno diritto anche al risarcimento del danno iure proprio.

I servizi di assistenza e tutela dell’ONA

L’Osservatorio nazionale amianto attraverso il servizio di assistenza medica e assistenza legale tutela i lavoratori esposti per ottenere il riconoscimento di vittima del dovere. Con maggiore attenzione alla problematica uranio impoverito.

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